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Perché scegliere il liceo classico. Il convegno a Roma

ROMA – Non una celebrazione ma una riflessione e un’interrogazione sul liceo classico. E’ questo il tema del convegno di oggi, ‘Sotto l’egida di Atena: saper essere e saper fare. Liceo Classico passaporto per il futuro’, al liceo statale Terenzio Mamiani di Roma a cui hanno preso parte docenti, presidi e studenti e professori universitari tra cui il linguista, Tullio De Mauro, e il direttore Usr Lazio, Gildo De Angelis. Tra il boom degli istituti tecnici e professionali, il calo degli iscritti nei licei, quanto ‘tiene’, ancora il classico? Quali sono le competenze dello studente al termine del suo percorso di studi? E quanto le famiglie e i ragazzi puntano ancora su questa istituzione come garanzia per un’adeguata formazione per il loro futuro? La risposta sembra essere che “anche se non come in passato, il classico e’ ancora un punto di riferimento per gli studi umanistici e per chi punta a proseguire il suo percorso di studi anche dopo le superiori”.

Il dibattito si sposta quindi dal “perche’ non si sceglie piu’ il liceo classico” al “perche’ c’e’ ancora chi attua questa scelta”. Una risposta sembra fornirla proprio De Mauro: “Il liceo classico- sottolinea nella sua relazione- per la varieta’, completezza di contenuti e di orizzionti disciplinari, tra cui quello storico-filosofico, appare il meno lontano da un modello di scuola che ha l’obiettivo di formare persone capaci di affrontare situazioni critiche e di mettere in atto scelte innovative”. Tuttavia per affrontare la sfida del futuro e rispondere alle esigenze di una societa’ in continuo mutamento, piu’ che dall’assenza di alcune materie, il liceo classico deve guardarsi “dalla separatezza tra insegnamento e apprendimento”. Non piu’ quindi una dimensione unilaterale di insegnamento “tra professore e alunno- spiega anche una docente del liceo Socrate di Roma, presente al convegno- ma misure concrete e innovative per integrare l’apprendimento degli studenti ce vadano a integrare il ‘sapere teorico’”.

“Il liceo classico oggi- aggiunge il professor Emidio Spinelli- non si esaurisce allo studio delle lingue antiche, ma e’ un punto d’incontro tra materie anche scientifiche. Un luogo quindi che tiene ancora conto dell’unicita’ della mente umana ma che sollecita’ anche l’apertura verso altre discipline. Per scegliere questo percorso serve ancora una certa predisposizone allo studio, ma non ci sono ragioni che orientino la scelta piu’ verso lo scientifico rispetto al classico”. Infine secondo Fabrizio Polacco, per orientare al meglio la scelta dei ragazzi e per sopperire alla flessione delle iscrizioni al liceo classico e’ necessaria “l’incrementazione delle attivita’ di orientamento” per i ragazzi in uscita dalle scuole secondarie di primo grado. “Una task force coordinata a livello locale e poi nazionale- conclude- per rafforzare l’attivita’ di orientamento mirata specificatamente al liceo classico”.

15 maggio 2015

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