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DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura (anche su www.dire.it).

SAN RAFFAELE (MI): SINDACATI, FIRMATO ACCORDO DI PRODUTTIVITÀ

Oggi è stato siglato un accordo da Cgil Cisl Uil Fials e Usi con l’Ospedale San Raffaele di Milano.
L’accordo, che interessa 2935 lavoratori e lavoratici, ripristina alcune quote di salario a suo tempo decurtate, ad esempio riducendo di 1 euro il costo del pasto per i lavoratori e mette a disposizione 374 euro pro/capite lordi per il solo 2015 (una tantum). “Sono passati due anni esatti dall’accordo che salvò i posti di lavoro e con il quale i lavoratori hanno contribuito a salvare l’Ospedale dalla gravissima crisi in cui versava- sottolineano i sindacati- In questo lasso di tempo i lavoratori hanno fatto sacrifici salariali contribuendo comunque con il loro impegno quotidiano a mantenere l’Ospedale sugli standard di eccellenza che gli vengono riconosciuti”.

“Questo accordo non è risolutivo della situazione di pesante sacrificio richiesto e delle incertezze di carattere contrattuale che sussistono da tempo e che devono essere ancora risolte- dichiara Claudio Carotti, segretario Fp Cgil Milano-. Tuttavia è da considerarsi positivamente come un primo passo verso il ristabilimento di un salario accettabile”.

PESCA: FLAI CGIL, INTERVENTI PER MARINERIE SICILIANE

“La situazione di disagio e pericolosità che vivono i pescatori siciliani in questi mesi va posta all’attenzione generale di politica, istituzioni e tutti gli organi competenti. Come evidenziato, anche dalle iniziative di questi ultimi giorni a Mazara, all’ordine del giorno c’è l’attuale situazione di pericolo e mancata sicurezza per la flotta peschereccia a causa dei rischi nell’attività di pesca nelle acque internazionali antistanti la Libia”. Lo dichiara Sara Palazzoli, segretario nazionale Flai Cgil.

“Come sindacato ci uniamo alla preoccupazione dei lavoratori e chiediamo alle istituzioni di intervenire tempestivamente. La pesca- conclude la Flai- già è un settore da troppo tempo in sofferenza, e nonostante ciò, i pescatori sono anche coloro che molto spesso si trovano a fronteggiare l’emergenza umanitaria degli sbarchi continui sulle nostre coste siciliane. A questo si aggiunge il rischio di sequestri o di attacchi in mare durante la pesca, una condizione che, se non arginata, darà un colpo fatale al settore e ai lavoratori”.

LAZIO: SINDACATI, SU AMMORTIZZATORI NECESSARIE SCELTE CORAGGIOSE

“Leggendo il decreto Interministeriale di ripartizione delle risorse assegnate alle Regioni per la concessione o la proroga, in deroga alla vigente normativa, dei trattamenti di cig e mobilità a chiusura dell’anno 2014, abbiamo scoperto che la Regione Lazio, il 24 aprile scorso, considerati gli stanziamenti già a lei assegnati, ha dichiarato non necessari ulteriori finanziamenti per il pagamento degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2014”. Così i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil Claudio Di Berardino, Andrea Cuccello e Alberto Civica esprimendo “rammarico nei confronti della politica regionale: quanto da noi sostenuto, nei vari tavoli di confronto che si sono succeduti, sul bisogno di ampliare la platea e i criteri di concessione degli strumenti di cassa integrazione e di mobilità aveva un giusto fondamento. Constatiamo che le Regioni che non hanno fatto scelte restrittive e penalizzanti per sostenere il reddito di migliaia di lavoratori e lavoratrici coinvolti nella crisi produttiva avranno ulteriori risorse rispetto a quelle dei riparti iniziali. Questo a dimostrazione che le scelte politiche di un assessorato non devono essere condizionate da un mero ragionamento di risorse, ma che invece necessitano della volontà di assumere scelte, anche coraggiose”, concludono i sindacalisti.

ROMA CAPITALE: SINDACATI, INTESA SERVIZI ALL’INFANZIA

“Anche questa volta si è arrivati alle prime luci dell’alba per trovare un’intesa sui servizi educativi di Roma Capitale, per superare quanto previsto nell’atto unilaterale dell’amministrazione capitolina. L’accordo è stato trovato con tutte le sigle rappresentative presenti al tavolo (Cgil, Cisl, Uil, Csa) e con le Rsu”. Ne danno notizia Natale Di Cola, segretario generale Fp-Cgil Roma Lazio, e Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp Roma e Lazio.

“Le nuove regole- continuano i due sindacalisti- non potranno però essere applicate subito, perché l’amministrazione intende dare seguito a quanto convenuto solo a conclusione di un’intesa su tutto il contratto integrativo dei 24.000 dipendenti comunali. Il tavolo riprenderà quindi i lavori per definire le regole per il salario accessorio. Sarebbe però irragionevole se l’amministrazione non applicasse quelle parti della nuova organizzazione che non hanno riflessi sulle norme della contrattazione decentrata, attivando ad esempio le parti che riguardano il sistema delle sostituzioni del personale assente e i nuovi orari. In questo modo si ridurrebbe a condizioni decenti il carico di lavoro, si tornerebbe ad offrire standard di qualità per il servizio ai bambini e alle famiglie e si determinerebbero maggiori opportunità di lavoro per le lavoratrici precarie. Il sindacato si è assunto le proprie responsabilità per far uscire dall’emergenza asili nido e scuole dell’infanzia, ci aspettiamo atti immediati in questa direzione anche dall’amministrazione capitolina. Lo ribadiremo oggi pomeriggio all’iniziativa pubblica organizzata da Fp Cgil e Cisl Fp (ore 16:00, sala “fredda”, Via Buonarroti 12, Roma), a cui sono stati invitati, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e delle famiglie, gli esponenti delle altre sigle sindacali- concludono Di Cola e Chierchia- per valorizzare l’accordo e ricostruire un rapporto unitario necessario alla vertenza generale”.

IL 20 MAGGIO GENOVA SI FERMA

“Lavoro, dignità, diritti” è lo slogan dello sciopero e della manifestazione organizzati dalla Camera del lavoro per il prossimo 20 maggio. Una data scelta non a caso: il 20 maggio del 1970, infatti, entrava in vigore la legge 300, ovvero lo Statuto dei lavoratori. “Con i recenti provvedimenti legislativi (a partire dal Jobs Act), il governo Renzi è riuscito dove neppure Berlusconi era arrivato: la cancellazione dell’art. 18- spiega la locale Cgil- Le misure di politica economica sono tutte in continuità con quelle di austerità, di tagli al sociale e alla sanità; nulla è previsto per mettere mano alla riforma previdenziale, per finanziare gli ammortizzatori sociali, per un fisco più equo e giusto. Nonostante i proclami del Governo il problema del paese resta la creazione di posti di lavoro: la schiera di persone senza occupazione continua a rappresentare un vero e proprio esercito che sarà appena scalfito dalla pallida ripresina prevista dagli economisti”.

L’inefficienza di politiche nazionali, per il sindacato, “si sente in modo particolare nella nostra città dove il tessuto industriale è ridotto ai minimi termini. Continua infatti la morìa di imprese e sono sempre più numerose quelle in cui si lotta per la salvaguardia del posto di lavoro. Molte di queste realtà dipendono proprio da scelte di politiche nazionali: Ilva, Fincantieri, Selex Es, Ansaldo Sts, investimenti per la ricerca e conseguentemente sviluppo hi-tech, l’energia, le infrastrutture, l’edilizia, la programmazione e la salvaguardia del territorio, la logistica e la portualità”.

I dati “parlano da soli. Gli occupati in Liguria nel 2014 sono scesi per la prima volta sotto quota 600 mila unità, dato che riporta la Regione indietro di 20 anni; negli ultimi due anni si sono persi 20 mila posti di lavoro a livello regionale di cui 5 mila solo a Genova, facendo scendere gli occupati (lavoratori dipendenti e autonomi) a quota 326 mila. Genova è la provincia con il calo più rilevante tra gli occupati dipendenti che si attestano a 246 mila unità (- 9 mila rispetto all’anno precedente). Il dato viene confermato se si analizza l’occupazione nei settori: a Genova l’industria ha perso 10 mila occupati in sei anni, ma i servizi presentano un dato ancor più sconfortante con 11 mila posti di lavoro persi in soli due anni”.

15 maggio 2015

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