FOTO e VIDEO | Bologna, la protesta dei bambini per una scuola più sicura: “Aprite quella porta”

La porta d'ingresso della loro scuola è pericolosa perchè praticamente in mezzo alla strada: per questo gli alunni oggi hanno protestato con cartelli e tamburi: "Aprire l'ingresso posteriore"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Una scuola numerosa, un ingresso troppo stretto in una stradina trafficata (e quindi inquinata), e la calca dell’entrata al mattino diventa pericolosa, costringendo bambini e genitori a invadere la carreggiata per mancanza di spazio. Così, alunni e rispettivi genitori chiedono di aprire un ingresso sul retro, nei pressi di un’entrata ben più agevole e spaziosa, protestando insieme lungo la strada. Accade alle scuole Acri di via Barbieri, posizionata dietro all’Ippodromo di via Corticella. Via Barbieri infatti, dov’è l’ingresso principale della scuola, è stretta, a senso unico e la mattina parecchio trafficata. Ma lo spazio antistante è troppo esiguo per permettere di entrare e uscire in piena sicurezza: un accesso “a dir poco infelice”. Si rischia di invadere la strada, e la calca diventa insostenibile, senza dimenticare che se un genitore è leggermente in ritardo, l’insegnante fa fatica a tenere d’occhio il bambino in mezzo alla confusione.

“Quando piove mia figlia mi dice: ‘speriamo che non mi vada un ombrello negli occhi‘ perché la calca che si crea in prossimità di via Barbieri 5 è gravissima- racconta Jamel Napolitano, madre di una bimba che frequenta la seconda elementare- invadiamo inevitabilmente la carreggiata, quindi siamo i primi a essere troppo stipati in quello spazio, e poi gli spazi sono strettissimi, le macchine in divieto di sosta non mancano, inevitabilmente devono anche passare dei mezzi più importanti… Insomma una soluzione va trovata”. E a tutto questo si aggiunge l’inquinamento delle auto di passaggio: “Si tratta di scuole pubbliche popolate da bambini tra tre e 11 anni, è chiaro che non si può respirare quello schifo“, prosegue Jamel.

“Non si può stare tutti pigiati, non si può temere la giornata di pioggia o il giorno in cui c’è lo sciopero dei mezzi pubblici perché le macchine a quel punto triplicano”, insiste la mamma che cita i rilievi effettuati da “Aria pesa”, secondo i quali “i livelli di inquinamento sono piuttosto alti” e “prossimi alla soglia di rischio”. Insomma, una situazione difficile, che però si potrebbe risolvere facilmente, secondo il Comitato genitori e bimbi della scuola Acri e il Comitato genitori Ic5. Basterebbe infatti aprire la “porta sul retro”, ovvero un ingresso secondario a cui si accede da via Corticella, a fianco dell’Ippodromo, ben più spazioso e soprattutto che non si trova sulla strada, attualmente chiuso.

Così questa mattina da veri attivisti, muniti di cartelli, tamburi, bottiglie di sassi e fischietti per fare “casino”, i piccoli manifestanti, al grido di “Aprite quella porta!“, hanno sfilato dall’ingresso principale a quello secondario, per mostrare alla cittadinanza e alla stampa quanto poco basterebbe per risolvere una situazione pericolosa.

“Non è una cosa sostenibile siamo in una scuola pubblica, il pubblico deve trovare una soluzione noi possiamo fare proposte ma non è il nostro compito. Ci aspettiamo che lo faccia qualcun altro in tempi rapidi” conclude Jamel. Il Comune, con l’assessore Alberto Aitini, responsabile della manutenzione delle scuole, incontrerà i genitori, insieme a rappresentanti della scuola e del Quartiere, dopo la settimana di Pasqua.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

15 Aprile 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»