VIDEO | Dal 16 aprile su Rai 1 la fiction ‘L’Aquila Grandi Speranze’: intervista al cast e anticipazioni

Nel cast Donatella Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Giorgio Marchesi, Luca Barbareschi e Valentina Lodovini
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L’AQUILA – Un anno e mezzo dopo il terremoto, L’Aquila e’ una citta’ ancora quasi totalmente disabitata. Mentre i suoi cittadini (gli adulti) tentano di riappropriarsi delle loro mura e delle loro identita’, gli altri, (gli adolescenti), fanno della zona rossa della citta’ il loro quartier generale, trasformando, grazie al potere della fantasia, il luogo di una catastrofe in un enorme luna park a cielo aperto.

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E’ questo il motore che muove l’azione di “L’Aquila Grandi Speranze” la serie tv in 6 puntate, coprodotta da Rai Fiction e IdeaCinema, che andra’ in onda su Rai 1 in prima serata a partire dal 16 aprile. La fiction e’ stata presentata presso il Palazzo dell’Emiciclo, nel capoluogo abruzzese. All’evento hanno partecipato il regista, Marco Risi, il creatore della fiction, Stefano Grasso, i protagonisti “adulti” della serie Donatella Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Giorgio Marchesi, Luca Barbareschi e Valentina Lodovini, e i ragazzi (tra cui Rosa Engiol, Gabriele Fiore, Andrea Pittorino, Jacopo Ianni, Valentina Cetra e Luca Chiappini) molti dei quali reperiti sul territorio aquilano.

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Presente anche il sindaco Pierluigi Biondi che, prima della proiezione stampa, ha teso a sottolineare come questa fiction abbia anche un valore simbolico: “Deve mostrare che non è vero che all’Aquila sono stati ricostruiti solo alcuni palazzi e qualche chiesa”. Mentre il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha posto l’accento sul fatto che molti giovani aquilani ad oggi non hanno ancora davvero conosciuto la loro vera citta’: “Dobbiamo dargli questa possibilita’”.

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I PROTAGONISTI

Protagonisti di “L’Aquila Grandi Speranze” sono due coppie. La prima e’ quella composta da Franco (Giorgio Marchesi) e Silvia (Donatella Finocchiaro), alla ricerca disperata della figlia Costanza, scesa con loro in piazza Duomo la notte del terremoto e poi scomparsa nel buio delle strade della città. La seconda quella di Gianni (Giorgio Tirabassi) e sua moglie Elena (Valentina Lodovini) in lotta per la ricostruzione e per far rientrare al più presto gli sfollati nelle loro case. Nel mezzo un costruttore romano, Luca Barbareschi, e la sua ambiziosa e visionaria idea di una nuova citta’.

I veri protagonisti sono pero’ i ragazzi, che armati di biciclette sfidano l’esercito e irrompono nella zona rossa, squarciando il silenzio dei vicoli abbandonati. Una digressione abbastanza fantasiosa, visto che nel freddo capoluogo abruzzese non si è soliti utilizzare questo mezzo di locomozione nel quotidiano (i bambini al massimo circolano in bicicletta nei piccoli paesi del circondario in estate, mai in città), ma che aiuta a conferire leggerezza a una narrazione altrimenti decisamente troppo cupa, visto il tema trattato, strizzando l’occhio ai “Goonies” (epico film degli anni ’80 con protagonisti un gruppo di ragazzini ciclomuniti) o ai protagonisti della piu’ recente serie cult di Netflix “Stranger Things”. C’e’ il ragazzino in carne e un po’ goffo, il bullo e il protagonista sensibile, ma al tempo stesso coraggioso.

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A riportarci nella dura realta’ del postsisma, piu’ che gli adulti, i vicoli impolverati, le macerie e i puntellamenti, che due anni fa (quando e’ stata girata la fiction) come ora, invadenti, mostrano con forza la loro presenza, ricordando un dramma che a 10 anni dal sisma e’ ancora tangibile.

Ed è proprio (e forse solo) in questo che si trova la ragion d’essere di questo prodotto televisivo, nel riaccendere i riflettori su una realtà che in molti pensano risolta, quando in realtà c’è ancora molto da fare.

ANDREATTA (RAI FICTION): “FICTION CONTRIBUISCE AL RACCONTO DEL PAESE”

“La fiction si rifa’ al romanzo di formazione, ai ragazzi della via Pal- ha dichiarato in conferenza stampa la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta-. Racconta un luogo proibito come luogo di crescita. La realta’ aveva bisogno di essere guardata da differenti punti di vista. Per noi e’ stata una scelta di valori girare a L’Aquila, come la scelta di presentarla oggi qui. Un compito necessario per la fiction del servizio pubblico, un esempio di come e quanto possa stare nell’attualità e contribuire al racconto del Paese, alla testimonianza partecipe e alla riflessione su problemi drammatici, che restano aperti”.

GRASSO: “GLI OCCHI DEI RAGAZZI SONO ANCHE I MIEI”

‘Ho scelto dei ragazzi come protagonisti perche’ erano quelli con cui mi potevo identificare di piu’- ha dichiarato il creatore di “L’Aquila Grandi Speranze”, Stefano Grasso- perche’ a 13 anni non hanno una vera memoria di quello che e’ successo il 6 aprile del 2009. Non essendo nato a L’Aquila mi potevo identificare con questo sguardo, quello di chi vuole fare vivere a tutti i costi una cosa che e’ morta”.

L’idea della fiction di Grasso e’ stata accolta con entusiasmo dal regista Marco Risi, che in conferenza stampa ha ricordato le prime impressioni che ha avuto visitando la citta’: “Sono stato a L’Aquila per la prima volta nella mia vita un anno e mezzo dopo il terremoto, esattamente quando ha luogo la storia. Quello che mi impressionò fu il silenzio. Sentivo il rumore dei miei passi che attraversavano la zona rossa. Mi dissi: qui devo venire a girare un film!  Ma non avevo ancora precisa l’idea di che film avrei voluto girare. L’idea è arrivata cinque anni dopo con questa serie”.

Risi ha quindi parlato di alcuni momenti che lo hanno particolarmente toccato durante le riprese, come l’incontro con una donna ottantenne di Onna, uno dei paesi maggiormente colpiti dal sisma del 2009, di nome Nunziatina, che il 6 aprile ha perso due nipoti ed e’ rimasta sotto le macerie per 8 ore in attesa di soccorso: “Mi disse che quella notte aveva visto le pareti di casa sua ‘sfogliarsi come le pagina di un libro’- ha dichiarato Risi-. Questa frase la dira’ un personaggio della fiction. Abbiamo inserito molti dei racconti che ci sono arrivati dalla gente del posto”.

LODOVINI: “A L’AQUILA SONO STATE FATTE SCELTE SCELLERATE, CHI DI DOVERE AGISCA”

“Spero che questa fiction contribuisca a riaccendere i riflettori su L’Aquila”, ha dichiarata Valentina Lodovini. “La caratteristica principale del mio personaggio e’ la solitudine, vive in una casa in centro dove c’e’ solo lei e la sua famiglia. Rappresenta la solitudine degli aquilani– ha spiegato Lodovini-. Credo che all’epoca siano state fatte scelte scellerate, come quella di dividere la popolazione. Io non sono dell’Aquila ma ci tengo tanto, e’ stata una tragedia nazionale. Vedo ancora troppe poche attivita’ aperte in centro e spero chi di dovere faccia qualcosa nel minor tempo possibile. E lo faccia anche per Amatrice”.

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15 Aprile 2019
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