Lazio

Lazio al Vinitaly 2018, al via con il cooking show di Sandro Serva

VERONA – I 60 produttori accolgono chi vuole conoscere i vini del Lazio, i ragazzi degli Istituti alberghieri si muovono dietro le quinte e tra gli stand, i contest si animano di curiosi. È entrato nel vivo il padiglione del Lazio al Vinitaly, la fiera dedicata al vino che si è aperta oggi a Verona e che andrà avanti fino a mercoledì. Evento clou di questa prima giornata del Lazio, il cooking show di Sandro Serva, il grande chef che ha conquistato le due stelle Michelin insieme a suo fratello Maurizio.

Conosciuti in tutta Italia, e non solo, per il loro ristorante ‘La trota di Rivodutri’ in provincia di Rieti, i fratelli Serva per il Vinitaly hanno pensato a una pasta a forma di zita ripiena di coregone.

“É un pesce del lago di Bolsena- racconta Serva al suo pubblico subito dopo aver dato prova della sua abilità- la nostra cucina dà spazio a tutto il territorio laziale, dai vini agli oli. Il Lazio ha tanto, dalla montagna al mare fino all’acqua dolce, la frutta e l’olio. C’è l’imbarazzo della scelta, l’importante è mettere bene insieme quello che la terra ci offre”. E a guardare l’entusiasmo di chi assaggia il suo piatto, Serva i suoi ingredienti li ha accostati più che bene, compreso il vino, un Sauvignon di Cantine Capitani.

Dopo il cooking show, il calendario di eventi prosegue oggi con tre contest dedicati a Frascati superiore Docg, i rossi ‘freddi’ e ‘Latium sweet side: il lato morbido del vigneto’. Domani, invece, a dare spettacolo ai fornelli sarà Dino De Bellis, lo chef dell’Enoteca regionale del Lazio, mentre martedì sarà la volta di Antonello Colonna, che cucinerà alla presenza del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, degli assessori all’Agricoltura e alle Pari opportunità, rispettivamente Enrica Onorati e Lorenza Bonaccorsi, e all’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, al Vinitaly già da questa mattina.

“Il Lazio al Vinitaly si pone come interlocutore principe- dice Rosati- finalmente abbiamo riacquistato una dignità e una presenza significative. Abbiamo voluto fortemente la presenza degli istituti alberghieri, perché fa parte anche di un disegno più grande, che è quello di far coniscere il nostro territorio, di promuovere i nostri vini e i nostri oli e di vendere una emozione. Ma abbiamo bisogno anche di dare fiducia e speranza a questi ragazzi sul fatto che questa filiera possa dare lavoro grazie a quella che io chiamo ‘economia della Bellezza’, perché turismo, cultura, storia e cibo sono un grande fattore produttivo”.

15 aprile 2018
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