Salario minimo, Bernaudo: “Non a carico delle aziende”

Il presidente di Sos partita Iva, Andrea Bernaudo, commenta il progetto di legge allo studio del Governo sul salario minimo garantito (Smo)
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ROMA – “Si sentono molti deputati che dai banchi del Movimento 5 Stelle e sui social si riempiono la bocca e gonfiano il petto invocando il salario minimo garantito a 9 euro per tutti i lavoratori, mentre il provvedimento – gia’ promesso dal ministro Luigi Di Maio – e’ allo studio del Governo. Noi siamo assolutamente d’accordo che i salari dei lavoratori italiani debbano essere allineati a quelli del resto dei lavoratori europei, anziche’ essere inferiori”. Cosi’ il presidente di Sos partita Iva, Andrea Bernaudo, commenta il progetto di legge allo studio del Governo sul salario minimo garantito (Smo).

“Vanno considerati l’agonia delle aziende italiane e il Pil fisso sullo zerovirgola da anni e, cosi’ come riteniamo giustissimo che i lavoratori dipendenti e gli autonomi, che lavorano fissi presso un’azienda, abbiano diritto ad avere un salario dignitoso, va chiarito anche che il costo del lavoro in Italia e’ uno dei piu’ alti del mondo e che quindi non sono certo le aziende a sfruttare i lavoratori, ma lo stato a strozzare il mercato del lavoro di tasse imposte e contributi- spiega Bernaudo- Nell’ambito del cuneo fiscale sul costo del lavoro deve essere quindi lo Stato (con le sue abnormi tasse imposte e contributi) a fare un bel passo indietro mettendo nelle tasche dei lavoratori piu’ denaro e non le aziende a dover sostenere questa misura.

Se il provvedimento andasse in questa direzione noi saremo in prima fila ad applaudire, ma- conclude amaro il presidente di Sos partita Iva- temiamo che non sia cosi’ e che sara’ invece un’ulteriore mazzata per le aziende, soprattutto per le piu’ piccole e la solita guerra tra poveri, il che comprimera’ ancor di piu’ l’occupazione nel quadro di un mercato del lavoro sempre piu’ rigido ed improduttivo”.

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15 Marzo 2019
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