Economia, Fortuna: “Evasione e debito pubblico priorità prossimo governo”

ROMA – “Banca d’Italia ha comunicato l’ennesimo dato negativo sul debito pubblico che, nel mese di gennaio, ammonterebbe a 2.279,9 miliardi di euro con un incremento di 23,8 miliardi rispetto al mese precedente”. Lo ha dichiarato Fabio Fortuna, rettore dell’Università degli studi Niccolò Cusano, intervenendo a Radio Cusano Campus.

“Andando a verificare le ripercussioni sul cittadino- ha continuato- cioè quanto pende sul capo di ogni italiano, si scopre che il debito che grava su ognuno di noi è di circa 37mila euro a testa; quindi continua questa vorticosa spirale della crescita del debito, contrariamente alle ipotesi di riduzione che spesso sono state ventilate. C’è un po’ di confusione a riguardo, in realtà spesso si parla di diminuzione, ma in riferimento al rapporto debito pubblico Pil che è un’altra cosa e che in effetti è leggermente diminuito perché è intorno al 131/132%, comunque lontanissimo dal 60% che noi sappiamo essere il parametro a livello europeo. Questo miglioramento del rapporto debito pubblico-Pil è dovuto alla crescita del Pil, che è stata superiore alle aspettative perché in valore assoluto il debito pubblico si mantiene su livelli assolutamente insostenibili, è necessaria una inversione di tendenza. Dovrà essere un obiettivo del prossimo Governo”.

“C’è anche un altro dato che non è proprio positivo, che è quello che riguarda le entrate tributarie del mese di gennaio, abbiamo avuto entrate tributarie per 33,7 miliardi che hanno registrato un calo di 1,6 miliardi rispetto al gennaio 2017. Ci preoccupa che diminuisca ad un anno di distanza l’ammontare delle entrate tributarie anche se poi Banca d’Italia parla gli aggiustamenti contabili per i quali la situazione rimarrebbe pressoché analoga, però anche una situazione analoga non ci soddisfa. Perché se noi non miglioriamo le entrate tributarie nel bilancio dello Stato difficilmente con la famosa spending review riusciremo a fare tante cose. Il dato ci dice di come l’evasione fiscale sia difficile da eliminare- ha concluso Fortuna- ma vada comunque attenuata e che la lotta all’evasione va assolutamente potenziata e deve costituire una priorità per il nuovo governo”.

15 marzo 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»