Report del Consiglio grande e generale del 14 marzo

La seduta di oggi pomeriggio si conclude con la proclamazione della prossima Coppia Reggenziale. L’Aula elegge così Capitani Reggenti, per il semestre 1° aprile – 1° ottobre 2018,  i consiglieri  Stefano Palmieri, Rf, e Matteo Ciacci, C10.
All’avvio dei lavori termina  invece il comma Comunicazioni, con le risposte ad interpellanze e interrogazioni. Segue una serie di nomine per arrivare ad aprire il comma 7 “Ratifica dell’Accordo Pa-OO.SS relativo all’organizzazione dei Centri estivi per il 2018”. Il Segretario di Stato per l’Istruzione Marco Podeschi  riferisce sulle novità introdotte, dalla rotazione annuale dei centri tra i Castelli di Chiesanuova e Acquaviva, alla chiusura anticipata, motivandole. Spiega così la riorganizzazione logistica delle attività: “Non è venuto meno alcun centro estivo, salvo per la sede nel Castello di Chiesanuova- precisa- per la quale nel 2018 è stato previsto il meccanismo della rotazione con il Castello di Acquaviva, come già avviene per Faetano e Montegiardino e nel castello di Serravalle”.  Assicura flessibilità rispetto la chiusura anticipata dei centri: “Coloro che ne fossero impossibilitati per motivi lavorativi potranno avvalersi dell’orario prolungato alle 18”.

            A monte dei cambiamenti introdotti, “c’è un problema di razionalizzazione dei costi- chiarisce- considerando il calo delle iscrizioni tra il 2016 e il 2017, che ha portato ad un disavanzo di oltre 200 mila euro”. Podeschi parla di scelte “di buon senso” ed “economicamente sostenibili”, al tempo stesso assicura che  “la priorità dello Stato è garantire alle famiglie un servizio efficiente e di qualità, altrimenti è preferibile interromperlo- aggiunge- soprattutto in quanto servizio non essenziale”.

            Il riferimento del Segretario di Stato dà il via a una serie di interventi, dei consiglieri. Critica Mariella Mularoni, Pdcs, che esprime la vicinanza del suo gruppo alle famiglie di Chiesanuova per i disagi che la chiusura del centro estivo nel loro Castello comporterà. “L’educazione- stigmatizza- non può risolversi in ottimizzazione dei budget e dei costi”. Marina Lazzarini, Ssd, al contrario ritiene che il programma dei centri estivi per il 2018 sia “una buona proposta, di qualità, sostenibile e accessibile alle famiglie che ne hanno bisogno”. E spiega come l’avvento dell’offerta di istituti privati abbia determinato negli anni il dimezzamento delle frequenze nei centri pubblici. Questo fenomeno “ha portato necessariamente il Dipartimento Istruzione  a rivedere costi e ridistribuzione dei centri sul territorio- motiva- puntando sempre alla qualità offerta”.

Il dibattito viene interrotto per procedere alla elezione dei Capitani Reggenti e proseguirà in seduta notturna.

 

Di seguito un estratto degli interventi della prima parte della seduta odierna.

 

COMMA 7 . Ratifica dell’Accordo Pa-Ooss relativo all’organizzazione dei Centri Estivi per l’anno 2018

Mariella Mularoni, Pdcs
I cittadini di Chiesanuova vivranno non pochi disagi, dato che non vedranno l’apertura dei centri estivi nel loro Castello. Dovranno aspettare l’anno prossimo visto che Acquaviva e Chiesanuova saranno aperti ad anni alterni. Ritengo assurdo che un genitore che risiede a Chiesanuova debba portare bambino a Montegiardino o ad Acquaviva, e magari recarsi al posto di lavoro a Rovereta. A che ora arriverà in ufficio, se il centro estivo apre alle 8? Come minimo dovrà chiedere un’ora di permesso tutti i giorni, visto che la giornata lavorativa per molti inizia anche molto prima delle 8. E’ questo il servizio che vogliamo dare a chi ha figli e non può prendersi una baby sitter e non possono permettersi il part-time? Mi rivolgo alle donne della maggioranza, è in questi termini che si realizza la vicinanza a donne e madri che in tante occasioni avete espresso? L’educazione non può risolversi in ottimizzazione dei budget e dei costi, come ha riferito il segretario di Stato Podeschi. Il gruppo Pdcs esprime vicinanza e sostegno alle famiglie preoccupate che non potranno contare la prossima estate su un servizio pubblico offerto loro e ai loro figli.

Marica Montemaggi, C10
Il consigliere Mularoni mi ha tirato in causa come donna e mamma di maggioranza. L’attenzione rivolta ai Centri estivi in questi giorni è legittima, è giusto ascoltare le necessità dei genitori. Ed è giusto dare delle risposte e credo il Segretario abbia motivato abbondantemente queste questioni, non ha fatto un ragionamento solo di budget e costi. Io vorrei fare un ragionamento più ampio. Il centro estivo pubblico negli ultimi 5-6 anni era l’unica risorsa disponibile per le famiglie in estate, l’unica possibilità. Forse in questi anni sarebbe stato utile sviluppare anche un piano di offerta ludico-didattica importante, perché il feedback che arrivava era che il centro estivo era una sorta di  “badaggio”, ed è questa la critica più triste arrivata al nostro centro estivo. Come istituzione dovremmo offrire ai ragazzi invece un arricchimento. Negli anni quindi sono nati anche centri privati che rispondono anche a offerte diverse, dal centro musicale, ai centri estivi ‘in lingua’.  Delle valutazioni quindi non solo sulla possibilità di andare incontro alle esigenze lavorative devono essere fatte, ma anche altre. Tutti ci dobbiamo spostare e andare al lavoro e abbiamo problemi di orari, mi sembra il Segretario abbia manifestato flessibilità sugli orari di apertura e sulla possibilità di anticipare la chiusura, credo le preoccupazioni siano legittime e vanno ascoltate, perché si può trovare il modo di venire loro incontro. Ma dobbiamo anche uscire dalla necessità di avere i servizi sempre vicino casa.

Nicola Selva, Rf
Capisco che i centri estivi siano un servizio importante per le famiglie in cui i genitori lavorano. Purtroppo le richieste sono maggiori del plessi e servizi messi in campo. Ma se il centro estivo deve essere aperto, deve garantire standard elevati e anche essere sostenibile dal punto di vista economico, la razionalizzazione ed economicità sono aspetti che devono essere tenuti in considerazione dal governo. Quindi condividere centri estivi vicini tra alcuni Castelli, garantire servizi di qualità con condivisione e sostenibilità sono fattori da considerare. Il programma che ha portato a variazioni di orari e all’alternanza tra Castelli pone problemi, ma la Segreteria ha dato ampia disponibilità a gestirli. Sugli orari di ingresso e uscita ha espresso elasticità per venire incontro ai lavoratori. Mi dispiace però sentire appelli ai lavoratori e le polemiche, il servizio è importante ma non strumentalizziamo anche questi aspetti.

Marina Lazzarini, Ssd
Negli anni l’attenzione all’organizzazione e scopi educativi dei centri estivi è aumentata. Negli ultimi anni sono sorti centri estivi privati che propongono esperienze specifiche, per esempio per lo sport o di tipo culturale e ricreativo. Questa varietà di offerta è molto positiva, perché le famiglie possono scegliere e diversificare le esperienze per i loro figli. Inoltre i centri estivi privati rappresentano una possibilità di lavoro. L’offerta diversificata è stata ben accolta, tanto che la media della frequenza dei bambini nei centri estivi delle Stato è stata dimezzata, da 70 bambini al giorno a 30-40. L’organizzazione dei centri statali per estate 2018 tiene conto anche di questa esigenza, tanto che sono stati inseriti corsi organizzati dal centro musicale e i summer camp di lingua inglese. Questo dimezzamento delle frequenze ha portato necessariamente il Dipartimento Istruzione  a rivedere costi e ridistribuzione dei centri sul territorio, puntando sempre alla qualità offerta. La spesa di un centro estivo: serve una sede, personale di servizio con almeno 2 cuochi, 2 bidelli poi gli educatori, come minimo 3, in totale 7 persone per un gruppo che deve raggiungere almeno 25 iscrizioni se no, non è sostenibile. Lo scorso anno alcuni turni hanno avuto frequenza molto bassa E’ questione non di bilancio, ma di sostenibilità. Quest’anno i centri previsti sono 2 con apertura di10 ore dalle 8 alle 18, a Cailungo e Serravalle, 4 con apertura a 6 ore dalle 8 alle 14,45, Murata, Falciano, Acquaviva e Montegiardino, inoltre il centro Let’s Music a Città dall’ 8 a l13 luglio, perla scuola di infanzia. Per la scuola elementare 2 centri con apertura 10 ore, 3 con apertura a 6 ore , poi c’è Let’s music a Città e il Summer Camp. Considerando le dimensioni del territorio e le distanze ridotte tra i centri abitati, non mi sembra davvero la situazione sia così drammatica, anzi la proposta dei centri estivi di quest’anno mi pare una buona proposta, di qualità, sostenibile e accessibile alle famiglie che ne hanno bisogno.

Denise Bronzetti, Ps
Io questa volta devo ammettere che il Segretario di Stato nella sua relazione, che ha fornito tutta una serie di dati, ha ragione sui diversi punti toccati. I centri estivi, oltre ad essere un servizio alle famiglie quando sono sospese le attività scolastiche, hanno anche funzione di discontinuità didattica. Dovrebbero rappresentare uno svago come giusto che sia. Se partiamo da questo presupposto, che condivido, allora ci sta che  occorrerebbe provare ad elevare l’offerta data agli utenti. Questo perché negli anni passati le attività erano attività di vero svago e allo stesso tempo formativo, ma negli ani questo aspetto è andato scemando. Se è vero – ma ho qualche dubbio- che le scelte fatte non derivano solo da un problema di bilancio, ci ragionerei ,perché nel tempo è diminuita l’offerta e forse in qualche modo i nostri centri la pagano. Siamo un paese di 30 kmq e le distanze sono del tutto relative. Penso a quanti km fanno al giorno certe famiglie per portare i propri figli a scuola altrove, è vero che bisogna guardare al meglio. Se si riesce ad erogare servizi che vanno incontro in toto alla famiglia, le situazioni vanno mantenute, ma quando c’è una ragione per farlo. Unica cosa che non riesco a condividere del suo ragionamento è la sua affermazione rispetto al tempo d’estateche è da trascorrere possibilmente con i propri figli. A chi non piacerebbe farlo? Ahimè non tutti i genitori possono godere delle ferie nel periodo estivo e sempre più famiglie non possono contare sulla rete famigliare, sui nonni, né hanno possibilità di pagare una baby sitter.  Ben venga la possibilità di verificare in base ai numeri degli iscritti e le sedi e di poterci lavorare per dare risposte migliori in caso di esigenze superiori. Ma non si può liquidare in questo modo le tante esigenze che oggi le famiglie hanno e che scontano, a tutti piacerebbe poter contare su un orario di lavoro ridotto o avere l’estate tutta a disposizione. Non sarebbe il caso di ragionare sulle articolazioni diverse delle categorie di lavoratori che possono oggi usufruire di condizioni estremamente favorevoli? Nelle graduatorie per l’insegnamento ci sono tanti iscritti che nell’anno scolastico non riescono a lavorare con continuità. Questa potrebbe essere un’occasione per ri-articolare tutti i ragionamenti.

Fabrizio Perotto, Rf
Il centro estivo a San Marino è stato istituito dallo Stato mei primi anni ’90, nel corso degli anni è stato affiancato a nuove iniziative formative e anche di divertimento, afferenti per esempio a Federazioni sportive o gruppi ecclesiali. Condivido l’analisi e la relazione del segretario Podeschi quando dice che i centri estivi non sono servizi essenziali ma lo diventano quando le famiglie ne hanno necessità ed p giusto scelgano il servizio preferito per i propri figli. Il servizio dello Stato è di qualità. Sottolineo l’importanza della proposta formativa 2018: sono stati implementati alcuni servizi quale l’english campus a Domagnano. Altra novità nel plesso di Città dove ci sarà la possibilità per i bambini di frequentare centro gestito dall’Istituto musicale sammarinese. Podeschi ha parlato di discontinuità con l’attività scolastica e mi trova d’accordo. La polemica afferente al Castello di Chiesanuova dispiace, non credo sia un problema sospendere un plesso, i nostri figli avranno possibilità di fare esperienze interclasse ma anche interplesso, con possibilità di frequentare bambini che provengono da altre realtà. Vorrei apprezzare quindi il progetto Centri estivi 2018 che credo sia fatto con buonsenso, andando incontro alle esigenze dei cittadini. In base al numero delle richieste ed esigenze orarie saranno modulate l’apertura e chiusura dei centri. E’ la proposta migliore che va incontro anche ad esigenze di bilancio dello Stato.

Pasquale Valentini, Pdcs
Stiamo parlando di una ratifica di un accordo sindacale che prevede le tipologie e modalità con cui gli animatori dei centri estivi verranno assunti e il rapporto alunni-animatori. Non c’è molto da dire sull’accordo, sono criteri scelti e che vanno a rotazione. Sono questioni che interessano più l’amministrazione che gli utenti. Vorrei però che facessimo lo sforzo  di vedere cosa possiamo fare rispetto a questa iniziativa e in che cosa anche determinate rimostranze della popolazione vanno ascoltate. In tutte le proposte gli unici di cui non parliamo mai sono le esigenze delle famiglie, sembra che i centri siano fatti per quale ambizioni culturali, ma sono fatte per l’esigenza concreta perché non si sa a chi affidare i bambini quando si interrompe l’attività scolastica. Bene ha fatto nel tempo lo Stato ad offrire un servizio ed è difficile toglierlo perché la famiglia ha fatto affidamento su quel servizio. La cosa più semplice da fare è che di questa vicenda sarebbe utile per tempo parlarne con le famiglie e spiegare perché non è attivabile un centro in ogni Castello, ma anche sapere che c’è una soluzione, che prevede un altro centro, il trasporto e le condizioni che consentano alla famiglia di lavorare.


15 marzo 2018
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