Toti lancia Change, cena da mille euro (a testa) per il progetto del centrodestra

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GENOVA –  E’ quasi tutto pronto per la grande cena di finanziamento della Fondazione Change, il nuovo strumento pensato dal governatore Giovanni Toti e dai suoi collaboratori per dare gambe e portafoglio al progetto del centrodestra in Liguria e non solo, che muoverà i suoi primi passi venerdì sera a Genova, al Palazzo del Principe. Il presidente della Regione Liguria freme per incontrare i suoi sostenitori che per partecipare al banchetto dovranno versare un obolo minimo di mille euro. Top secret l’ammontare complessivo dei fondi raccolti al momento ma le presenze dovrebbero aggirarsi attorno alle 200. Tecnicamente, al momento la fondazione deve ancora essere messa nero su bianco ma ha un comitato promotore molto attivo, presieduto da Pietro Paolo Giampellegrini, da sempre braccio destro di Toti.

“Abbiamo avuto un bel riscontro su tutta la Liguria- dice, fiero, il governatore- e venerdì sera segneremo l’inizio con una normale cena. Diremo banalmente grazie a tutti per essere presenti e voler sostenere un progetto importante che punta a diventare la gamba sociale, economica, culturale di un esperimento di centrodestra che nei fatti già sta marciando con un orizzonte diverso rispetto a quello dei singoli partiti, con un programma comune, un impegno comune per il governo”. D’altronde il cammino da #ilventoècambiato, l’hashtag che sta contraddistinguendo il cammino di Toti come presidente della Regione Liguria fin dai suoi primi passi, a “Change” non è poi così lungo. “Credo che il modello che stiamo sperimentando in Liguria e da tre anni in Lombardia con Milano che è l’unica grande città in cui il centrodestra sta viaggiando con il vento in poppa, sia un modello vincente- sostiene il consigliere politico di Forza Italia- ed è fatto dell’unione di tutte le componenti del centrodestra intorno a un baricentro credibile, che normalmente si trova più verso il centro che non verso gli estremi per tenere gli equilibri. Non a caso in Lombardia il governatore è Maroni che pur essendo leghista è uomo di grande dialogo, non a caso in Liguria è stato trovato un candidato moderato che- dice Toti di se stesso- ha saputo mettere insieme la frammentazione dell’ex centro cattolico, ha rimesso in carreggiata Forza Italia e ha coinvolto Lega e Fratelli d’Italia in un progetto comune”.

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Toti non ha alcun dubbio che la strada da percorre sia questa: “Le altre strade non ci portano alla vittoria: Francia, Gran Bretagna, adesso anche la Germania, sono tutte esperienze di successo ma votate alla testimonianza, al raccoglimento del malcontento tradotto con megafono in voce politica ma non riescono a elaborare una vera alternativa di governo rispetto ai partiti socialisti di ultima generazione”.

Di Simone D’Ambrosio, giornalista

15 Marzo 2016
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