Arac in aula in Regione, domani Maroni va dal ministro Costa - DIRE.it

Lombardia

Arac in aula in Regione, domani Maroni va dal ministro Costa

Consiglio_regionale_Lombardia

MILANO – “Il parere di Anac è stato di apprezzamento della nostra proposta, con alcune precisazioni, che non riguardano la Costituzione, ma una legge ordinaria. Dopo l’approvazione della legge, già da domani proseguirà l’interlocuzione con il Governo. Io stesso sarò a Roma e incontrerò il ministro degli Affari Regionali Enrico Costa, per valutare insieme quale sia la strada migliore per dare attuazione a questo nuovo modello, che ha l’ambizione di essere uno strumento efficacissimo per prevenire la corruzione ad ogni livello”. Lo precisa il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni in Consiglio regionale, durante il dibattito sul PdL che istituisce l’Anticorruzione regionale. Poi approvato. A differenza della Costituzione, osserva il governatore, “le leggi ordinarie si possono cambiare. C’è già il precedente della riforma sanitaria. Anche in quel caso- ricorda- il Consiglio ha approvato una norma che poi il Governo ha giudicato in contrasto con la legge vigente. Palazzo Chigi però non ha l’ha impugnata- prosegue- perché ha ritenuto che la nostra riforma fosse così innovativa da meritare di essere considerata una sperimentazione. Il Governo seguirà da vicino la riforma che se, come pensiamo, darà i risultati previsti, diventerà un modello per tutto il Paese”.

Un parere però che non convince il consigliere Pd Gianantonio Girelli che sottolinea come il parallelismo con la riforma della Sanità non regga, “perché la Sanità è un sistema che interessa tutti, mentre qui siamo di fronte ad una esondazione di un problema”. Per il consigliere grillino Silvana Carcano il provvedimento è “una pagliacciata” con cui “Maroni vuol cambiare vestito a un’amministrazione”, ma il vero motivo “è che un consigliere della maggioranza è stato arrestato”. Per il consigliere Dem Carlo Borghetti l’organismo Arac “sembra un sufflé, tanto volume per poi sgonfiarsi”, sottolineando i poteri limitati di un organismo “inutile che costa un milione di euro all’anno, e ha l’unico potere di mandare note e diffide alla Giunta- continua- che poi ha 30 giorni di tempo per prendere provvedimenti. Vogliamo pagare un milione all’anno per un organismo che manda note e diffide?”, si chiede Borghetti.

Di Nicola Mente, giornalista

15 marzo 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»