La Lega del Nord e quella di Capitan Salvini

La partita dell’autonomia rivendicata a colpi di referendum dalla Lombardia e dal Veneto, fatte le dovute valutazioni non coincide con la strategia del ministro dell’Interno
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ROMA – Capitan Salvini non si tocca. Non si troverà mai un leghista che di questi tempi si metta a discutere la sua linea, finora vincente e piena di risultati. Però… però anche Capitan Salvini si sta giocando il collo. Perché la partita dell’autonomia rivendicata a colpi di referendum dalla Lombardia e dal Veneto, madre di tutte le battaglie leghiste e traguardo di tanti anni di lotta, fatte le dovute valutazioni non coincide con la strategia del ministro dell’Interno. Che, ricordano sempre al Nord, è di Milano, città governata dal centrosinistra. Il Capitano, insomma, non viene da quei territori dove anche l’aria che si respira sa di Lega. È questione di strategia: di chi pensa a portare a casa il suo ‘bottino’ in chiave regionale, cioè più risorse da tenere per sé e non dare a quei scrocconi e fannulloni del Sud; e Salvini che si sta battendo per creare la sua Lega nazionale, che parla a tutta Italia e raccoglie voti in ogni strato. Come farà? Certo è che se Lombardia e Veneto non porteranno a casa l’autonomia saranno guai, per i governanti locali ed anche per i leader nazionali. Una partita che si gioca sul filo del rasoio e sulla quale il M5S ha già deciso di mettersi di traverso. Per un semplice fatto: loro i voti li prendono soprattutto al Sud.

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15 Febbraio 2019
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