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Chiusa l’ambasciata d’Italia in Libia, sicurezza a rischio

Ambasciata Italia in LibiaL’ambasciata d’Italia a Tripoli ha sospeso oggi le sue attività in relazione al peggioramento delle condizioni di sicurezza. Il personale e’ stato temporaneamente rimpatriato via mare. I servizi essenziali saranno comunque assicurati. Nelle ultime settimane e fino a poche ore fa la Farnesina e l’ambasciata a Tripoli hanno nuovamente e direttamente ribadito la raccomandazione agli italiani, in particolare a quanti presenti in Libia per ragioni di lavoro, a lasciare temporaneamente il Paese alla luce della crescente instabilità sul terreno. In questo quadro ai connazionali è stata anche offerta assistenza logistica. Lo fa sapere una nota della Farnesina.

“La chiusura temporanea della nostra ambasciata- spiega il Ministro degli Affari Esteri della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni- è avvenuta in modo tempestivo e ordinato e di questo ringrazio i responsabili della Farnesina e delle altre amministrazioni che hanno collaborato all’operazione. La chiusura si è resa necessaria a causa del deteriorarsi della situazione in Libia”.

Il ministro degli Esteri aggiunge: “L’Italia rimane al lavoro con la comunità internazionale per combattere il terrorismo e ricostruire uno stato unitario e inclusivo in Libia, sulla base del negoziato avviato dall’inviato speciale dell’Onu Leon, al quale continuerà a partecipare il nostro inviato speciale Ambasciatore Buccino”.

“Il peggioramento della situazione -conclude il ministro – richiede ora un impegno straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità, secondo linee che il governo discuterà in Parlamento a partire dal prossimo giovedì 19 febbraio. L’Italia promuove questo impegno politico straordinario ed è pronta a fare la sua parte in Libia nel quadro delle decisioni delle Nazioni Unite”.

15 febbraio 2015

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