Nairobi, parla un cooperante: “Viviamo nel terrore ma restiamo ad aiutare”

Parla Andrea Bollini, cooperante di Amref nella capitale africana dopo l'attentato all'hotel di lusso rivendicato da Al-Shabaab
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ROMA – “Il Kenya è un obiettivo ormai prevedibile di Al-Shabaab e Nairobi condivide con Londra e altre città europee un clima di terrore”: così all’agenzia ‘Dire’ Andrea Bollini, cooperante di Amref nella capitale africana, sull’attentato rivendicato oggi dal gruppo islamista. La premessa è che l’incursione del commando, alcuni membri del quale resterebbero asserragliati nel complesso dell’hotel a cinque stelle Dusit, è solo l’ultimo di una serie di episodi.

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“Gli attentati di alto profilo in Kenya sono stati diversi, da quello al centro commerciale Westgate di Nairobi del 2013 a quello nel campus dell’università di Garissa del 2015, quando furono uccise addirittura 150 persone” sottolinea Bollini. “Sono stati presi di mira luoghi frequentati dalla borghesia e dalla classe media ma anche ritrovi popolari, per la gente comune”. Secondo il cooperante, a Nairobi da due anni gli abitanti della capitale keniana convivono con la paura.

“Il Kenya è ormai un obiettivo prevedibile di Al Shabaab” dice Bollini: “In Somalia, con il suo esercito, sostiene il governo di Mogadiscio in lotta contro il gruppo islamista”. L’ispettore generale della polizia keniana, Joseph Boinnet, ha detto nel pomeriggio che le forze di sicurezza stanno lavorando “per riportare la situazione alla normalità nel più breve tempo possibile”.

Secondo Bollini, rappresentante di una ong con circa 600 dipendenti, nata in Kenya 60 anni fa, le ambulanze di Amref sono già state allertate per supportare le autorità locali nella crisi e contribuire alla raccolta di sangue per le trasfusioni. “Come stranieri e occidentali siamo forse più visibili e dunque meno esposti del nostri colleghi locali” dice il cooperante: “E’ un motivo in più per esserci e per aiutare”.

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15 Gennaio 2019
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