VIDEO | Amatrice: i destini del pass e dell’ospedale

È arrivata la svolta sul pass di Amatrice: sono in arrivo nuovi ambulatori, strumenti e mezzi. In attesa che venga presa una decisione definitiva sulla ricostruzione dell'ospedale Grifoni
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AMATRICE – Il Pass di Amatrice verrà potenziato. La svolta è arrivata ieri durante la riunione a cui hanno partecipato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, la direttrice della Asl di Rieti Marinella D’Innocenzo, il presidente della Commissione Sanità Comunale Luca Poli, il sottosegretario con delega alla ricostruzione Vito Crimi e il commissario straordinario Piero Farabollini, oltre al sindaco Filippo Palombini.

Le richieste dell’amministrazione comunale riguardavano il miglioramento della diagnostica per immagini, la copertura radiologica che dalle 12 ore dovrà diventare operativa 24 ore su 24, la necessità di mezzi adeguati per il servizio Ares affiancato al presidio di assistenza socio sanitaria, un ambulatorio di terapia fisioterapica e riabilitativa, il ripristino di tutti gli ambulatori specialistici forniti in precedenza dal reparto di Medicina generale, un reparto di geriatria e di riabilitazione post acuzie, ma anche la presenza di un ambulatorio psicologico con personale dedicato dell’Asl, novità anche per quanto riguarda il personale infermieristico già incardinato in pianta organica all’ospedale Grifoni per cui è stato richiesto una ridestinazione al Pass.

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Il potenziamento del presidio è in linea con gli sforzi fatti dalla Protezione civile per i Pass provvisori di Amandola e Cascia dove sono stati investiti rispettivamente: 2,5 milioni di euro e 770 mila euro; a copertura parziale delle spese per l’implementazione dei servizi del presidio ci sono 430 mila euro donati dal gruppo Ferretti.

Dopo la riunione la delegazione è andata a visitare il presidio sanitario dove adesso sono operativi: un ambulatorio di medicina generale, un ambulatorio infermieristico, diabetologia, cardiologia, pediatria, oculistica, servizio veterinario, un punto prelievi, ma anche assistenza sociale e sostegno psicologico. Il potenziamento del Pass si rende necessario soprattutto perchè la ricostruzione dell’ospedale Grifoni prevede ancora delle tempistiche dilatate rispetto alle esigenze sanitarie della cittadinanza, scadrà infatti domani il bando di progettazione, verrà assegnato il progetto e si andrà in progettazione esecutiva.

Il territorio provinciale di Rieti si componeva di cinque distretti dove erano presenti tre presidi ospedalieri: l’Ospedale San Camillo De Lellis di Rieti, l’Ospedale Francesco Grifoni di Amatrice e l’Ospedale Marzio Marini di Magliano Sabina. La struttura sanitaria ‘F.Grifoni’ di Amatrice era un presidio ospedaliero afferente al Polo Ospedaliero unificato di Rieti-Amatrice.

Il costo per la ricostruzione è stato calcolato in 15 milioni di euro, di cui sei milioni sono stati stanziati dalla Repubblica Federale Tedesca, il resto dell’investimento, pari a circa nove milioni di euro, sarà a carico delle istituzioni italiane. La ricostruzione del presidio di Amatrice viene inserita nelle tre strutture presenti nella Regione Lazio definiti presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate.

In base al decreto Balduzzi per essere definiti tali, le strutture che sono distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento, sono localizzate in un’area geograficamente e meteorologicamente ostile o disagiata, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria e complessa e conseguente dilatazione dei tempi. In questi presidi ospedalieri occorre garantire un’attività di pronto soccorso supportata dall’attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta.

Sull’ospedale era scoppiata una polemica sul sito in cui dovrebbe essere ricostruito, da una parte il comune di Amatrice che vuole ricostruire il Grifoni lì dove era, o comunque sul territorio amatriciano, rispettando il decreto Balduzzi sui presidi ospedalieri in zone disagiate, e dall’altra la Regione che lo voleva costruire sulla Salaria, a Torrita, per far sì che potesse servire un bacino di utenza maggiore. Adesso le posizioni si sono uniformate su quella che era la richiesta del comune di Amatrice, sulla stessa linea d’onda anche il governo che ieri, nella figura di Crimi ha dichiarato: “Se l’ospedale non viene ricostruito ad amatrice non risponde a dei requisiti di legge che ne consentono la realizzazione, oggi il sindaco di Amatrice mi ha detto che la soluzione è o si fa qui o non si può fare. Di questo mi riservo di parlarne con la Regione nei prossimi giorni cercherò un contatto con Zingaretti. Personalmente se si potesse ricostruire in un’area che serve più comuni sarebbe la soluzione migliore ovviamente purchè si realizzi, questo deve essere il punto fermo”.

Anche lo studio di fattibilità che ha preso in considerazione le tre possibilità: non ricostruire, costruire in situ, costruire in altro luogo, mostra più punti di forza e opportunità nel ricostruire in situ rispetto a non ricostruire o costruire da un’altra parte. La partita sembra vinta, ma non è ancora finita.

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15 Gennaio 2019
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