Terremoto, Possibile: “E se fosse colpa delle piattaforme Eni”?

A Ravenna gli esponenti di Possibile non escludono di presentare un esposto alla Procura: "È lecito dubitare che epicentro e intensità del sisma siano casuali"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

RAVENNA – Il terremoto della scorsa notte in Romagna in qualche modo collegato alle estrazioni della piattaforma Angela Angelina. A sollevare il dubbio è l’esponente ravennate di Possibile, Andrea Maestri. Il sisma, spiega, è “il più forte negli ultimi 30 anni” con epicentro Lido di Dante: così “il pensiero corre preoccupato alla scellerata attività estrattiva della piattaforma Angela Angelina e non solo”.

LEGGI ANCHE: Verdi: “Autorizzate nuove trivelle senza procedura di Via”. E scatta proroga a Ravenna

Infatti “scientificamente il collegamento tra attività estrattiva e terremoti è molto controverso ma è lecito dubitare che epicentro e intensità siano casuali”. Maestri ha chiesto alla parlamentare di Liberi e uguali Rossella Muroni, e al consigliere comunale di Ravenna in Comune Massimo Manzoli, di “attivarsi- se ne rileveranno le condizioni- con un immediato question time, nelle rispettive sedi istituzionali”.

E non esclude, “se troveremo supporto in adeguati studi scientifici”, un esposto in Procura per la verifica di eventuali ipotesi di reato. Sia come sia, conclude, “riteniamo che il modello di sviluppo basato sullo sfruttamento delle energie fossili vada superato al più presto e una volta per tutte perché, questo è certo, produce subsidenza, rende il nostro territorio più fragile ed esposto, inquina e avvelena il nostro presente, ipotecando il nostro futuro”.

LEGGI ANCHE: Terremoto a Ravenna, magnitudo 4.3. Scuole chiuse per controlli

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

15 Gennaio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»