Animali, svuotato il canile di Melito: 67 ‘ospiti’ salvati dal trasferimento

A coordinare la rete di aiuti sono state solo tre volontarie locali - Rosanna Fiacco, Cristina Cipollaro, Anna Pennino - che hanno dato il via al tam tam sui social network per trovare stalli o adozioni e fondi necessari per staffette, guinzagli-collari e toelettatura
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NAPOLI – Il silenzio non è normale quando si entra in un canile. Eppure, oggi, dai box del Canile Lanna di Caivano, in piena Terra dei fuochi, non si sentono abbai e guaiti. Infatti dei 67 tradizionali “ospiti” in arrivo dal comune di Melito, dove manca una struttura preposta alla prima accoglienza, ne sono rimasti meno di una decina. E anche loro tra pochi giorni lasceranno per sempre gabbie e cemento.

La “liberazione” dei cani di Melito ospiti a Caivano – per lo più adulti e anziani, entrati nelle gabbie da giovani e lì rimasti – è iniziata a fine novembre, quando un’altra struttura si è aggiudicata la gara di appalto comunale per l’affidamento dei randagi, ovvero il canile di Pontelatone, in provincia di Caserta. La decisione ha messo sul piede di guerra i volontari locali: il nuovo sito scelto per i trovatelli di Melito infatti si trova a quasi 50 chilometri di distanza ed è stato preferito all’attuale dall’amministrazione grazie al risparmio garantito: appena uno o 1,5 euro al giorno richiesto per ospite, a seconda della taglia. Non solo: la stessa Oipa di Napoli, all’indomani della decisione, in una nota, ha puntato il dito contro l’amministrazione locale per aver preferito un canile “non idoneo ed oggetto già in passato di indagini relative al benessere dei cani custoditi”.

Non portando ad alcun cambio di rotta neanche le manifestazioni di protesta di cittadini e animalisti contro il trasferimento in un canile sovraffollato e definito “lager”, si è mobilitata una gara di solidarietà tra volontari di tutto lo Stivale quasi senza precedenti: in un mese e mezzo i 67 cani, anche quelli più anziani, hanno trovato tutti un’altra destinazione. I più fortunati, 19, sono stati adottati, gli altri trasferiti, o in via di trasferimento, in rifugi o stalli privati, in attesa di una casa definitiva. 

A coordinare la rete di aiuti sono state solo tre volontarie locali – Rosanna Fiacco, Cristina Cipollaro, Anna Pennino – che hanno dato il via al tam tam sui social network per trovare stalli o adozioni e fondi necessari per staffette, guinzagli-collari e toelettatura. E’ emozionata Rosanna Fiacco, portavoce del team, nel dare l’annuncio che a giorni verranno trasferiti anche gli ultimi due cani del canile rimasti senza destinazione, ma non nasconde le preoccupazioni.     

“Nessuno dei 67 cani del canile di Melito verrà portato a Pontelatone, ora tutti sono in sicurezza – spiega all’agenzia Dire – ma solo 19 sono stati adottati e adesso inizia la parte ancora più difficile di trovare una casa a tutti, anche a quelli che hanno più di 10 anni e a quelli fobici, spaventati che non hanno mai visto nulla oltre le sbarre e il cemento”. E ancora: “Questa esperienza ha cambiato il mio modo di intendere il volontariato – aggiunge – ho visto cani anziani piangere e tremare, animali più giovani capaci solo di rintanarsi contro le pareti del box”.     

Anche se il comune di Melito non ha più cani in canile, “ora bisogna che tutti gli sforzi di noi volontarie siano nella direzione di far uscire i cani nei canili degli altri comuni”. Melito confina a nord con Giugliano, a sud con Scampia, poco più in là c’è Secondigliano, a 10 chilometri Napoli: da lì la battaglia riparte.

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15 Gennaio 2019
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