Tg Ambiente, edizione del 15 gennaio 2019

Tg Ambiente, edizione del 15 gennaio 2019

Si parla di: Allarme associazioni, Lega vuole caccia sparatutto; Coldiretti: siccità a nord, po sotto di 3,5 metri

ALLARME ASSOCIAZIONI, LEGA VUOLE CACCIA SPARATUTTO

Nuove eco-tensioni nella maggioranza di governo Lega-M5S: dopo Tap, Tav e eco-tassa auto scoppia un’altra grana ambientale. Alcuni emendamenti leghisti presentati al Senato al decreto Semplificazione comporterebbero “uno stravolgimento della legge nazionale sulla tutela della fauna e la riapertura di contenziosi europei risolti dopo anni di lavoro e condanne della Corte di Giustizia”. Lo denunciano con forza Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf. Cosa succederebbe se gli emendamenti venissero approvati? “Permetterebbero di autorizzare con legge regionale la caccia in deroga a specie non cacciabili e la cattura degli uccelli a fini di richiamo vivo, vietata dalla direttiva comunitaria – avvertono le associazioni – aggirando l’Ispra le regioni si darebbero il via libera da sole a calendari venatori più permissivi e stagioni di caccia più lunghe, tornerebbero le vecchie riserve di caccia a scopo di lucro” e altro ancora. A questa azione così “clamorosamente irresponsabile”, concludono le associazioni, Governo e Parlamento “rispondano con fermezza e rapidità” dichiarando inammissibili gli emendamenti pro-doppiette della Lega.

COLDIRETTI: SICCITÀ A NORD, PO SOTTO DI 3,5 METRI

Mentre il Sud è bloccato dalle bufere di neve al Nord cresce l’allarme siccità con il livello del Po sotto di 3,5 metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti al Ponte della Becca (Pavia) sullo stato del più grande fiume italiano che è rappresentativo dell’anomalie climatiche con una Italia alla rovescia e spaccata in due. Al nord praticamente non piove e non nevica dall’inizio dell’inverno e gli effetti si fanno sentire con il ripetersi di incendi boschivi fuori stagione mentre cresce l’allarme degli agricoltori per la mancanza di acqua necessaria a creare le riserve idriche per i prossimi mesi. 

UCCISO A FUCILATE IN TOSCANA UN RARO IBIS EREMITA

Si chiamava ‘Dusti’ ed è l’ultima vittima del bracconaggio: era un ibis eremita, specie rara e particolarmente protetta, ed è stato ucciso in Toscana. Dusti faceva parte del progetto internazionale Valdrappteam che prevede la migrazione controllata di questi rari uccelli per re-insegnare loro la rotta migratoria dopo che la specie era ad un passo dall’estinzione. Progetto al quale collabora da anni il WWF, che ospita gli animali nei mesi invernali nell’Oasi della laguna di Orbetello. Purtroppo non si tratta del primo individuo che viene ucciso dai bracconieri: prima di lui a dicembre sempre in Toscana sono stati impallinati mentre volavano assieme Theo e Frieda. Altri due ibis, Flaps e Don Muggele (il primo in Toscana, il secondo nel Lazio) sono scomparsi in circostanze sospette. Le indagini sono attualmente in corso.

SU SPIAGGIA ALGHERO MIGLIAIA DI MEDUSE ‘LUMINOSE’

Migliaia di piccole meduse ‘Pelagia noctiluca’ si sono spiaggiate nel tratto di costa che va dal lido di Alghero alla spiaggia di Maria Pia, nella parte nord occidentale della Sardegna. “Questi fenomeni sono più comuni nel periodo primaverile o autunnale ma non in quello invernale”, è l’allarme di Carmelo Spada, delegato Wwf per la Sardegna, che lega il fenomeno al riscaldamento delle acque che circondano l’isola. “È legittimo chiedersi come sia possibile il fenomeno in questo periodo dell’anno- prosegue Spada- Potrebbe essere ricondotto alla tropicalizzazione del Mediterraneo, ovvero al riscaldamento delle acque che amplierebbe il periodo di permanenza delle meduse”, mentre “innalzamento della temperatura, pesca eccessiva e riscaldamento climatico sono probabilmente concause di un mare sempre meno pescoso”. 

LA CAMERA È DG IRENA. COSTA: GRANDE SODDISFAZIONE

Un italiano al vertice dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili. Il direttore generale del ministero dell’Ambiente Francesco La Camera è stato eletto con 110 voti su 146, oltre due terzi, direttore generale dell’Irena, l’organismo internazionale con sede negli Emirati Arabi Uniti che ha l’importante compito di sostenere e diffondere le energie rinnovabili tra i 160 Paesi aderenti. “È grande la nostra soddisfazione per questa elezione che ha visto tantissimi Paesi riconoscere il ruolo di leadership dell’Italia”, dice il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, “sapere che sarà un italiano, e in particolar modo La Camera, a rivestire il ruolo di leader di questo organismo internazionale ci riempie di orgoglio”, prosegue il ministro augurandosi che Irena “rivesta sempre più il ruolo di hub di ricerca e conoscenza per queste fonti fondamentali per la rivoluzione ecologica su cui stiamo lavorando”.

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15 Gennaio 2019
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