Dopo 42 anni arriva il sequel de ‘I cinni del cortile’

Quando ebbero l’idea di fare un cortometraggio erano solo un gruppo di “sbarbi” della Bolognina, giovani appassionati di cinema e fumetti. Dopo 42 anni, ora che sono diventati un “manipolo di cinquantenni”, decidono di riprendere in mano la telecamera e girare il sequel della storia, usando come set ancora una volta le strade di quella zona di Bologna.

La “prima”, che sarà proiettata al cinema teatro Galliera il 16 gennaio, intanto è già sold-out. Nessuna pretesa professionale, solo tanto divertimento e un omaggio al quartiere dove tutto è cominciato. Una “produzione autarchica”, come la definiscono loro, un “sogno realizzato” secondo il regista Stefano Folletti (che nella vita, invece, fa l’avvocato), vero deus ex machina del progetto, che ha seguito in tutte le fasi dalla sceneggiatura al montaggio oltre a recitare la parte dello “stordito commissario”. Ovvero, realizzare un film. Senza mezzi, senza budget e soprattutto senza nessuna esperienza diretta nel mondo del cinema.

Nasce così “Capitan Kluz – il ritorno”, lungometraggio “home made in Bolognina”, realizzato e interpretato da Sergio Rangoni, Arturo Carelli, Lorena Grattoni, Gabriele Giardini, Stefano Folletti e Roberto Tomesani.

Sei amici che decidono di girare il sequel di quel cortometraggio che fecero quand’erano ragazzi, nel 1976, ispirandosi a un fumetto dell’epoca: lo intitolarono “I cinni del cortile”, 25 minuti girati in pellicola Super-8 “con la pista sonora”, una cosa “che ci faceva sentire privilegiati” raccontano i protagonisti, che all’epoca avevano tra i 15 e i 17 anni.

Un sogno che prende forma tra le strade del quartiere, dove abitavano tutti, nella zona tra le vie Zampieri e Di Vincenzo, a due passi dagli attuali uffici comunali di piazza Liber Paradisus, fondato sulla “cultura del cortile”, quella che racconta la vita nel quartiere e che li ha protetti da ragazzi: “Grazie a quel corto siamo sopravvissuti a spaccio ed estremismi politici” spiega Lorena Grattoni, attrice protagonista, che nella vita fa parte dello staff di direzione di Trenitalia. E alla quale piacerebbe molto far vedere il film ai ragazzi di oggi, per trasmettere i valori dell’amicizia e della passione. Il gruppo riprende in mano l’idea nel 2016, decidendo questa volta di fare sul serio: 25 ore di girato, oltre 30 persone nel cast, sei mesi di riprese e altri sei-sette di montaggio, confluite in 96 minuti intrisi di poliziesco all’italiana, bolognesità, comicità e non-sense, per quello che alla fine ha la sola pretesa di essere un divertimento tra amici. Il budget per la realizzazione è stato praticamente inesistente: appena 1.250 euro in tutto. “È come se fossimo stati in una navicella spaziale, poche risorse e spazi limitati” scherza Roberto Tomesani, direttore della fotografia. E adesso viene il momento della “prima”, prevista appunto per il 16 gennaio, e che già sold-out. Si replicherà il 22. Il film è stato presentato nei giorni scorsi a Palazzo d’Accursio. A introdurre il cast c’era il presidente del Quartiere Navile, Daniele Ara.

 

15 Gennaio 2018
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