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Tregua col Comune di Firenze salta, tassisti vanno al Tar

taxi

FIRENZE – Tra Comune di Firenze e tassisti la debole tregua si è sciolta come neve al sole: l’intesa di ottobre è già al capolinea. Il game over arriva da Cotafi-4390, la cooperativa guidata dal presidente di Uritaxi Toscana, Claudio Giudici, che esce allo scoperto e rompe (di nuovo) con l’amministrazione Nardella. Le avvisaglie del nuovo scontro c’erano state già ieri, durante la presentazione del primo taxi totalmente elettrico della società. Con il passare delle ore, però, lo scontro si è prima inasprito, poi si è fatto rovente, tanto da arrivare alla promessa di Giudici: “caro assessore Bettarini, ci vediamo in tribunale“. Una frase secca che il leader dei tassisti fiorentini spiega oggi nel dettaglio alla ‘Dire’: “ricorriamo al Tar sull’aggiornamento tariffario, fermo da 8 anni, e sulla Cosap che paghiamo anche se consideriamo illegittima, con il paradosso che il servizio pubblico di piazza paga l’imposta e chi non dovrebbe neppure stare in strada ci sta e non paga nulla, come Uber e gli Ncc”. Inoltre, annuncia Giudici, “c’è la delibera approvata dal Consiglio comunale: se siamo ancora nei termini impugneremo anche quella”.

Tre matasse che i tassisti sono decisi a far sciogliere dai giudici amministrativi della Toscana perché, tuona Giudici, “per noi si è esaurita ogni possibilità di dialogo, visto che Palazzo Vecchio è totalmente inaffidabile”. In questo quadro poi si inseriscono le dichiarazioni di ieri dell’assessore allo sviluppo economico, Giovanni Bettarini, che Cotafi giudica “inaccettabili: basta offese a chi lavora. Ci definisce autoreferenziali? Ma noi qui stiamo mettendo soldi e non si sa cosa abbia fatto ancora l’amministrazione per il servizio. Non siamo a niente” e “non c’è più un punto di incontro”. Proteste in cantiere? “Nessuna”. Anzi, precisa Giudici: “Alcune sigle sindacali hanno indetto uno sciopero per il 26 gennaio. Non so cosa farà So.co.ta (l’altra cooperativa su piazza a Firenze, ndr), ma per quel che riguarda Cotafi mi sento di poter garantire la piena efficienza del servizio. La nostra clientela non si preoccupi: noi, salvo novità dell’ultim’ora a livello nazionale, il 26 lavoriamo”.

Nessuna prova di forza, insomma, il 4390 “sceglie direttamente le vie legali“. Anche perché, spiega il presidente, “il resto è inutile e non voglio più dare evidenza mediatica alla vicenda, perché Palazzo Vecchio è abilissimo nella gestione della comunicazione. Su quel fronte non abbiamo la loro forza. A questo punto- conclude Giudici- non possiamo far altro che rivolgerci ai tribunali”.

Di Diego Giorgi – Giornalista

15 gennaio 2016

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