Sentirsi dentro una grotta, ma stando al museo

Sarà un weekend speciale al Museo di speleologia bolognese, che si è arricchito di esperienze interattive per far provare al pubblico il brivido di stare dentro una grotta
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BOLOGNA – Un acquedotto romano a grandezza naturale ma anche un acquario che simula il carsismo e una cabina sensoriale che simula l’ambiente interno a una grotta: il museo di speleologia di Bologna si rinnova e diventa interattivo. Succederà questo weekend a Bologna durante l’inaugurazione dei nuovi spazi al Cassero di Porta Lame che, dal 1995, ospita le esposizioni del Gruppo e Unione speleologica bolognese (Gsb-Usb). Un gruppo nutrito, visto che sotto le Due torri gli speleologi sono circa 130.

Le novità principali saranno due mostre permanenti. Una dedicata a Luigi Fantini, ricercatore esperto di ‘quello che succede sottoterra‘, che ha pubblicato più di 37 opere scritte e diverse fotografie per raccontare il lavoro degli speleologi, soprattutto nel bolognese e nella zona del parco dei Gessi e dei Calanchi dell’Abbadessa.

Nella seconda esposizione invece i visitatori potranno provare sulla propria pelle l’esperienza degli speleologi quando sono all’opera, entrando nell’acquedotto romano a grandezza naturale ma anche nello speciale acquario che ricrea il fenomeno del carsismo o nella cabina sensoriale che simula l’ambiente interno a una grotta.

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Dall’anno prossimo il museo diventerà un laboratorio didattico

“Questa è la prima parte di un vero e proprio laboratorio didattico che partirà il prossimo anno per coinvolgere il più possibile i bambini e gli studenti in questo settore che è conosciuto soltanto da chi lo frequenta”, spiega Paolo Forti, direttore del museo. Il weekend della speleologia però continua anche in Sala borsa e in Cineteca.

Infatti, da lunedì e per una settimana, all’interno della biblioteca in piazza Nettuno c’è “Usi impropri (?), la fruizione delle cavità nell’iconografia antica e moderna”, una mostra su alcuni comportamenti sbagliati all’interno delle grotte in diverse epoche. Sabato mattina invece, al Cinema Lumiere, dalle 10.30 in poi sono trasmesse una serie di pellicole realizzate dagli speleologi del Gsb-Usb che raccontano alcune delle scoperte ‘sotterranee’ più importanti.

“In questo modo vogliamo farci conoscere e divulgare le nostre conoscenze- dichiara Massimo Ercolani, presidente Federazione speleologica regionale- anche perchè la sola zona del parco dei Gessi conta molte più pubblicazioni che tutte quelle degli altri parchi mondiali, ma quello che manca è il modo per farlo conoscere alle altre persone”.

Su questo concorda anche l’assessore alla Cultura Matteo Lepore perchè “non basta solo valorizzare il centro storico della città, ma bisogna tutelare anche il paesaggio ai confini”. Questa iniziativa quindi “sarà un bel segnale soprattutto per i turisti stranieri che dimostrano sempre più interesse verso queste parti poco conosciute della nostra Regione”.

di Sara Forni

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14 Dicembre 2018
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