Report del Consiglio grande e generale del 14 dicembre – Seduta mattutina

SAN MARINO – Nella seduta della mattinata si conclude il dibattito sul Bilancio previsionale per il 2016, in cui erano previsti 66 interventi. Con la replica conclusiva del segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni, scadono i termini per la presentazione degli emendamenti: lo stesso governo ha depositato 42 pagine di interventi sul testo della prima lettura. Al termine della sessione, l’Ufficio di presidenza all’unanimità decide la sospensione dei lavori nel pomeriggio, per permettere l’esame dei numerosi emendamenti depositati e iniziare così l’esame dell’articolato in seduta notturna.

Nel corso del dibattito, il Partito socialista prende le distanze da un “bilancio di sopravvivenza”, a seguito del fallimento del tavolo con le forze di Bene Comune ha preceduto i lavori consiliari. “I nostri dirigenti- spiega all’Aula Paride Andreoli– con in testa segretario e capogruppo, si sono seduti con questo spirito al tavolo della maggioranza. Volevamo dare un contributo a un Paese che si trova di fronte a una delicata crisi economica ma il confronto non ha dato quegli esiti che il Ps voleva”. Andreoli assicura che il suo partito non smetterà di dare il proprio contributo, ma chiarisce che lo farà “dentro quest’Aula” e non in altre sedi.
Per Gerardo Giovagnoli, Psd, la presa di distanze del Partito socialista dalla maggioranza “lascerà degli strascichi”. Il capogruppo di via Rovellino rimarca infatti agli alleati che “il messaggio di unità lanciato dal Ps doveva essere accolto diversamente”. Riporta il dibattito sul provvedimento Luigi Mazza, Pdcs, che replica ad Andreoli: “Il bilancio di oggi non è un bilancio di sopravvivenza- sottolinea- ma è un bilancio che offre sicurezza al nostro Paese”. Quindi ricorda che “le riforme richiedono condivisione- esorta- occorre mettere la faccia sui provvedimenti”.
Denise Bronzetti, indipendente di maggioranza, sottolinea le lacune del provvedimento: “La parte più carente dentro questa Finanziaria è quella legata allo Sviluppo- lamenta- non sono state affrontate neppure alcune emergenze sul fronte bancario e finanziario”. Andrea Zafferani, C10, osserva che negli emendamenti presentati dal governo non ci siano “né adeguati stanziamenti, né modifiche normative che possano cambiare quello che serve al Paese ossia welfare, sviluppo, sanità e sicurezza, nessuna scelta decisiva per dare una sferzata a questo Paese”. Pollice verso definitivo anche da parte di Francesca Michelotti, Su: “Questo bilancio è piatto- osserva- sembra il bilancio di un governo in esercizio provvisorio. Mi sembra ci si stia preparando a elezioni anticipate”. Marco Podeschi, Upr, ricorda alle forze di maggioranza gli emendamenti del suo partito: “Noi ci mettiamo la faccia anche su proposte concrete e non popolari- manda a dire- noi non parliamo di future alleanze, non sono cose populistiche e su queste vogliamo misurare il confronto tra maggioranza e opposizione”. Roberto Ciavatta, Rete, anticipa il voto del suo movimento per l’emendamento proposto da Ns che “chiede di fare testi coordinati delle norme esistenti”. Rete lo voterà, spiega, perché “riteniamo sia quello che cercano gli investitori, ovvero chiarezza e certezza delle norme”. Ma ricorda la proposta di mettere uno stop a deroghe e convenzioni ad hoc.

A conclusione del dibattito, il segretario di Stato Capicchioni assicura che saranno “considerati con attenzione” alcuni emendamenti dell’opposizione in particolare quelli su “green economy, rientro dei capitali, certezza delle norme” e anche alcuni emendamenti del Ps. “Abbiamo stabilizzato i conti pubblici- conclude- ma non si può pensare di andare avanti così. Dobbiamo avere i piedi per terra. Non sono abituato a contabilizzare le speranze e credo di stare con i piedi per terra e guardare quello che c’è di concreto e su questa base guardare al futuro”.
I lavori riprenderanno questa sera alle 21.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.
Comma 7. Provvedimenti in esecuzione della legge 18 Febbraio 1998 n. 30 “Norme Generali sull’Ordinamento contabile dello Stato”: a) Rendiconto generale dello Stato e degli Enti pubblici per l’esercizio finanziario 2014 (II lettura); b) Progetto di legge “Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2016 e Bilanci Pluriennali 2016/2018 (II lettura)”.
Denise Bronzetti, Indipendente di maggioranza: “Non sarà sfuggito a nessuno il fatto che all’interno dei partiti che hanno partecipato al tavolo di confronto con la maggioranza, in particolare il Ps, ci siano posizioni disallineate. La parte più carente dentro questa Finanziaria è quella legata allo Sviluppo. Al di là di interventi strettamente necessari nella Legge si nota la difficoltà di un Paese che non riesce ad uscire dagli schemi. Non sono state affrontate neppure alcune emergenze sul fronte bancario e finanziario. Non parlare delle turbolenze che ancora attraversano il nostro sistema non aiuta di certo. Gli emendamenti saranno tantissimi e cercheranno di intervenire in quei settori in cui questa legge non è riuscita ad intervenire”.
Milena Gasperoni, Psd: “Plaudo il governo per l’attività di consolidamento dei conti pubblici. Abbiamo già ricevuto i primi risultati positivi: il consuntivo 2014 si è chiuso con un avanzo e si spera di poter confermare tale avanzo anche nel 2015. Con la stabilità dei conti pubblici si possono affrontare progetti di sviluppo. Con questa stabilità si potranno iniziare i percorsi di sviluppo e dunque gli investimenti. Dobbiamo pensare a una trasformazione del nostro Paese. Per questa trasformazione è necessaria una politica di sviluppo organica e strutturale. Continuiamo percorsi intrapresi su Igc e su schemi di associazione a Unione Europea. La legge di bilancio non deve essere altro che uno stanziamento di fondi pubblici e determinare le modalità su come indirizzarli. Le risposte ai cittadini si danno con leggi strutturali e riforme. Invito la politica a riappropriarsi della politica. E ad affrontare l’iter legislativo previsto”.
Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Dobbiamo essere consapevoli che la politica, i singoli consiglieri, i partiti di maggioranza e opposizione e il governo, devono saper adottare politiche incisive, avendo il coraggio di proporre il cambiamento. Si ha più la sensazione che la vecchia politica degli anni ’90 riesca ancora a permeare la politica dei partiti e del governo. Restano invariate le metodologie clientelari che non sono ancora oggi tramontate. Oggi il contesto in cui ci troviamo a operare è diverso rispetto a quello di qualche anno fa. Il nostro Paese necessità di un cambiamento. Sarà questo il contesto in cui tutti noi ci troveremo ad operare. In una realtà come la nostra che non conosceva il termine recessione servirà la riduzione strutturale della spesa corrente. Solo un forte contenimento della stessa produrrebbe risorse per investimenti. Non possiamo ignorare una P.A. ancora sovradimensionata: dobbiamo orientarci verso una sua migliore organizzazione. L’appello che faccio è che dobbiamo avviare un’azione comune affinché le forze politiche trovino risposte unanime e responsabili. Dobbiamo fare di tutto per evitare lo scontro sociale. E’ necessario stringere un patto che abbia come priorità il lavoro e la certezza delle norme per chi vuole investire nel nostro territorio. Non possiamo però permetterci di propagandare occasioni di investimento se poi aumentiamo le imposte indirette e la burocrazia. L’impresa normalmente si colloca dove trova occasioni per realizzare profitto. Su sanità e previdenza servono riforme. Non possiamo relegare i professionisti di questa materia in una routine obbligatoria che non permette di costruire l’eccellenza. La sanità è anche prevenzione. Maggiore vita per tutti tenendo d’occhio la previdenza”.
Andrea Zafferani, C10: “Io non ho trovato né adeguati stanziamenti, né modifiche normative che possano cambiare quello che serve al Paese ossia welfare, sviluppo, sanità e sicurezza. Nessuna scelta decisiva per dare una sferzata a questo Paese. Non ho trovato su questi elementi niente di incisivo neppure negli emendamenti dell’ultima ora. Il deficit previsto è stato in parte ridotto grazie a un prelievo dai libretti al portatore non ancora regolarizzati e all’aumento sulla tassa dei servizi. Che a mio avviso è la più evasa della storia. Trovo queste politiche molto aleatorie. Il tutto nel quadro di una spesa che aumenta dell’1,7% rispetto all’assestamento e di oltre il 10% rispetto alle previsioni iniziali dell’anno scorso. Una spesa altissima. In questo quadro la riforma delle pensioni tarda ad arrivare. Noi dinanzi a questo quadro desolante abbiamo fatto la nostra solita scelta, ossia di presentare proposte. Il Paese non può perdere altro tempo dietro ai rituali. Niente di quanto si propone è immodificabile. Tra ciò che proponiamo c’è l’idea di introdurre uno sportello unico per le imprese: unico punto di contatto tra le P.A. e le imprese, per ridurre la burocrazia. Proponiamo di inserire nel nostro Paese una vera Agenzia dello Sviluppo. Agenzia fondamentale per trovare investitori all’estero. Proponiamo una sorta di residenza semplificata accanto alla residenza standard. Una forma di residenza per i piccoli imprenditori che assumono almeno due imprenditori, di cui uno sammarinese. Proponiamo di emettere un decreto per creare una vera San Marino digitale. Ma anche di aumentare l’alfabetizzazione informatica della popolazione sammarinese. Proponiamo anche il potenziamento del prestito sulla fiducia agli studenti. Per il turismo proponiamo di aumentare le rievocazioni della nostra storia e dei vari paesaggi: dobbiamo creare rappresentazioni giornaliere almeno in estate. Poi sentieri, mostre e audio-guide. Tutto finanziato con un’apposita card che può far entrare dai 3 ai 7 milioni di euro all’anno per la riqualificazione della nostra offerta”.
Francesca Michelotti, Su: “Il documento non brilla. Nel Congresso non c’è quell’unità di intenti e di pensiero. C’è un clima pre-crisi. Questo bilancio è piatto. Sembra il bilancio di un Governo in esercizio provvisorio. Mi sembra ci si stia preparando a elezioni anticipate. Nessuna scelta che possa determinare un cambio di passo. Questo Governo è stanco ed ha incassato solo piccoli risultati. I centri commerciali sono vuoti e molti immobili lungo la superstrada sono sfitti. Il futuro dello stato sociale ed il permanere dei suoi traguardi sono obiettivi da raggiungere. Il ravvedimento del Segretario Mussoni sull’indennità di malattia è un semplice ravvedimento pre-elettorale. Chiedo di rimuovere quella pagliacciata nei centri sociali di quell’inutile front office che grava sulla spesa. Il piano sanitario è lettera morta. Perché? E il bilancio dell’Iss che per il secondo anno consecutivo non ha ottenuto il via libera dei sindaci revisori? Tutte domande a cui non ha risposto il Segretario. Un bilancio ordinario di un Governo agli sgoccioli. Sul Polo del Lusso, Su non ha condiviso la convenzione perché a nostro avviso non era troppo garantista per San Marino soprattutto sul fronte occupazionale. Ma non dimentichiamo che c’era un imprenditore pronto a investire centinaia di milioni di euro. Ha vinto la demagogia che vuole un referendum che, probabilmente, sconsiglierà all’imprenditore di investire. Su questo tema non siete stati capaci di fare informazione”.
Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “Ricordo un passaggio sulle privatizzazioni che lo Stato voleva o vorrebbe fare. Mi riferisco all’azienda di servizi. Da noi si vogliono privatizzare le aziende che guadagnano ossia farmacie e azienda di servizi: sono contrario. Sull’Igc premetto che ho comprensione per entrambe le posizioni espresse. L’Anis ha ragione quando dice che occorre uniformarsi a procedure di scambio riconoscibile, ma ha anche ragione chi dice che la sua introduzione porterà a un aumento dei prezzi. Occorre un approfondimento. Che può portare alla creazione di un sistema misto come già avviene in altri paesi europei. Oggi sarebbe necessaria una programmazione a media-lunga scadenza e invece navighiamo a vista. Istituiamo un fondo che possa elargire, ai giovani che vogliono studiare all’estero per formarsi, un prestito d’onore. Si deve aprire una nuova stagione che interrompa lo schema maggioranza-opposizione. Se il Governo o la minoranza hanno proposte valide vanno sostenute. Non è più la stagione degli schemi precostituiti. Il minimo comune denominatore deve essere lo Stato e i nostri cittadini e non più i simboli di partito”.
Paride Andreoli, Ps: “Non ci siamo sentiti mai la stampella di questo governo. Ma sentiamo la propensione a dare contributo a questo governo. I nostri dirigenti, con in testa segretario e capogruppo, si sono seduti con questo spirito al tavolo della maggioranza. Volevamo dare un contributo a un Paese che si trova di fronte a una delicata crisi economica. Un confronto che non ha dato quegli esiti che il Ps voleva. Ma non per questo smetteremo di dare il nostro contributo. Continueremo a darlo, ma dentro quest’Aula. Abbiamo creduto molto al tavolo con la maggioranza. Abbiamo creduto che le riforme potessero essere condivise. Mancano nemmeno due anni alla fine di questa legislatura e la politica non è stata capace di mettersi al servizio di un Paese al tracollo economico e finanziario. Presenteremo un emendamento sulla tassa sui servizi complementari per ristabilire la situazione pregressa. Vogliamo togliere anche l’articolo sulle indennità di malattia che è al centro dell’attenzione da oltre una settimana. E’ un bilancio in sofferenza e di sopravvivenza”.
Gerardo Giovagnoli, Psd: “Questo non è un provvedimento di bilancio omnibus. Un bilancio più tecnico che di prospettiva. Quello che non è previsto nel bilancio, in termini di sviluppo, intendiamo portarlo avanti con l’attività riformista. Riforma del Lavoro, Riforma sull’Igc e Riforma delle Pensioni. In quest’ultimo caso i conti ci dicono che nel breve volgere di qualche lustro la situazione non sarà più sostenibile. C’è una questione di equità e ridistribuzione che deve essere affrontata. L’accordo di associazione con Ue diventerà elemento di prospettiva per il futuro. Colgo con dispiacere le parole del Ps e del consigliere Andreoli riguardo all’impossibilità di continuare un confronto con la maggioranza. Il messaggio di unità lanciato dal Ps doveva essere accolto diversamente dalla maggioranza. E questo lascerà degli strascichi. Sono molto dispiaciuto che in un momento di difficoltà come questo la maggioranza non sia stata capace di recepire questa apertura per riuscire a portare a casa quello che serve al Paese. La disponibilità a trovare delle sintesi in questa fase andrebbe recepita. La fermentazione politica è aumentata e questo non rende le cose più semplici.
Il Polo della Moda ci ha tenuto impegnati per molto tempo in quest’Aula. Eppure si mette a repentaglio un investimento di parecchie decine di milioni di euro. Io mi chiedo come si faccia a trovare soluzioni se ogni elemento diventa motivo di scontro. Neppure più ideologico. Il problema qui è: mandiamo a casa questo Governo. Il Psd ha grande difficoltà a lavorare in questo substrato. Noi anche in passato avevamo lavorato per portare a casa dei risultati di cui iniziamo a vedere i frutti adesso. L’unico modo per iniziare a svoltare è che su alcuni aspetti che servono davvero al Paese si provi a stare dalla stessa parte. Basta di dividere tutto in buoni o cattivi. Servono riforme per uscire dal tunnel. Manca ancora del coraggio”.
Luigi Mazza, Pdcs: “O questo bilancio viene portato su dei binari di sostenibilità, oppure ogni progetto di sviluppo verrà bruciato. Il bilancio di oggi non è bilancio di sopravvivenza, ma è un bilancio che offre sicurezza al nostro Paese. Le entrate non derivano più da provvedimenti straordinari ma dalla riforma dell’Igr. Le riforme richiedono condivisione. Occorre mettere la faccia sui provvedimenti. Non possiamo affrontare le riforme senza subire attacchi demagogici. Ricordiamo gli attacchi sulla riforma tributaria. Oggi non ne sentiamo parlare più. Non basta avere approvato la riforma tributaria. Adesso occorre andare a vedere se funziona. Pensiamo di potere approvare la riforma dell’Igc se misuriamo a un anno di distanza? Sappiamo che appena la istituiremo subiremo fortissime critiche ma poi il tempo ci darà ragione. Sulla riforma dell’Igc noi abbiamo bisogno di un provvedimento di adeguamento alle normative europee, ma non possiamo dimenticare il ruolo delle piccole imprese. Senza contare che l’imposta ricade sui consumatori. Serve equilibrio. La riforma pensionistica: abbiamo fatto bene un anno fa a introdurre una tassa di scopo. Ma il problema è che un sistema contributivo è andato in crisi perché sono cambiati i rapporti lavoratori/pensionati. Faccio un ulteriore rilievo. Ci sono 150 persone che si sono presentate per un concorso alle Forze dell’Ordine, a fronte di 20 posti disponibili. Ed invece per altri due bandi di selezione (banconisti e macellai) si sono presentati solo 8 banconisti e un macellaio. Insomma non si presenta nessuno. Questo significa che c‘è ancora un problema di squilibrio pubblico/privato. Non riusciamo a trovare chi vuole andare a lavorare nel privato. Nodo che va affrontato”.
Repliche:
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze: “E’ una legge ragionevole. La crisi ancora permane e quindi non vi è possibilità di incrementare in maniera consistente o evidente le entrate. Serve un aumento strutturale delle entrate. Cosa che attualmente è difficile. La norma Igr andrà a regime da quest’anno e gli effetti li vedremo il prossimo anno. Ci sono stati scontri, poi ha prevalso il buon senso e oggi ci troviamo a gestire una norma in linea con gli altri Paesi con cui ci relazioniamo, ci ha consentito di uscire dalla black list italiana, perché è sulla base della riforma Igr che l’Italia ha preso quella decisione.
Il lavoro crea automaticamente le entrate. Oggi ci dobbiamo chiedere perché investitori esterni non investono in San Marino. Ai nostri investitori dobbiamo dare certezze, a partire dalla Pa, cui l’investitore chiede come può muoversi, quali sono i costi e le possibilità. Oggi non è proprio così. Una delle incertezze più grosse è legata alla imposte indirette e la riforma è una necessità. Non credo possa andare ad incrinare i rapporti con alcune categorie. I nostri operatori economici, almeno quelli che si sentono minacciati, possono essere tranquillizzati, perché le aliquote saranno modulate e il passaggio sarà graduale per settori in cui oggi non vi è imposizione. Ma gli operatori devono fare le loro parte. I prezzi poi li determina il mercato, se non vogliamo che i consumatori si rivolgano altrove, dobbiamo renderci conto che alcune situazioni vanno riviste. E’ chiaro che non possiamo essere euforici di questa situazione, la crisi c’è ancora e il bilancio la riflette. Ma abbiamo bisogno di porre basi solide della contabilità pubblica per poter rilanciare l’economia. Lo Stato fa la sua parte, spenderà 10 dei famosi 30 mln di euro in tre anni di infrastrutture. Potrebbero essere anche incrementati ed è un auspicio. Ma oggi deve fare i conti con le risorse che non ha. Molti hanno citato la Commissione di controllo della finanza pubblica e ringrazio questi professionisti che tutti gli anni danno spunti e fanno osservazioni mirate e competenti che dobbiamo tenere in debita considerazione. Ma credo non si possa fare diversamente. Se il debito è finalizzato a investimenti in infrastrutture e a creare indotto non dobbiamo avere paura. Qualcuno ha detto che c’è pericolo per la liquidità. Oggi lo Stato si trova carente di liquidità. Oggi dobbiamo puntare su bilanci in equilibrio per cercare di ricostituire quella liquidità necessaria al funzionamento della macchina.
Sulla previdenza dobbiamo metterci mano e anche sulla legge di riforma della contabilità pubblica dobbiamo arrivare in tempi brevissimi a mettere questi casi al controllo di gestione”.
Marco Podeschi, Upr: “Do atto che con gli emendamenti il governo ha mantenuto linearità di comportamento. Ho seguito l’intervento di capogruppo del Pdcs e le aperture importanti del capogruppo Psd. Tra l’opposizione ricordo che c’è anche l’Upr che ha fatto delle proposte. Noi ci mettiamo la faccia anche su proposte concrete e non popolari. Ricordo che quando ci fu l’assalto a Palazzo pubblico uscimmo a testa alta. Noi non parliamo di future alleanze. C’è mancanza di liquidità e noi oggi vi mettiamo davanti agli occhi una proposta di rientro di capitali dall’estero. Altro argomento, il Cop21, Upr ma anche altre forze di opposizione, vi mettono sul piatto proposte concrete per dare attuazione per quanto deliberato all’interno dell’assise di Parigi 2015. Non sono cose populistiche e su queste vogliamo misurare il confronto tra maggioranza e opposizione” .
Roberto Ciavatta, Rete: “Tutti gli anni in prima lettura ci viene dato un testo elementare e scontato, dopo di che, il giorno stesso della discussone in seconda lettura, la maggioranza fa 40 pagine di emendamenti. Poi si presentano testi con errori, rifusi, ridondanti. Apprezzo l’emendamento di Ns che chiede di fare testi coordinati delle norme esistenti, è difficile infatti districarsi dalle norme. Lo voteremo, perché riteniamo sia quello che cercano gli investitoti, ovvero chiarezza e certezza delle norme. Dopo di ché non si deve andare a trattare con l’investitore deroghe e condizioni ad hoc. Sul Referendum relativo al polo della moda: noi lo sosteniamo e chiediamo che quella zona destinata a parco rimanga tale. Ben vengano gli investitori, ma non ci si può permettere di andare a patteggiare, andando in deroga su tutti, andare a prendere parchi e distruggerli”.
Franco Santi, C10: “La mia replica è innescata dal capogruppo del Pdcs che riesce sempre a ribaltare la situazioni. Chiedo a lui di chi è la responsabilità di quello che non sono riusciti a portare avanti governo e maggioranza. Dell’opposizione che mette i bastoni fra le ruote ogni piè sospinto?
L’opposizione ha fatto anche proposte ‘impopolari’ e responsabili, ed è stata persino sbeffeggiata. Se ci sono responsabilità sono solo vostre. Se siete qui per mandarvi messaggi strani in maggioranza, per darvi la colpa addosso, credo sia urgente tirare una linea, andare tutti a casa e dare la parola agli elettori per avere la speranza che chi arrivi poi sia in grado di dare risposte che questa maggioranza non è in grado di dare”.
Rossano Fabbri, Ps: “Il Bilancio è piatto, non dà speranza e non dà futuro, non mette gli ingredienti di cui il Paese avrebbe bisogno. Non ci si può limitare, segretario di Stato, a prendere così quello che ha indicato la Commissione per la finanza pubblica che ha parlato anche degli Enti. E’ troppo tempo che i tecnici segnalano e la loro voce resta inascoltata. Non vedo come si possa dire che stiamo andando verso il consolidamento delle finanze pubbliche”.
Marco Arzilli, segretario di Stato per l’Industria: “E’ un Bilancio che mostra le difficoltà, è ragionevole e reale, non è più legge omnibus e ha al suo interno aspetto positivi e non vuole nascondere niente. Un bilancio in ordine è un buon biglietto da visita all’esterno. La Commissione di controllo della finanza pubblica viene ascoltata e ha fatto un ottimo lavoro. Dopo 5 anni di crisi, per la prima volta, non ci sono balzelli sulle tasse.
L’Autorità per l’aviazione civile non chiede quest’anno contributi allo Stato e ha aumentato incassi intono ai 600 mila euro. Gli introiti sono aumentati anche per l’ufficio Marchi e brevetti. Le cose hanno iniziato a prendere un indirizzo giusto, non si può dire che tutto non funziona. Tutti i partiti di opposizione hanno presentato emendamenti interessanti e credo possano trovare approfondimento, magari non in questa legge”.
Andrea Zafferani, C10: “Abbiamo presentato emendamenti, ma continuo a sentire che non devono essere presentati in sede di bilancio e così si rinviano aspetti centrali per la ripresa. Credo che ogni occasione sia da cogliere. Proponiamo interventi per lo sviluppo ma anche interventi per il sociale. Rispetto al sistema previdenziale, noi abbiamo suggerito una riforma che guardi a lungo termine. Serve il coraggio di fare una riforma sostanziale. Sull’intervento dello Stato sui fondi, penso che il contributo pubblico in termini di versamenti e prelievi vada sempre inserito in una logica di riforma perché non ci si può muovere a tastoni”.
Alessandro Mancini, Ps: “Sono mesi, anzi anni, che il Ps non si sottrae dalle responsabilità e lo ha dimostrato facendo proposte. Abbiamo partecipato al tavolo della maggioranza perché era frutto di un percorso politico iniziato da tempo, non abbiamo per niente messo in discussione le scelte della maggioranza, ci sono scelte che non ci piacevano e lo rimarcheremo con emendamenti, primo fra tutti l’aumento dell’imposta servizi. E abbiamo cercato di mettere al tavolo proposte serie, importanti, che potevano avere rilevanza in termini di gettito di entrate straordinarie. Purtroppo queste proposte non sono state recepite. Cercheremo di presentarle e illustrarle, così come saremo attenti a tutte le proposte di altri dell’opposizione, perché ogni contributo è utile per modificare una finanziaria che non ci piace per quello che non è stato presentato in prima lettura e mi auspico in seconda lettura si possa migliorare”.
Nicola Selva, Upr: “Si dice che le entrate aumentano, ma non si dice che questo si ha per l’aumento del debito pubblico. Questa è propaganda. Condivido quanto detto da Mazza, quando dice che bisogna essere propositivi. Noi abbiamo voluto presentare proposte concrete perché ci mettiamo la faccia. Noi riteniamo che la maggior fonte di inquinamento in Repubblica siano gli scarichi di automezzi e abbiamo proposto, per la loro diminuzione, l’introduzione di veicoli elettrici nella Pa, anche per dare una segnale ai cittadini. Pensiamo che agli impegni internazionali poi vada dato un seguito e che San Marino con grande modestia possa dare forte segnale. Dovete guardare la bontà delle proposte, non da chi arrivano o per sancire nuove o vecchie alleanze”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “Risulta ancora evidente la difficoltà di questa maggioranza di fare quadrato. Si guarda solo alla specifica del proprio essere consigliere, pur di non andare a toccare quelle categorie che dovrebbero contribuire più di altri in questo momento. La difficoltà di gestione tra il pubblico e il privato è vera. Ma lo stupore del consigliere Mazza e del suo partito, che per anni ha gestito questo Paese, lascia il tempo che trova. Avete mandato il Paese in testa coda”.
Augusto Michelotti, Su: “Ripropongo quello che è una sorta di tormentone che mi sono ripromesso di portare avanti dal momento in cui sono entrato in quest’Aula consiliare, che è quello della programmazione. Un Paese che non programma non va da nessuna parte. Non riusciamo a progettare il nostro futuro, non è nel Dna di questa classe politica che va cambiata per questa ragione perché non si preoccupa di un vero progetto di sviluppo. Noi abbiamo cercato di portare qualche emendamento, qualcuno di carattere ambientalista. Sono curioso di vedere come andrà finire l’emendamento “articolo 52 bis”, per portare la legge quadro di tutela ambientale del ’55 e abolire l’articolo 48 che la subordina a tutte le leggi urbanistiche del territorio. La legge per esempio protegge alcune piante, ma basta portare un progetto di edificazione e l’albero viene abbattuto”.
Manuel Ciavatta, Pdcs: “Credo anche io che al bilancio si porteranno alcune modifiche più o meno sostanziali e che rispetto la volontà di intervenire sia necessaria più condivisione possibile. Una maggioranza che ha il 50,2% non è responsabile, se non cerca di coinvolgere l’altra metà del Paese nelle scelte. Il rapporto su certi temi tra maggioranza e opposizione deve essere di condivisione e lavoro insieme, perché una sintesi è possibile anche partendo da posizioni differenti”.
Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Intervengo per chiedere alcuni chiarimenti al segretario Arzilli, nel dibattito è emersa una richiesta specifica sull’ aeroporto di Torraccia. E’ stata istituita una società, la Smia che dovrebbe dare risposte sull’organizzazione aeroportuale, considerando l’impegno preso con l’aeroporto di Rimini. La Smia, non avendo portato avanti alcuni progetti, si è rivolta anche all’ampliamento del progetto all’aerodromo di Torraccia. Giunge notizia di un progetto di dimensioni importanti, il che significa che gli investimenti siano corposi. Chiedo se questo risulta verità e se un progetto di questo tipo possa essere realizzato in tempi brevi”.
Francesca Michelotti, Su: “Sono sempre stata promotrice di un polo museale, ma non sono sicura che in questo momento la sua realizzazione in città possa essere sulla sommità del monte delle nostre priorità. Il polo museale non riuscirà a toccare le forze che devono essere stimolate per rifondare il modello economico del Paese, né riuscirà a rispondere ad aspettative per un turismo di qualità che comunque non arriva se si realizzano cattedrali nel deserto.
La Pa è vecchia e ha bisogno di ricambio generazionale, va bene pensare ai blocchi di assunzione, ma non possiamo compromettere la capacità di rinnovarsi della Pa. Poi le reti viarie e le infrastrutture: quando si parla di investimenti dobbiamo pensare ai costi che avranno in modo immediato ricaduta sul Paese”.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato: “Rispetto la montagna di emendamenti presentati, alcuni credo siano interessanti, quelli sulla green economy, sul rientro du capitali, sulla certezza delle norme, sono tutti argomenti che vanno considerati con attenzione. Così come negli emendamenti del Ps su un settore particolare ci sono spunti interessanti. Molti nei loro interventi hanno ripreso la relazione della Commissione di controllo per le finanze pubbliche, condivido quanto scritto sui conti pubblici e la preoccupazione espressa della Commissione perché certamente non dobbiamo dormire sugli allori.
Abbiamo stabilizzato i conti pubblici ma non si può pensare di andare avanti così. Dobbiamo avere i piedi per terra. Non sono abituato a contabilizzare le speranze e credo di stare con i piedi per terra e guardare quello che c’è di concreto e su questa base guardare al futuro”.

14 Dicembre 2015
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