Brasile, Cuba a Bolsonaro: “Ci offende, pronti a ritirare 11mila medici”

I dottori cubani sono impiegati in Brasile nel quadro di ‘Mas Medicos’, un programma avviato nel 2013, quando a guidare il Paese sudamericano era Dilma Rousseff

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ROMA – Il governo dell’Avana è pronto a far rientrare oltre 11mila medici cubani oggi al lavoro nelle regioni più povere e remote del Brasile in segno di protesta contro il neo-eletto presidente Jair Bolsonaro, accusato di “dichiarazioni sprezzanti e minacce”.

All’origine della presa di posizione un’intervista rilasciata da Bolsonaro questo mese, prima ancora di entrare in carica a gennaio. Il neoeletto presidente ha chiesto cambiamenti nei contratti e nelle condizioni di lavoro dei medici, in particolare che ricevano l’intero stipendio senza trattenute da parte dello Stato cubano.

In una nota, diffusa oggi, l’Avana ha denunciato “un attacco alla dignità, alla professionalità e all’altruismo” dei propri medici e ricordato che le modalità della loro retribuzione sono parte di un’intesa siglata con l’Organizzazione panamericana della sanità (Paho).

I dottori cubani sono impiegati in Brasile nel quadro di ‘Mas Medicos’, un programma avviato nel 2013, quando a guidare il Paese sudamericano era Dilma Rousseff, esponente del Partido dos trabalhadores (Pt), antagonista della destra di Bolsonaro.

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14 Nov 2018
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