Cavallo a zonzo in città, i Carabinieri lo recuperano: “Non ha opposto resistenza”

Ieri i Carabinieri si sono cimentati con la 'cattura' di un cavallo che girovagava per le strade di Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna

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BOLOGNA – Dopo il cane che, come dissero, “a sua insaputa” si era imbarcato in direzione sbagliata su un treno per tornare a casa, ecco il cavallo a zonzo per le strade di Castel San Pietro Terme (cittadina in provincia di Bologna) che si lascia ‘recuperare’ “senza opporre resistenza” (come di solito può capitare con qualche malvivente). E anche questa volta i protagonisti del ‘recupero’ sono i Carabinieri: un militare dell’Arma, qualche settimana fa, aveva infatti notato su un treno un San Bernardo che poi ha aiutato a tornare a casa da cui si era allontanato (fino appunto a salire su un treno); è di ieri invece la “‘cattura’ di un cavallo che era stato visto girovagare per le strade del centro cittadino. Il quadrupede è stato avvistato nei pressi di viale Aldo Moro intorno alle 19.

“Alla vista dei militari- riferiscono gli stessi Carabinieri- il cavallo non ha opposto resistenza e dopo essersi fatto avvicinare e condurre nel cortile privato di un palazzo condominiale, si è lasciato imbrigliare con una capezza e una longhina, gentilmente fornite da una signora residente in zona, appassionata di cavalli, che aveva assistito ai fatti”.

I Carabinieri hanno scoperto che l’animale, di nome “Sunrise”, un “purosangue arabo dall’aspetto ‘nobile’ e slanciato, era scappato dalla recinzione di un’abitazione situata in zona per andare in paese”.

L’episodio del San Bernardo del 2 novembre:

Un luogotenente dei Carabinieri nel suo giorno libero trova un cane su un treno, lo porta con sé in ‘ufficio’ e da lì riesce a rintracciare il proprietario e restituirgli l’animale. E’ accaduto a Bologna, dove un San Bernardo (o per usare la definizione dei Carabinieri: “‘Leone’, un cucciolone razza San Bernardo”) è stato notare viaggiare da solo su un treno che viaggiava tra Casalecchio di Reno e Bologna. Su quel treno, quel giorno, viaggiava anche il comandante della stazione Bologna Navile, il luogotenente Nicola Patti, che non era in servizio, ed è proprio lui che ha notato il cane e lo ha salvato. 

Durante il tragitto, spiegano i militari, il luogotenente Patti “si è accorto che il capotreno e una passeggera stavano cercando di capire come trovare il proprietario del cane, che stava viaggiando da solo sul convoglio”. A quel punto si è avvicinato e ha preso in consegna l’animale, che nel frattempo “era stato tranquillizzato e accudito con un maglione che la donna si era tolta per proteggerlo”. Una volta arrivato a Bologna, Patti ha portato il cane alla stazione Bologna Navile “dove, grazie alla collaborazione con la Polizia municipale che è giunta in caserma con un lettore microchip”, è stato possibile trovare e contattare il proprietario del cane.

Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che Leone (questo il nome dell’animale) “era salito in treno perché voleva tornare a casa, da dove si era allontanato, dopo aver scavalcato il recinto di un’azienda agricola a Lama di Reno”. Il cane, però, precisano i Carabinieri, “aveva preso il treno sbagliato, diretto nella direzione opposta”, ma per sua fortuna è stato salvato e restituito al proprietario “dopo aver trascorso qualche ora in compagnia dei Carabinieri della stazione Bologna Navile”.

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14 Novembre 2018
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