Nigeria, via il divieto di indossare il velo islamico a scuola

Ordinanza del governo di Lagos, in attesa della Corte Suprema

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ROMA – A scuola le studentesse di Lagos potranno indossare l’hijab, il velo corto della tradizione islamica: lo ha stabilito il governo che amministra la metropoli nigeriana, sull’onda di polemiche tornate a divampare nei giorni scorsi, a fronte di un contenzioso giudiziario in corso ormai da anni. In un comunicato, rilanciato oggi dal quotidiano ‘Daily Trust’, si riferisce che l’hijab dovra’ essere “corto, elegante, pulito e dello stesso colore dell’uniforme”. Secondo il governo dello Stato di Lagos, la decisione risponderebbe all’esigenza che “nessuno sia discriminato sulla base della religione”.
In Nigeria del divieto si era tornati a parlare dopo la chiusura di una scuola nello Stato di Oyo, la University of Ibadan International School, dove era stato impedito l’ingresso nelle aule alle ragazze velate.
Il contenzioso risale pero’ ad almeno il 2014. Una prima decisione della magistratura, che aveva imposto il divieto, era stata annullata due anni dopo. A oggi, poi, sull’hijab c’e’ un ricorso pendente presso la Corte suprema. La Nigeria, il Paese piu’ popoloso d’Africa, e’ piu’ meno equamente divisa tra cristiani e musulmani. I fedeli delle due religioni vivono gli uni accanto agli altri, a Lagos ma anche in altre citta’ e distretti del Paese.
L’ordinanza del governo e’ stata accolta con sollievo dall’Associazione degli studenti musulmani (Mssn). Secondo uno dei suoi rappresentanti, Saheed Ashafa, per aver indossato l’hijab tante ragazze sono state “discriminate, prese di mira, punite ed escluse dalle classi”.

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14 Novembre 2018
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