Gaza, Hamas dice sì al cessate-il-fuoco: fermata escalation

I gruppi armati palestinesi guidati da Hamas hanno deciso di deporre le armi, accettando un accordo mediato dall'Egitto e le Nazioni Unite

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ROMA – I gruppi armati palestinesi guidati da Hamas hanno deciso di deporre le armi, accettando un accordo mediato dall’Egitto e le Nazioni Unite per porre fine allo scontro tra i miliziani e l’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Ieri, in una nota, il capo del movimento Ismail Hanyia ha dichiarato: “Affermiamo con forza che rispetteremo il cessate-il-fuoco, fintanto che Israele osserverà la tregua raggiunta attraverso la mediazione dell’Egitto”. 

Come riportano vari media internazionali, l’escalation di violenze nella Striscia di Gaza delle ultime 24 ore è stata la più grave dalla guerra del 2014. Tra lunedì e martedì, da Gaza sono partiti oltre 400 missili contro il territorio israliano. 

Dal canto suo, l’aviazione della Stella di Davide ha bombardato 160 obiettivi nella Striscia. Ad ora il governo di Israele non si è ancora espresso, mentre il ministro della Difesa Avigdor Lieberman, avrebbe diffuso un comunicato per opporsi allo stop ai raid aerei. Tuttavia, secondo fonti interne all’esecutivo citate dal quotidiano ‘The Independent’, il premier Netanyahu avrebbe accettato. A partire dalla serata di ieri, dopo l’annuncio di Hanyia, in effetti i bombardamenti contro l’enclave sono cessati e la notte è trascorsa tranquilla. 

Stando a ‘Radio France internationale’, la notte scorsa i droni israeliani hanno continuato a sorvolare i cieli di Gaza, mentre le navi della marina militare sono rimaste a presidiare le coste, ma le armi non sono state utilizzate.

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14 Novembre 2018
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