Tg Riabilitazione, edizione del 14 novembre 2018

Si parla di: ‘Sprintt’, progetto europeo contro l’invecchiamento; Negligenza spaziale, arriva a casa il trattamento fai da te

DAL SIOT STRATEGIE PER RECUPERO RAPIDO

La popolazione italiana sta diventando sempre più anziana, un aspetto demografico destinato a influire sulle forme di cura dedicate a questa fascia di pazienti. Il convegno, promosso dalla Società di Ortopedia e traumatologia (Siot), ha posto l’accento proprio su questa grande emergenza, sui tipi d’intervento e di riabilitazione più adatti. L’agenzia di stampa Dire ha ascoltato il dottor Paolo Leopardi della Clinica del Sole di Formia che ha partecipato all’evento di Bari. “Direi che la riabilitazione motoria a seguito d’intervento è fondamentale. Un team di specialisti composto da ortopedici, anestesisti, fisiatri, fisioterapisti e infermieri è coinvolto nel percorso di cura e riabilitazione. La figura del fisioterapista, ovviamente meglio se in collegamento con l’ortopedico che ha effettuato l’operazione, è strategica per la riuscita e la ripresa del paziente che, se correttamente riabilitato, riprenderà le normali attività quotidiane dopo circa due settimane, recuperando la piena mobilità e autonomia”.

‘SPRINTT’, PROGETTO EUROPEO CONTRO L’INVECCHIAMENTO

Prevenire la disabilità e contrastare l’invecchiamento attraverso l’esercizio fisico e una dieta personalizzata. È l’idea alla base di ‘Sprintt’, il progetto gratuito promosso dall’Unione Europea e coordinato dal centro di Medicina dell’invecchiamento del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, che fa parte delle azioni messe in campo per migliorare la qualità della vita di pazienti fragili e con sarcopenie. Il progetto e’ stato preceduto da un reclutamento di 200 pazienti, uomini e donne di 70 anni a rischio potenziale di sviluppare disabilita’ nel medio termine, divisi successivamente in due gruppi di attività fisica e dieta personalizzata. A spiegarlo all’agenzia di stampa Dire e’ Francesco Landi primario dell’Uoc di Riabilitazione del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e coordinatore del progetto.

‘PROGRAMMA BRONCHIETTASIE’ AL POLICLINICO DI MILANO

Una equipe multidisciplinare composta da 21 specialisti e un percorso assistenziale ben definito e codificato unico, non solo in Italia ma in Europa. E’ il ‘Programma Bronchiettasie’ della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dell’Unita’ Operativa Complessa di Pneumologia diretta dal professor Francesco Blasi, che offre un preciso percorso composto da diagnosi e cura della malattia alla luce delle ultime evidenze scientifiche e delle linee guida internazionali. Al centro dell’offerta innovativa c’è la fisioterapia respiratoria. “Noi abbiamo il compito di valutare i pazienti mettendo a punto un programma individualizzato e personalizzato secondo le evidenze piu’ recenti, sia riguardo alla disostruzione bronchiale che all’attivita’ fisica”, spiega Angela Bellofiore, fisioterapista respiratoria dell’Arir e membro attivo del Programma. “Come effetto ovviamente ci aspettiamo la riduzione delle riacutizzazioni- continua Bellofiore- Oggi possiamo dire con certezza che la fisioterapia respiratoria puo’ fare la differenza e garantire una dignitosa qualità di vita nonostante le bronchiettasie”.

LEGARE NON CURA, IL GIS GERIATRICO AIFI CONTRO LA CONTENZIONE

La contenzione non deve mai essere un mezzo per sopperire alla mancanza di personale di strutture che assistono pazienti fragili, in particolare gli anziani. Parte da questo concetto l’impegno del Gruppo di interesse specialistico di Fisioterapia Geriatrica dell’AIFI per contrastare la contenzione, assicurando il benessere dei pazienti non solo dal punto di vista fisico ma anche psico-sociale. L’interesse sulla tematica sta crescendo in Italia nonostante sia una questione ‘complicata da trattare, ma sicuramente di civiltà e professionalità. Superare la contenzione è dunque l’obiettivo del Gis Geriatrico che insieme ad AIFI Lazio ha organizzato un convegno per affermare che non solo ‘si può’ andare oltre le cinture e le sponde che costringono all’immobilità un paziente anziano, ma ‘si deve’. Come? Il primo passo e’ individuare i pazienti a rischio cadute, gestendo il rischio clinico”. Tutto questo fa parte delle competenze di un fisioterapista, spiega Gilberto Cherri, presidente del GFG dell’Associazione Italiana Fisioterapisti.

NEGLIGENZA SPAZIALE, ARRIVA A CASA IL TRATTAMENTO FAI DA TE

Arriva in Italia un trattamento riabilitativo per la negligenza spaziale conseguente alla lesione cerebrale. A proporlo è un gruppo di neuropsicologi guidati da Paola Fortis e Giuseppe Vallar, dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano, in uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Cortex. Ma in cosa consiste la patologia? E’ un disturbo neuropsicologico che deriva da una lesione cerebrale destra, per cui il paziente non è consapevole della presenza di stimoli, oggetti o persone nella parte sinistra dello spazio. La negligenza causa spesso una drastica riduzione dell’autonomia della persona che ne soffre e la conseguente necessità di una costante supervisione. L’equipe ha sviluppato un trattamento con adattamento prismatico, somministrabile a casa del paziente da parte di un familiare addestrato che vede la riduzione netta dei disturbi in sei mesi.

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14 Nov 2018
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