Intervista a Gerardo Giovagnoli

gerardo_giovagnoli_smNome: Gerardo

Cognome: Giovagnoli

Luogo e data di nascita: San Marino, 31 maggio 1976

Professione: Ingegnere Elettronico

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: italiana

Partito: Psd

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Il Grande sforzo fatto con la riforma delle imposte dirette, la omologazione ai migliori standard internazionali rispetto allo scambio di informazioni, e il PSD ha tracciato per primo questa strada, ha portato il risultato importantissimo di uscire dai recinti delle black list e ottenere l’accordo contro le doppie imposizioni con l’Italia. Questo ora rappresenta la piattaforma di partenza per uno sviluppo economico nuovo, basato sull’economia reale. Si lavorerà meglio di quanto fatto sull’efficienza della macchina pubblica e sulla promozione internazionale di San Marino.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Il lavoro, la sburocratizzazione, gli investimenti pubblici. Tutto quanto serve per ridurre la disoccupazione e ritornare allo sviluppo economico. Al centro dell’attività del PSD e della coalizione San Marino Prima di Tutto c’è questo e abbiamo appunto presentato una stringente Agenda di Governo, un patto con i cittadini su tempi e modi che vogliamo rispettare.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

In questi anni ho avuto la possibilità di confrontarmi con tante persone sia dentro che fuori il paese grazie alla esperienza al Consiglio d’Europa: si evince che San Marino ha molte opportunità da cogliere, mercati da aggredire, accordi da stringere con altri paesi per rendere di maggior successo le imprese già esistenti e per farne arrivare di nuove, non solo dall’Italia. Mi voglio spendere per rendere San Marino un luogo riconosciuto per diplomazia, cultura e cooperazione internazionale e per creare a San Marino centri di ricerca scientifici e per l’innovazione; tutti terreni confacenti alla nostra storia e rivolti ad un futuro in cui molti nostri giovani si stanno specializzando.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

L’apertura del sistema economico e culturale sammarinese sono le direttrici principali. Non siamo abbastanza noti nel mondo per le nostre qualità e il nostro sistema in tante sue parti vive di una specie di autarchia che non ha più senso: il sistema bancario e finanziario è sostanzialmente ripiegato su San Marino, non abbiamo istituti internazionali e anche sul turismo abbiamo necessità di investimenti di player esterni che innescherebbero economia nuova, utile anche per chi nel comparto c’è già. Questa apertura non deve essere a scapito degli investimenti sammarinesi o stravolgere la nostra comunità.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Dal punto di vista economico è necessario essere integrati nel Mercato Unico Europeo e godere degli stessi diritti dei paesi europei a cui ormai siamo omologati senza purtroppo avere le stesse condizioni, vedi procedura T2, marchiature extracomunitarie, etc. Dal punto di vista dei cittadini stessa valutazione, pesa essere considerati extraeuropei, molti giovani preparati per risolvere il problema “acquistano” la cittadinanza italiana, non è ammissibile come soluzione. Dal punto di vista delle relazioni internazionali dobbiamo avanzare la candidatura di San Marino ad ospitare un organo di dialogo a livello continentale, per esempio sul confronto interreligioso e interculturale su cui abbiamo già una storia di successo.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Farei torto a tanti se identificassi un solo personaggio. Tanti nell’ultimo secolo hanno operato per il bene della Repubblica e la hanno resa una dei posti più appetibili in cui vivere. Nella storia riformista in particolare chi ha lottato per creare l’ISS, le tutele per i lavoratori, l’accesso all’ONU e al Consiglio d’Europa, è un punto di riferimento.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Di nuovo, non mi piace concentrare l’attenzione su singoli personaggi, apprezzo però le idee, purtroppo rimaste spesso tali, dei fondatori del concetto di comunità europea e dei suoi valori basati sui diritti umani. Mai da dimenticare, soprattutto ora che sono messi in dubbio, gli insegnamenti per la democrazia e la pace dei nostri predecessori.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Sicuramente il primo mandato da Consigliere che ho svolto nella scorsa legislatura mi ha permesso di capire tanti meccanismi democratici che reggono il funzionamento dello stato: non tutti sono funzionali, per esempio ci sono troppe scelte discrezionali che devono essere ricondotte all’amministrazione o rese più trasparenti. Il ruolo, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, di Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa mi ha invece insegnato similitudini e differenze con altre realtà statuali: un confronto utile che tengo sempre in conto quando ragiono di cosa di buono si deve mantenere o di meglio si può fare compatibilmente con la realtà sammarinese.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Spesso per la verità, ogni volta che giro lo sguardo all’esterno e vedo meglio quanto di buono e bello c’è a casa nostra. Abbiamo una qualità della vita, fatta di abitudini, legami, vivibilità, tranquillità che non è facile da replicare.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Capacità di ascolto, mentalità aperta e riflessiva, con meno pregiudizi possibili, volontà sempre di trovare sintesi verso il meglio.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Sono sempre stato appassionato alla politica, era una sensibilità già presente in famiglia e che mi ha stimolato fin da piccolo. E’ certo una passione che si è maturata e si è affinata con l’esperienza e con le responsabilità che nel tempo ho avuto, ma l’ingrediente iniziale deve rimanere importante, la politica non è un esercizio di meccanica.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Più che altro la curiosità, il gusto della novità e della comprensione dei fenomeni che reggono la natura, mi tengono sempre in esercizio la mente e l’insegnamento che si trae dalla osservazione più o meno scientifica delle cose è che troppe volte facciamo semplificazioni dettate dai nostri sensi: ne siamo ingannati. Anche in politica cerco di rifuggire dagli stereotipi o dalle “prime impressioni”.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Preferisco che siano gli altri a valutare questo. Non mi piace l’”autoincensazione”.

14 Novembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»