Opinioni

Il liceo di 4 anni? L’esperto: Una riforma per tutti gli ordini di scuola

di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO)

L’ipotesi di sperimentare i quattro anni di scuola superiore al posto dei canonici 5 pone molteplici interrogativi. “Il passaggio dalla scuola media a un quadriennio così concentrato e richiestivo non può essere automatico, non sarebbe una garanzia. D’altra parte abbiamo già visto come l’anticipazione a cinque anni della prima elementare abbia comportato tanti problemi a una grande percentuale di bambini anticipatari, seppur molto intelligenti. Sicuramente la scuola media dovrà preparare a questo passaggio impegnativo dei 4 anni di liceo, e ciò vorrà dire che anche la scuola elementare sarà chiamata a preparare a una scuola media più gravosa. È una riforma che tocca tutti gli ordini di scuola e certo non è possibile sbagliare, altrimenti ne deriverebbe un danno per gli studenti con tutte le conseguenze connesse”.

È il commento di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), quale centro di diagnosi, terapia e ricerca clinica sui disturbi della relazione e della comunicazione. L’IdO è anche un centro psico-pedagogico per l’età evolutiva e di formazione e aggiornamento per medici, psicologi, operatori socio-sanitari e insegnanti. L’equipe di psicoterapeuti dell’istituto conosce bene le difficoltà scolastiche, essendo impegnata in oltre 100 scuole a Roma nel supportare studenti e docenti attraverso il servizio degli sportelli d’ascolto.

Per questo motivo Castelbianco consiglia: “Sarebbe più opportuno un progetto pilota su degli studenti selezionati e volontari, a prescindere dai genitori, per poter comprendere meglio le possibili difficoltà prima di estenderlo a tutti gli altri”. I ragazzi termineranno un anno prima gli studi “per andare all’università o entrare nel mondo del lavoro- sottolinea l’esperto-, ma ridurre il percorso scolastico di un anno vorrà dire prestare maggiore attenzione ai giovani, allo studio e allo studente. Non solo vi è la preoccupazione per la realizzazione di un processo didattico educativo ben più complesso, ma anche il fatto che il ragazzo dovrà sentirsi maggiormente impegnato. Di certo non possiamo immaginare un passaggio da un anno all’altro senza una reale acquisizione di tutti gli apprendimenti. Nel quinquennio- conclude il direttore dell’IdO- c’è più tempo per recuperare”.

14 novembre 2016
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