Intervista a Roberto Giorgetti

roberto_giorgetti_rf_smNome: Roberto

Cognome: Giorgetti

Luogo e data di nascita: San Marino 04/11/1962

Professione: Impiegato Settore Privato

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Repubblica futura

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Ha funzionato bene il completamente del percorso di legittimazione internazionale della nostra Repubblica, cogliendo i frutti del duro lavoro fatto nella legislatura precedente dalla Segreteria Esteri di Antonella Mularoni. Eravamo in blacklist dalla fine degli anni novanta, e non ne siamo usciti per caso. Positivo è stato il varo della nuova riforma fiscale, frutto di un lungo lavoro nella legislatura precedente a quella terminata da poco, anche se molti aspetti come per esempio la SMAC CARD dovevano essere gestiti molto meglio. Ha funzionato male il rilancio dello sviluppo e dell’economia. A parte il Polo della Moda non vi sono stati iniziative di rilevo e infatti vi sono ancora 1400 disoccupati e il PIL non riprende.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Il punto più importante di tutti, sul quale Repubblica Futura insiste e promuove iniziative da più di un anno, è mettere in campo una politica coordinata di sviluppo. Senza il rilancio dell’economia non riusciremo a risolvere alcun problema e nemmeno mantenere il nostro stato sociale. Nello specifico: fare chiarezza sulla situazione delle banche e del bilancio pubblico; semplificare l’enorme mole di burocrazia del nostro Paese; avviare un percorso di internazionalizzazione per rilanciare l’economia, in particolare i comparti commerciali e turistici.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Io lavoro nel settore privato e mi sento vicino al tema dello sviluppo economico e occupazione. Dopo anni molto difficili, in cui nel nostro Paese spesso si è perso il valore dell’impegno personale nel lavoro per migliorare se stessi e il proprio paese, abbiamo ora una grande occasione per guardare in avanti e voltare pagina.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Occorre rinunciare alla mentalità disastrosa degli anni novanta per cui tutti era dovuto, senza sacrificio e senza impegno personale. In futuro io vedo un Paese con un economia diversificata, ma con i settori del commercio turismo e servizi come elementi strategici. Meno burocrazia, più innovazione, più internazionalizzazione e più investimenti in infrastrutture.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Il nostro Paese è un micro stato e se vogliamo conservare la nostra identità più che millenaria dobbiamo tenerne conto nel rapportarci alla UE. Un accordo di associazione, non certo la piena adesione, è la scelta giusta in questo senso. Alla fine dovranno decidere i sammarinesi con un referendum.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Mi piace ricordare Clara Boscaglia, che ho conosciuto personalmente, come figura politica che certo ha commesso errori ma che ha praticato un approccio alla politica che teneva conto di ideali e valori, non solo di mero opportunismo.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Stimo la figura di Alcide De Gasperi, un grande statista che in momenti storici molto difficili è rimasto coerente con le proprie idee, con grossi sacrifici personali, e che ha dimostrato che la politica si può fare con alto senso del dovere e al servizio al proprio paese, anche in mezzo a enormi avversità.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

In ruolo di consigliere lo ho svolto solo pochi anni ma da tempo seguo la politica e ho imparato a conoscere le sue logiche, non sempre positive. Io ho un mio lavoro che mi da vivere, che mi permette di capire il valore dell’impegno personale e di mantenere una mia autonomia di giudizio e scelta rispetto alla politica stessa. Credo sia molto importante.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Sono sempre orgoglioso di essere sammarinese, lo ritengo un privilegio. Anche quando il nostro Paese è stato toccato da vicende negative cerco sempre di pensare che nel futuro si può migliorare e dare continuità alla lunga storia della nostra Repubblica. Una grandissima emozione fu nel febbraio del 2012, quando dopo uno dei periodi più difficili dal dopo guerra in poi, arrivo a San Marino la lettera di Mario Monti che ci preannuncio che si sarebbe firmato l’accordo di cooperazione con l’Italia, a cui poi sarebbe seguito l’uscita dalla blacklist.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

La pazienza di ascoltare le opinioni degli altri, la convinzione di non dovere fare compromessi sul piano dell’etica e onestà personale e la costanza nel perseguire obiettivi che ritengo importanti.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Fin da ragazzo ho fatto parte attiva dell’associazionismo cattolico che mi ha insegnato, come del resto nella mia famiglia, che nella vita ci deve essere lo spazio per gli ideali e l’impegno verso gli altri. Poi è venuto l’impegno anche in ambito politico con i medesimo approccio, un impegno non sempre facile se si crede che la politica non deve fare tutto quello che è possibile ma quello che è giusto.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

L’associazionismo di volontariato, in particolare negli scout molto orientati all’aspetto educativo dei giovani, mi ha dato una giusta prospettiva sulla vita. Poi anche la pratica dell’alpinismo, molto utile nell’imparare ad affrontare le difficoltà con la fiducia in se stessi ma con l’aiuto degli altri.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Credo che sia fondamentale trovare un proprio equilibrio nella vita, innanzitutto con una professione che va svolta con dedizione e competenza. Altrettanto importante e rapportarsi agli altri con rispetto ma senza rinunciare alle proprie idee. Infine impegnarsi per migliorare il futuro di tutti. Nella mia vita ho sempre cercato di essere all’altezza di queste cose, cosi come in politica. A volte l’entusiasmo si perde ma se si crede in qualcosa di importante bisogna impegnarsi fino in fondo.

14 Nov 2016
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