Rifiuti, voragini e crollo dei prezzi delle case: “E’ crisi alla Balduina”

ROMA – “Balduina è uscita ufficialmente dai quartieri della cosiddetta Roma nord. Ma da tempo. Senza offesa per nessuno ma ormai sembra di essere in periferia, tra monnezza e degrado. Chi può scappa e cambia zona”. Sembra una sentenza irreversibile la frase lasciata da uno dei cittadini dello storico quartiere adagiato sulle pendici di Monte Mario in una delle tante pagine Facebook dedicate alla zona. Voragini che si aprono una dopo l’altra. Una crisi dei rifiuti, quella ancora in corso e che ha raggiunto l’apice la settimana scorsa, peggiore che in altre parti della città. Un ricambio senza freni del tessuto commerciale che ha visto la chiusura di boutique griffate e di vecchi negozi di vicinato per fare posto a decine di minimarket etnici. Linee autobus tagliate. E un crollo del 30% del prezzo degli appartamenti in pochi anni. Il quartiere, che prende nome da Baldovino Del Monte, fratello di papa Giulio III e proprietario, intorno a metà ‘500, di vasti possedimenti sulle pendici di Monte Mario, in effetti sembra essere sprofondato in una pesante crisi e resta fuori dai radar delle amministrazioni comunali da anni. Non si ricordano progetti di rilievo da almeno due decenni, con l’unica eccezione del parco lineare di Monte Mario.

LE VORAGINI E IL TERRENO SABBIOSO

Ormai si parla di Balduina solo per i problemi che la stanno stritolando in questi ultimi tempi, primo tra tutti l’aprirsi periodico di gigantesche buche sulle strade. Tra i cittadini, in particolar modo dopo il crollo al cantiere di via Livio Andronico, la voce che gira è che il quartiere si sta sgretolando a causa del terreno sabbioso che caratterizza buona parte dell’area. I geologici hanno sempre smentito gli allarmi ma i casi si moltiplicano. Solo nell’ultimo anno si contano una decina di crolli: nel febbraio scorso vennero giù le paratie del cantiere di viale Livio Andronico (dove ormai sono sorte le tre palazzine al posto della chiesa demolita l’inverno scorso), il 28 marzo si aprì una buca in via Rodrigo Pereira, il 14 maggio una voragine in via Damiano Chiesa. E ancora: il primo giugno è apparsa una super buca in via Attilio Friggeri e solo pochi giorni fa è imploso il marciapiede su via Cesio Basso.

IL TRAFFICO E I LAVORI PER I SOTTOSERVIZI

 Le voragini, ma non solo, sono le responsabili del recente record di traffico, fenomeno ben noto agli abitanti del quartiere da almeno tre mesi. A contribuire al caos ci si mettono anche i lavori in corso e le trincee per i sottoservizi. Viale delle Medaglie d’oro, la colonna vertebrale dell’intero sistema viario di Monte Mario, da diverse settimane è interessata da una serie di cantieri molto invasivi al centro della carreggiata da parte di Italgas. Problemi simili si registrano anche in viale Titolo Livio. Via Damiano Chiesa è aperta a un solo senso di marcia, da Primavalle alla Balduina, e resterà tale fino alla fine dell’anno perché si è dovuto procedere alla sostituzione di 400 metri lineari di tubazioni ridotte a una groviera di cemento. E solo da poco si è allentato l’assedio di lamiere causato dalla contemporanea chiusura della galleria Giovanni XXIII.

LA CRISI DEI RIFIUTI

A tutto ciò si deve aggiungere quella che di certo è stata la peggiore crisi dei rifiuti in questa parte della città a memoria di residente. Balduina, che in alcune strade come viale Tito Livio e clivo di Cinna sembra essere rimasta negli anni ’90 per la presenza di cassonetti color verde per l’indifferenziata (sostituiti da almeno 15 anni da quelli color nero in tutto il resto di Roma), è stata letteralmente ricoperta dalla spazzatura per 15 giorni. Più che nel resto della città. La situazione ancora non è tornata alla normalità, in particolare in alcuni tratti dell’omonima via Balduina, anche se si registra un leggero miglioramento da 24-48 ore.

MANCANZA LA MANUTENZIONE ORDINARIA

Non solo la ‘monnezza’, però. Il livello della qualità del decoro urbano non è mai stato così basso. Il quartiere soffre terribilmente la mancanza di manutenzione ordinaria anche in zone di particolare pregio. Il gioiellino della Balduina è il parco lineare di Monte Mario-Monte Ciocci, che corre per oltre 5 chilometri sopra e accanto al sedime della linea ferroviaria Fl3 con la sua pista ciclabile. Si tratta di un’idea partorita ai tempi della giunta di Walter Veltroni e realizzata dall’amministrazione di Ignazio Marino nel giugno del 2014 con la collaborazione di Fs. L’estremità di questo parco è un grandioso affaccio su Roma, una terrazza circondata da giardinetti la cui vista spazia dagli Appennini all’Eur, con la cupola di San Pietro in primo piano. Qui è a rischio addirittura la sicurezza dei passanti essendosi spezzate da mesi alcune lastre di un pavimento rialzato che ora si presenta come una spianata di mattonelle alternate a buchi profondi una quarantina di centimetri.

Ma c’è di peggio, il vicino giardino dei bambini è letteralmente invaso dalla vegetazione: le panchine sono state mangiate dalle piante, le altalene e gli scivoli sono isolati in mezzo ad una giungla di arbusti alti anche mezzo metro. Solo l’intervento di un gruppo di eroici cittadini ha permesso lo sfalcio di una parte di verde incolto ma non sono tante le mamme così coraggiose da portare i loro bambini in un giardino dove non si vede quello che calpesti. Due estati fa il problema venne risolto alla radice: un anonimo piromane diede fuoco a tutta l’area incolta fino ai confini di una proprietà di una fatiscente fattoria urbana, le cui origini si perdono nella storia delle baraccopoli che sul monte fecero da cornice al noto film ‘Brutti, sporchi e cattivi’ di Ettore Scola, con Nino Manfredi.

IL CROLLO DEL PREZZO DELLE CASE

Facile pensare che di fronte a una simile situazione si sia abbassato anche il valore delle abitazioni. Alcune agenti immobiliari contattati dalla Dire hanno riferito come il prezzo delle case sia sprofondato, con cali di circa il 30% rispetto a pochi anni fa. “Certo- ha spiegato un agente- ha pesato la bolla immobiliare e la crisi globale del 2008, ma i prezzi non si sono mai rialzati anche perché il quartiere non ha più l’appeal di un tempo”. Ovvero dei ‘gloriosi’ anni ’50, quando la Balduina venne costruita tra i primi villini precedenti alla guerra e le nuove palazzine signorili destinate ad ospitare una media borghesia desiderosa di trasferirsi in un quartiere vicino a Prati, ma con “l’aria buona e ampi spazi”.

Appartamenti che fino a pochi anni fa si pagavano 800mila euro oggi si trovano sul mercato a 550mila, e per una casa ristrutturata di 110 metri quadrati il prezzo medio è 420.000 euro. Chi poi decide di trasferirsi di certo non troverà il tessuto commerciale che caratterizzava il quartiere qualche anno fa. Sembra una maledizione: ogni volta che qualcuno prova ad aprire un negozio interessante, poco dopo, è costretto a chiudere o spostarsi: così è andata per diversi minimarket biologici e per alcuni bistrot.

LA CRISI INVESTE ANCHE LA CULTURA

Sul fronte culturale, tra 2016 e il 2018 hanno chiuso la storica libreria Tirelli a Belsito e la libreria-fiorieria ‘Con una rosa’. Stessa sorte per due storici negozi di elettronica (Expert e Di Salvo). Il quartiere è poi sprovvisto di un cinema, anche se è lodevole l’iniziativa del comitato Balduina’s che l’estate scorsa ha realizzato un’arena all’aperto. Alcuni negozi griffati come ‘Furla’ e ‘La Zucca stregata’ (solo per citare i casi più recenti) hanno chiuso o stanno per farlo. In compenso, in tutto il territorio si moltiplicano come funghi i minimarket h24 gestiti dagli stranieri. Chi vuole fare shopping è costretto a spostarsi in auto a Prati. O se non vuole perdere troppo tempo cercando parcheggio, a scendere viale delle Medaglie d’oro in autobus. Quando passa. Negli anni sono state soppresse le linee 999 e 991 e oggi sono attive solo la ‘mitica’ 913 e la 990. Il rischio è attendere sconsolati alla fermata un bel po’. Il tempo di fantasticare i bei tempi, quando la Balduina era ancora Roma nord.

14 ottobre 2018
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