Festival della Filosofia, largo a Women in philosopy: "Un'ottima cosa"

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Festival della Filosofia, largo a Women in philosopy: “Un’ottima cosa”

MODENA – “Le donne sono ghettizzate oppure ignorate, anche nei premi e anche dalle altre donne. Leggiamo Niezsche, leggiamo questa gente. Quando le donne intervengono nei convegni, soprattutto in Italia, se esordiscono con un ‘non ho capito’ sono favorite; se invece dicono ‘non sono d’accordo’ è molto facile che il loro intervento venga travisato o punito”. Questa la fotografia che Franca D’Agostini, filosofa e docente al Politecnico di Torino e all’Università Statale di Milano, fa’ della condizione di genere durante l’intervista alla Dire, a margine dell’anticipazione ai giornalisti nella sala stampa del Palazzo dei Musei del suo progetto politico-pedagogico sulla verità.

Educazione alla verità e connessione con i diritti sono i concetti chiave del suo lavoro filosofico. E le donne in tutto questo hanno un ruolo cruciale. Perché “per fare filosofia- continua la docente- bisogna essere marginalizzati. Bisogna patire. In questo senso il genere femminile è fortificato. Non subire un’ingiustizia epistemica, essere riconosciuti, come esseri umani, affidabili veicoli di verità sono, tra i sei diritti aletici teorizzati nel mio progetto filosofico- spiega D’Agostini- quelli più disattesi nei riguardi delle le donne”. 

In tutto il mondo, continua la filosofa, “si stanno creando associazioni di ‘Women in philosopy‘ ed è un’ottima cosa”. Perché “siamo in emergenza verità, il nichilismo è diventato tecnologico e bisogna lavorare sui comportamenti. Viviamo nella ‘post post truth’. La scienza è soffocata da snobismi formali, deve rimanere aristocratica perché è il luogo del meglio e le virtù aletiche devono arrivarci come un fiume”. Ma il rimedio è nell’educazione delle persone alle virtù aletiche, alla logica, al confronto, all’ermeneutica e alla trasparenza, sincerità e coerenza. Non è stato mai fatto”.

D’AGOSTINI: “C’È UN PROBLEMA, POLITICA NON PENSA”

“Il problema che abbiamo non è solo la politica di ‘Salvini and company’, in primis la loro, ma la politica in generale in Italia e forse nel mondo è senza pensiero. Non funziona più questo linguaggio, questo pensiero. Forse un movimento dal basso delle donne potrebbe risolvere tutto questo. Non lo so, ma so che trovo tante donne che sono d’accordo con me su questo punto”. Questo il commento alla Dire della filosofa Franca D’Agostini sul governo giallo-verde, a margine della presentazione alla stampa della sua lezione magistrale sui diritti aletici in programma all’interno della 18ma edizione del Festival della filosofia a Modena, Carpi e Sassuolo dal 14 al 16 settembre

 La professoressa, ordinaria di Filosofia della scienza presso il Politecnico di Torino e l’Università statale di Milano, non risparmia nemmeno il collega Massimo Cacciari e l’appello per salvare l’Europa. “Come mai nessuna donna ha firmato l’appello di Cacciari originariamente? Esordisce con l’espressione del ‘pensiero unico’ che per me è oscura, oltre al fatto che il problema di questo governo è che se questi hanno un pensiero è plurimo ed è questo che rappresenta un problema di oggettiva ingovernabilità e di insensatezza progettuale”.

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14 settembre 2018
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