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Veleno film denuncia sulla Terra dei Fuochi e su un male tutto italiano

Veleno film NAPOLI – “La verità è che Terra dei Fuochi arriva fino al Nord Italia. I collaboratori di giustizia l’hanno detto: al Nord e al Centro si sversa quanto al Sud o forse di più. Le proporzioni del fenomeno sono maggiori che nell’agro aversano. Ma noi campani abbiamo avuto il coraggio di denunciare e di urlare al mondo intero che c’era un problema. Al Nord si sotterrano i rifiuti e anche la verità”. Salvatore Esposito, il Genny Savastano di Gomorra, racconta alla Dire chi è Rino Caradonna l’avvocato senza scrupoli di ‘Veleno’, il film di Diego Olivares da oggi al cinema.

Veleno film di dolore e di coraggio

Tratto da una storia vera di dolore e di coraggio, la pellicola (prodotta da Bronx Film, Minerva Pictures e Tunnel Produzioni in collaborazione con Gesco Gruppo di Imprese Sociali, Rai Cinema, Sky Cinema e Film Commission Regione Campania) interpretata da Luisa Ranieri e Massimiliano Gallo è un lungometraggio a sfondo sociale girato nei luoghi simbolo del disastro ambientale della Campania. Un disastro ancora irrisolto. I roghi tossici che si sviluppano tra le province di Napoli e Caserta sono oltre 1000 all’anno secondo i dati della Prefettura di Napoli e ad aumentare sono anche i carcinomi con 14mila nuovi casi nell’area a Nord di Napoli tra gli anni 2010 e 2012.

Veleno film dove l’assenza dello Stato si sente

“La difficoltà, se così possiamo definirla, sta nel vedere che tutti i giorni chi di dovere, e cioè lo Stato, non fa quello che dovrebbe essere fatto”, dice Esposito a margine della prima della pellicola al cinema Modernissimo di Napoli. Un esordio arricchito dalla presenza in sala degli attivisti di Stop Biocidio e della mamme della Terra dei Fuochi, donne che hanno perso i loro figli per un tumore maligno. “E’ bello vedere tante associazioni che si ergono contro questo problema. Noi abbiamo provato a fare la nostra parte. Quello che raccontiamo in Veleno è una storia di gente, di cittadini, che si ribellano”.

A ribellarsi, su tutti, è Luisa Ranieri, donna coraggiosa che vive tra le campagne di Napoli e Caserta. Suo marito Cosimo (Massimiliano Gallo) perde la sua sfida contro una malattia fulminante che però non gli impedisce di combattere contro un altro cancro. La camorra che vuole appropriarsi delle sue terre per sversare veleni tossici. Combatte le ecomafie, Cosimo, insieme a sua moglie Rosaria che più di tutti convive con la drammatica e cruda quotidianità della Terra dei Fuochi. Marito e moglie non vogliono staccarsi dalle loro radici e dalla loro terra interamente dominata da un potere mafioso che corrompe e distrugge. Anche se Ezio (Gennaro Di Colandrea), fratello di Cosimo, e sua moglie, attratti da facili guadagni, accettano di essere complici della devastazione dei loro territori.

Veleno film dove politica, cittadini e camorra sono tutti protagonisti

In questo quadro, la figura del colletto bianco interpretato da Salvatore Esposito è l’anello di congiunzione tra la politica che incoraggia chi specula e chi lotta, nel suo piccolo, contro un’ecomafia ancora viva e vegeta in Campania. “Rino Caradonna – racconta ancora Esposito – è un avvocato abbastanza ambizioso che crede di poter cambiare il mondo. In realtà si accorge che quel veleno che lui cerca di smistare nei suoi territori convincendo i coltivatori a vendere i propri terreni, gli si ritorcerà contro. E lo contaminerà nell’anima”. Lo contaminerà al punto da far uccidere gli altri e se stesso. “Veleno è un film da vedere, un film che nasce come ‘piccolo’ ma che si arricchisce nel suo grande tema: quello dell’amore – dice Esposito -, sullo sfondo di Terra dei Fuochi”.

14 settembre 2017

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