America centrale, riuniti a Roma ambasciatori del Sica/FOTO

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ROMA – Cinque donne, cinque Ambasciatori, si sono riuniti oggi a Roma all’Istituto italo-latino americano (Lila), per celebrare il 195esimo anniversario dei Paesi dell’America centrale: Cristina Eguizabal Mendoza per il Costa Rica, Sandra Elizabeth Alas Guidos per El Salvador, Stephanie Hochstetter Skinner-Klee de Towara per il Guatemala, Carmen Eleonora Ortez Williams per l’Honduras e infine Monica Robelo Raffone per il Nicaragua hanno ricordato che il 15 settembre 1821 i loro Paesi si resero indipendenti dal Regno di Spagna, dando inizio a “un nuovo destino”. Destino che si è poi concretizzato nel processo di unità regionale che, nel 1991, ha portato alla creazione del Sica, il Sistema di integrazione dell’America centrale, di cui quei cinque paesi furono gli iniziatori.

nicaragua_robelo_raffone_ambasciatore“Il Sica non è solo un accordo tra le nazioni, ma anche una risposta comune alle sfide che dobbiamo affrontare” ha detto l’Ambasciatore Robelo, del Nicaragua, l’unica a prendere la parola in quanto il suo paese sarà il prossimo Stato membro ad assumere la presidenza dell’organizzazione per i prossimi sei mesi, dopo il Costa Rica, a partire da dicembre. Tanti stati, tanti popoli e orientamenti politici diversi che però- come sottolinea l’Ambasciatore- condividono “una sola cultura, una sola lingua e una sola identità”: il Centro America “ha tanti motivi per sentirsi una sola patria“. Impossibile non citare anche il successo della Celac, la Comunità degli Stati latinoamericani e dei Caraibi, creata nel 2010 e che coinvolge tutti i paesi del continente americano, ad esclusione di Canada e Stati Uniti. Poi Robelo torna a ribadire che l’America centrale è una regione “che offre tante opportunità” e i cui governi “lavorano insieme per favorirne la stabilità economica e sotto il profilo della sicurezza”.

america_centrale_cartaA tale proposito, la rappresentante del Nicaragua in Italia ricorda l’unione doganale e l’area di libero commercio in vigore grazie al Sica. Citando un po’ di dati, questo blocco di nazioni contribuisce per lo 0,29% al Pil mondiale, e accoglie lo 0,72% degli investimenti esteri. Inoltre il suo territorio – bagnato sia dall’oceano Atlantico che dall’oceano Pacifico – rappresenta l’1% delle terre emerse, mentre la sua ricca biodiversità costituisce il 10% di tutte le forme di vita conosciute. Pertanto, l’Ambasciatore Robelo evidenzia che tale area “non è solo un punto sulla cartina geografica“, ma uno spazio interessante per il quale auspica “un maggior peso politico, economico, culturale e sociale” sia nelle Americhe che nel resto del mondo. Ma il processo di integrazione regionale e continentale non può dirsi ancora concluso. Bisogna perseverare, poichè “l’unione e la cooperazione– dice in conclusione Monica Robelo Raffone- sono la risposta migliore all’intolleranza xenofoba e il miglior alleato a difesa dei nostri popoli: dopo aver affermato il diritto ad essere indipendenti, ora affermiamo quello di essere rispettati”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

14 settembre 2016
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