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Ius Soli, possibile l’ok dopo l’estate. Pd: “Governo non cadrà”


ROMA – “Il governo non si infrangera’ sullo ius soli”. Tra Largo del Nazareno e Palazzo Chigi circola una doppia e convergente valutazione: approvare la nuova disciplina sulla cittadinanza dei minori stranieri ma evitare che sia la pietra tombale dell’esecutivo.

Tradotto: il via libera definitivo potrebbe avvenire dopo l’estate. Il voto anticipato, adombrato ancora in queste ore, sembra destinato ad evaporare per l’ennesima volta.

L’apposizione della fiducia, avvertono dall’esecutivo, e’ un dato tecnico. Cio’ che conta e’ il numero di fiducie: che siano quattro, a testo invariato (salvando cioe’ la lettura doppia conforme), o una, con un maxi emendamento che modifichi de facto il testo, e’ invece il dato politico. In questo secondo caso, ci sarebbe bisogno di un ulteriore passaggio a Montecitorio. Difficile invece che si possa rinunciare in toto allo strumento della fiducia: significherebbe affrontare l’elevato numero di emendamenti (48mila solo dalla Lega) e il prevedibile nulla di fatto prima della pausa.

Lo scenario da molti evocato, tra Pd e Palazzo Chigi, porta a dopo l’estate. Il consiglio dei ministri in una delle prossime sedute autorizzera’ lo strumento della fiducia. Ma lo ius soli prima del 23-24 luglio non sara’ in aula. Tra dl vaccini, dl Sud, dl banche, ddl comunitaria, trasferimento di Sappada e bilancio del Senato, il calendario di Palazzo Madama e’ pieno. Ci sara’ tempo per limare le posizioni alla ricerca di un’intesa che porti avanti il ddl e tenga in piedi l’esecutivo. Lo show down tra favorevoli e contrari alla legge cadrebbe a fine mese.

A quel punto, governo e Pd vogliono arrivare al voto in condizioni di sicurezza. La posizione dei centristi, drammatizzata in queste ore dal ministro degli affari regionali Enrico Costa, sara’ ovviamente presa in considerazione. E non e’ detto che il ricorso alla fiducia sul maxiemendamento non consenta di apporre alcune modifiche che il partito di Alfano chiede.

Ma i centristi, convergono fonti di Pd e di governo, non potranno arrivare a bloccare il provvedimento. Se il testo fosse modificato, o se venisse approvato in maxiemendamento, sara’ in ogni caso necessaria un’ulteriore lettura alla Camera. Che arriverebbe a questo punto dopo l’estate.

14 luglio 2017

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