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Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura (anche su www.dire.it).

CGIL PUGLIA: 6 MILIARDI DI EURO NON SPESI IN INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

“Leggiamo di un nuovo codice degli appalti, di laboratori governativi a sostegno delle buone pratiche per il Sud, di impegni di ministri e governo per rilanciare i lavori pubblici e lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non possiamo che esserne felici, anche perché continuiamo ad essere seriamente preoccupati dalla verità dei numeri: dei 16,8 miliardi di euro di spesa pubblica in Puglia, la spesa è ferma al di sotto del 50 per cento”. E’ il commento di Gianni Forte, segretario generale della Cgil Puglia, ai dati che emergono da una ricognizione effettuata sul portale OpenCoesione, che monitora l’attuazione dei progetti finanziati dalle politiche di coesione in Italia.

Ci sono sei miliardi da spendere per infrastrutture. Dei 16,8 miliardi per 64.208 progetti in Puglia, 4,3 miliardi riguardano l’acquisto di beni e servizi; 2,7 miliardi incentivi alle imprese mentre la fetta più grossa è proprio destinata alle infrastrutture, 9 miliardi. Ma ad oggi ne sono stati spesi solo 2,8. “La Cgil Puglia, insieme a Cisl e Uil, con la manifestazione regionale del 21 marzo scorso pose al centro dell’attenzione la necessità di rilanciare le opere pubbliche a partire dall’attivazione dei cantieri già finanziati. Per cui gli appelli che nelle ultime settimane sono arrivati da diversi attori sociali e istituzionali non possono che essere salutati positivamente”.

CCNL ENERGIA E PETROLIO: APPROVATA LA PIATTAFORMA

Gli esecutivi unitari di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riuniti il 14 luglio a Roma, hanno dato il “via libera” all’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto del settore energia e petrolio (oltre 37.000 i lavoratori interessati, dipendenti da 34 imprese) in scadenza il 31 dicembre 2015. Ora l’ultima parola spetta alle assemblee dei lavoratori, in maniera tale da consentire l’avvio delle trattative – presumibilmente a settembre, subito dopo l’Assemblea dei quadri e delegati per il varo definitivo – con Confindustria-Energia, l’associazione imprenditoriale di riferimento, alla quale è già stata inoltrata la lettera di disdetta. E’ di 134 euro la richiesta di aumento salariale dei sindacati per il triennio 1 gennaio 2016 – 31 dicembre 2018. In questo rinnovo contrattuale dovrà essere obiettivo prioritario che l’attuale perimetro dei contratti energia/petrolio e gas-acqua sia consolidato e inscindibile. Sui diritti di partecipazione, Filctem, Femca, Uiltec chiedono alle imprese di favorire processi di democrazia economica valorizzando la partecipazione incisiva dei lavoratori alle scelte dell’impresa: a questo proposito propongono di istituire nei protocolli di relazione nei gruppi industriali – e questa è una novità – un Consiglio di partecipazione di indirizzo e controllo, costituito pariteticamente dall’impresa e dai sindacati.

Sul fronte “caldo” dell’occupazione, attenzione particolare dovrà essere prestata alle opportunità di lavoro rivolte ai giovani attraverso progetti e percorsi definiti in alternanza studio-lavoro, in stretto rapporto con la scuola e l’Università. Sul tema dei diritti, occorre confermare il sistema vigente di tutele previste dal contratto in materia di progressività e proporzionalità delle sanzioni disciplinari. Relativamente poi alle procedure di licenziamento collettivo, vanno garantiti a tutti i nuovi assunti le disposizioni previste agli art. 4, 5 e 24 della legge 223/1991, oltre alla richiesta di due giorni in più di permesso retribuito nel congedo per paternità e permessi ulteriori in caso di ricovero del neonato (retribuiti al 30% fino ad un massimo di trenta giorni) e per patologie oncologiche. Sugli appalti i sindacati chiedono con forza di non “terziarizzare” più quelle attività che devono garantire la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori e degli impianti. Inoltre chiedono che a livello aziendale siano definiti appositi accordi che precisino le attività esclusive, quelle distintive e le attività appaltabili, rifuggendo – in questo caso – dal metodo unico del “massimo ribasso”. Infine sul welfare contrattuale, oltre a richiedere un aumento del contributo a carico dell’azienda per il Fondo integrativo pensionistico e sanitario, i sindacati avanzano l’idea di unificare i Fondi pensionistici (attualmente tre, “Fondenergia”, “Fopen”, “Pegaso”, n.d.r.) e implementare il contributo, sempre a carico dell’azienda, di quello sanitario (“Fasie”).

CGIL ROMA-LAZIO: INIZIANO EFFETTI DEVASTANTI DEL JOBS ACT

“Il primo trimestre 2015 – sottolinea Di Berardino – si è chiuso con meno 41.000 dipendenti rispetto al dicembre scorso. Per la prima volta, da anni, sono calati gli attivi, mentre si registra un nuovo record della disoccupazione, che tocca quota 360.000. I dati Istat parlano chiaro e non fanno che evidenziare l’inconsistenza degli incrementi occupazionali generati dal Jobs act nel Lazio”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Claudio Di Berardino. “Il primo trimestre 2015- continua il dirigente sindacale- si è chiuso con meno 41.000 dipendenti rispetto al dicembre scorso, mese in cui sono entrati in vigore gli sgravi contributivi. E, rispetto a marzo scorso, gli occupati sono aumentati solo di 2.000 unità. Per la prima volta da anni, sono calati gli attivi: 44.000 persone sono uscite dal mercato del lavoro, mentre si registra un nuovo record della disoccupazione, che tocca quota 360.000. Crolla anche l’occupazione femminile con 13.000 posti di lavoro persi, rispetto allo stesso trimestre 2014: le donne, che negli ultimi cinque anni sono stati l’ammortizzatore sociale delle famiglie, adattandosi a fare piccoli lavori, ora non riescono più a trovare nemmeno quelli”.

“Il Jobs act – aggiunge l’esponente Cgil -, lungi dal determinare il miracolo occupazionale promesso, regala solo incertezza e perdita di diritti e futuro. Se a tutto ciò si sommano le aspettative deluse del programma Garanzia giovani, quel che ne esce è un quadro assai preoccupante. Le mancate politiche nazionali sul fronte della crescita e dello sviluppo e le fallaci politiche del lavoro, stanno producendo, a livello regionale, dove si faticano ad attuare le politiche attive, conseguenze nefaste”.

È DI NUOVO SCIOPERO ALLA ERICSSON

È ancora sciopero per i lavoratori di Ericsson che lottano contro i 226 esuberi annunciati a maggio dal colosso svedese. A incrociare le braccia oggi, 14 luglio, sono i 60 dipendenti di Ericsson Solution e Service. Nel corso dello stop si svolge anche un presidio a Roma, con inizio alle 10.30, davanti alla sede del ministero del Lavoro in occasione del tavolo tra le parti sociali. “L’azienda non è in crisi e non si capiscono le vere ragioni degli esuberi- spiega Giuliana Mesina, segretaria nazionale della Filcams Cgil – l’azienda non ha mai presentato dati relativi a una eventuale crisi o anche semplicemente alla contrazione del business, nonostante in più occasioni le organizzazioni sindacali e i rappresentati dei lavoratori abbiano chiesto di conoscere il reale stato delle commesse e del fatturato”. Nei giorni scorsi è anche arrivata una interrogazione parlamentare presentata dai parlamentari del Pd Cesare Damiano, Maria Luisa Gnecchi e Carlo Miccoli, in relazione alla procedura di licenziamento collettivo avviata dal Gruppo Ericsson in Italia, che coinvolge 166 lavoratori nel comparto TLC e 60 nel comparto IT. “L’azienda – spiega ancora Mesina – ha teso però a gestire separatamente i due tavoli, e ci dispiace che lo stesso Presidente della Commissione lavoro della Camera non sia stato inizialmente messo al corrente della presenza anche di 60 licenziamenti nel settore IT. Tuttavia- conclude- in sintonia con quanto affermato dagli stessi parlamentari, continueremo a ritenere questa operazione, in assoluto e nel suo complesso, un’operazione poco trasparente e non giustificata da alcun stato di crisi”.

MARCHE: ALLARME SINDACATI, CON QUESTI ORGANICI SCUOLA A RISCHIO

Nelle Marche sta diventando esplosivo il problema dell’organico docente e Ata per il prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda i docenti le Segreterie Generali Regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals – Confsal denunciano: “A settembre potrebbero non essere garantiti, per esempio, i corsi di strumento dei licei musicali di Ancona e Pesaro, vecchi e nuovi. C’è una totale chiusura del ministero sulla possibilità di ripristinare quei posti reiterando un errore che si protrae da tre anni malgrado la crescita complessiva e costante degli alunni (+627 per il 2015-16)”.

“Inoltre – proseguono i sindacati – considerando le criticità che si sono aggiunte nel frattempo, l’Ufficio Scolastico Regionale, tramite una dettagliatissima lettera del Direttore Regionale Dott.ssa Maria Letizia Melina inviata al Ministero della Pubblica Istruzione, ha inoltrato una richiesta di altri 200 posti senza i quali non è garantito il regolare avvio del prossimo anno scolastico, denunciando l’assoluta insufficienza dei soli 15 posti disponibili ad oggi in organico di fatto, per rendere possibile nell’ordine: lo sdoppiamento delle classi pollaio, i corsi serali, i licei musicali e coreutici, i corsi di bilinguismo, la scuola in carcere, le sezioni antimeridiane della scuola dell’infanzia (sono ben 108 le sezioni che funzionano solo al mattino malgrado le famiglie abbiano richiesto tutte sezioni a tempo pieno), il tempo pieno nella scuola primaria richiesto e non assegnato, i corsi di laboratorio nei tecnici e professionali per permettere lo sdoppiamento delle classi (impossibile, per esempio, gestire il laboratorio di cucina con un’intera classe di più di 30 alunni!)”. Per quanto riguarda invece il personale ATA, i sindacati sono in attesa di capire come il MIUR vorrà operare il taglio dei 2020 posti già previsti dalla legge di stabilità 2015.

TISSONE (SILP CGIL), FALLE EVIDENTI IN CYBER-SICUREZZA

La cyber-sicurezza ha falle evidenti, come mostra il caso dell’attacco alla Hacking Team. A dirlo è il segretario generale del Silp Cgil Daniele Tissone, commentando l’attacco all’azienda che produce software spia per numerosi governi: “Ci sono evidenti falle nei sistemi di difesa informatica esistenti, sistemi che, peraltro, non potranno mai essere considerati a vulnerabilità zero rispetto a qualsiasi minaccia di natura intrusiva”. Correggere in tempi rapidi queste vulnerabilità, conclude Tissone, diviene “una priorità, soprattutto quando sono in gioco interessi legati alla sicurezza delle persone, nonché a beni che vengono tutelati dai nostri ordinamenti”.

EDITORIA: APUZZO (SLC CGIL), CORRIERE MERCANTILE IN AGONIA

“Dopo quasi 200 anni dalla sua fondazione, oggi siamo costretti ad assistere alla probabile fine di una storica testata, il Corriere Mercantile di Genova. Una pessima notizia per l’informazione italiana.” Così dichiara Barbara Apuzzo, segretaria nazionale Slc Cgil. “L’ultimo caso, eclatante, di una lunga serie di annunci ‘mortuari’ mentre si rincorrono, soprattutto sui social media, dichiarazioni roboanti sull’imminente riforma dell’editoria. Ogni volta che viene meno la voce di una testata giornalistica, l’intero paese perde una porzione del pluralismo alla base della democrazia”, prosegue Apuzzo.

“E’ finito il tempo dei proclami, soprattutto se non nelle sedi idonee: ora, non tra anni, bisogna capire come si supera strutturalmente la crisi del settore dell’editoria che evidentemente non è congiunturale; a ciò si aggiunge la necessità di capire come dovrà essere accompagnata la trasformazione in corso e come tutelare l’occupazione. Non possiamo pensare che tutto si risolva negli enormi sacrifici richiesti a giornalisti e poligrafici. Tutti temi questi- conclude Apuzzo- che avremmo voluto affrontare con il Governo che appare sfuggente sulla reale consistenza della riforma e nei fatti indifferente a tali notizie che significano, nell’immediato, la perdita di centinaia di posti di lavoro e, in prospettiva, l’appiattimento e l’omologazione di idee ed informazione.”

14 luglio 2015
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