Mattarella firma la Buona scuola. FI lancia l’allarme sulle paritarie. Incostituzionale per M5S – VD

“Il Presidente Mattarella ha firmato la legge”. Così su twitter il Miur, per annunciare la firma del Presidente alla ‘Buona scuola’, approvata giovedì scorso, e che dà il via alla riforma ideata dal Governo Renzi.

Per il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ora si apre una nuova fase, fatta di lavoro e impegno, “e di grande fiducia, grazie al dialogo aperto e costante non solo con il mondo della scuola, ma anche con la società italiana che, intorno alla scuola, costruisce le sue speranze e ripone la sua fiducia nel futuro. Sono certa che questo disegno di legge porti delle opportunità”.

 

Dall’opposizione tuttavia non sono tutti d’accordo. I gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle, in una nota, fanno sapere che “a firma del Capo dello Stato addolora sia noi, che gli studenti e i tanti docenti che in questi mesi hanno cercato di far sentire inutilmente la propria voce, anche con lo sciopero della fame“, sottolineando il fatto che “questo governo non ha mai voluto prenderli in considerazione”, e che si sarebbero attesi che almeno il Presidente Mattarella “avesse prestato ascolto al loro grido di dolore”. Il giudizio sulla legge appena sottoscrita dal capo del Quirinale è tagliente: “smantella la scuola pubblica italiana” e presenta “diversi profili di incostituzionalità” in quanto “prende il peggio del mondo aziendalistico, crea disuguaglianze e discriminazione, docenti di serie A e di serie B, traccia un solco tra scuole privilegiate e altre destinate a rimanere in fondo alla classifica, cancella la meritocrazia e toglie soldi alla scuola pubblica per darli a quelle private paritarie. Una riforma, in sintesi, che offende la Nostra Costituzione”.

Dal canto suo, Forza Italia definisce “una mancia alle famiglie” il 19% in detrazioni sulla retta delle scuole paritarie, cifra che secondo la deputata Elena Centemero si aggirerebbe intorno ai 70 euro, che prosegue attaccando anche il nuovo sistema delle assunzioni: “Il piano di reclutamento di 100 mila docenti, con 50 mila assunti da settembre 2015 e altri 50 dal settembre 2016, metterà in seria difficoltà le scuole paritarie. Perché “le svuoterà dei propri docenti. In un momento di crisi economica come quello attuale, molti insegnanti preferiranno un posto sicuro, nello Stato”, è per questo che, secondo la deputata, “è importante il finanziamento delle scuole paritarie”, che invece con questa riforma “vengono messe ai margini”. Ecco perché Centemero ha annunciato di aver depositato in commissione Affari costituzionali e Cultura, alla Camera e al Senato un’indagine conoscitiva, “con cui approfondire la consistenza del nostro sistema di istruzione integrato e quindi la mappatura di tutte le scuole paritarie in Italia, che sono un settore importantissimo per le famiglie e per l’educazione”.buona scuola

Di Carlotta Di Santo – Giornalista Professionista

14 luglio 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»