Minniti contro Salvini: “Su Aquarius un azzardo, rischiato dramma umanitario”

ROMA – La scelta di chiudere i porti alla nave Aquarius “secondo me è stato un azzardo dal punto di vista politico e umanitario. La prima questione è questa. Non c’era una situazione d’emergenza tale da giustificare il mancato approdo”. Così l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, intervistato da Nicola Porro a ‘Matrix 105’ nell’ultima puntata della stagione, che va in onda stasera su Canale 5.

Non c’era una situazione fuori controllo e gli arrivi in questo momento sono meno 78%. Dalla Libia addirittura- continua Minniti- meno l’85%, nessuno avrebbe immaginato questi numeri. Dal 1°luglio dello scorso anno sono arrivati in Italia 122mila persone in meno. Qual è il senso dell’azzardo? Se Salvini non avesse trovato, poche ore dopo, un Paese governato da una persona distantissima da lui, Pedro Sanchez, socialista, uomo di sinistra, che accoglieva Aquarius, la situazione poteva facilmente capovolgersi nel suo opposto e poteva diventare una drammatica questione umanitaria“.

Perché poi, spiega Minniti, “c’è ‘un’altra Aquarius e che si fa con l’altra Aquarius? Vogliamo affrontare seriamente il problema? Dobbiamo cambiare il Trattato di Dublino. Questo è il punto cruciale. Salvini, per cambiare il trattato di Dublino, deve avere alleanze internazionali. Lui si è alleato con quella parte dell’Europa che tutto vuole fare, tranne che cambiare Dublino, perché vuole che le cose rimangano così. Si è isolato nella parte che invece è più propensa ad agire in sintonia con noi, basta soltanto pensare ai grandi Paesi mediterranei. Il punto sa qual è? Il Parlamento Europeo ha votato a grande maggioranza la riforma di Dublino che mette in discussione il principio del porto di primo approdo, per noi una cosa veramente strategica. O noi partiamo da lì, o non andiamo da nessuna parte”.

“Ma c’è un piccolo particolare- continua Minniti- che la Lega si è seduta su quella riforma e il M5S ha addirittura votato contro. Noi ci troviamo di fronte ad un governo che dovrebbe seguire il Parlamento Europeo, ma non può farlo perché ha votato contro”.

14 Giu 2018
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