DIRE…tta dalle finals di Basket city: guida a Gara 2 Virtus-Trieste. Le V nere rivincono se…

BOLOGNA – Buona la prima, per la Virtus. Ma cosa ci ha detto Gara 1 delle Finals di A2 e cosa aspettarci da Gara 2? Ieri a Bologna è andato in scena il primo episodio della serie che decreterà la squadra che si aggiudicherà l’unico posto disponibile per la massima serie del campionato italiano di basket. Se l’è aggiudicato la V nera arriva riposata (forse troppo) dopo la semifinale vinta nettamente contro la tanto temuta Ravenna. E ora si gioca la finale un ‘Madison’ di piazza Azzarita caldissimo sia per quanto riguarda la tifoseria sia per quanto riguarda la temperatura effettiva. Ed è un primo dato non da poco. Trieste invece giunge alla finale dopo la serie contro la Fortitudo finita lo scorso 8 giugno dopo cinque gare a ritmi (a tratti) altissimi. In Gara 1 ci si aspettava quindi una Virtus capace di condurre la partita, anche in virtù delle maggiori riserve di energia. Dopo un primo quarto tutto sommato equilibrato ma a punteggio decisamente alto (27-24) è arrivato il primo netto distacco tra secondo e terzo quarto (cosa già vista spesso in questi play-off) con le V nere in vantaggio anche di 31 lunghezze sul 70-39. La partita ha poi visto un leggero recupero della squadra di Dalmasson ormai troppo lontana dalla vittoria: forse per disimpegno della Virtus, ma il finale era già scritto: il match lo chiudono una bomba di importanza capitale di Spizzichini e altri cinque punti in fila sull’asse Umeh-Ndoja (29 punti per il nigero-americano e serata da assoluto protagonista).

Dunque cosa ha detto Gara 1, anche e soprattutto in funzione di Gara 2. Le chiavi della partita della Virtus si riconducono a tre punti: – La difesa: con i soli 38 punti concessi negli ultimi tre quarti – L’aver annullato la temutissima coppia di americani (in particolare i soli cinque punti concessi a Jordan Parks da un incontenibile Lawson, non solo in difesa che chiude con 33 di valutazione) e il neo acquisto in chiave playoffs Daniele Cavaliero – I rimbalzi, che sono stati un grosso tallone d Achille per tutti questi play-off e che potevano diventare un problema data la maggior fisicità dei biancorossi ma che la virtus ha ben controllato grazie agli esperti Ndoja, Lawson e Rosselli. In gara 2 però ci si aspetta la reazione di Trieste, chiamata a vincere per ottenere il vantaggio del fattore campo. In particolare Trieste potrà vincere se: – Avrà una reazione d’orgoglio, in particolare con i suoi giocatori di maggior esperienza come Da Ros, Cavaliero, Pecile, e Prandin (il migliore in gara 1 soprattutto in avvio). – Parks e Green riusciranno a liberarsi dalle strette marcature dei bianconeri e fare quello per cui sono stati ingaggiati: rubare palla e volare in contropiede. – Riuscire ad attaccare il ferro con maggior continuità e non affidarsi troppo a tiro dietro all’arco che ha visto nel corso della partita di ieri sera vari air ball. La Segafredo potrebbe perdere se: – L’infortunio di Spissu sia più grave del previsto e lo costringerà a saltare o avere comunque meno minutaggio in gara 2 – Nei blackout Trieste allungherà creando parziali (come con la Fortitudo) incolmabili – Subirà la voglia di riscatto dei friulani senza reagire, giocando con sufficienza e con troppa tranquillità mentale dopo il +23 inflitto ieri sera. Insomma, giovedì ci si aspetta una bella gara 2 dove avrà la meglio chi avrà più voglia di vincere, e con un pubblico così, la fame della Virtus non può che aumentare.

di Leonardo Chiapparini

14 giugno 2017
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