Dalla Ue guerra al terrorismo, nuove misure contro la radicalizzazione

isisROMA – L’Unione europea alza il tiro della politica sicuritaria e di contrasto al radicalismo violento. Dalla promozione dell’istruzione inclusiva al blocco della propaganda estremista su internet e nelle carceri, ecco alcune delle misure previste dalla Commissione per integrare e rafforzare l’Agenda europea sulla sicurezza, alla luce di un allarme terrorismo sempre crescente. Una minaccia resa ancora piu’ concreta dai quasi 4mila cittadini europei che l’Ue stima si siano uniti a organizzazioni terroristiche in teatri di guerra come la Siria e l’Iraq. I piu’ gravi attentati perpetrati negli ultimi mesi, come tiene a sottolineare la Ce in un comunicato, sono stati realizzati per la maggior parte da “cittadini europei, nati e cresciuti nelle nostre societa’”.

“I recenti attacchi terroristici- ha osservato Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione- hanno dimostrato come alcuni giovani europei siano facile preda di un’ideologia di morte e di distruzione che li strappa alle famiglie e agli amici e li porta a rivoltarsi contro la loro stessa societa’. C’e’ bisogno di una risposta decisa da parte della societa’ nel suo insieme, per prevenire la radicalizzazione e rafforzare i legami che ci uniscono. L’Ue dovrebbe contribuire per quanto possibile”.

La proposta approvata oggi in emiciclo ha individuato sette aree specifiche di intervento, che mirano a sostenere i 28 Stati membri in questa battaglia, e consistono: nel contrastare la propaganda terroristica e gli incitamenti all’odio illegali online, fermando i contenuti illegali; affrontare il problema della radicalizzazione nelle carceri, usufruendo delle esperienze virtuose degli altri paesi; promuovere un’istruzione inclusiva che diffonda i valori comuni dell’Ue; promuovere anche una societa’ inclusiva, aperta e resiliente, che coinvolga maggiormente i giovani; rafforzare la collaborazione internazionale sul tema della lotta alla radicalizzazione, senza perdere di vista il rispetto dei diritti umani; sostenere la ricerca, la raccolta di informazioni, il monitoraggio e le reti, utili alle forze di sicurezza; infine, prestare attenzione alla dimensione securitaria. Nella nota la Commissione scrive ancora: “per prevenire la radicalizzazione serve anche un approccio securitario di base con misure di contrasto delle sfide immediate e a lungo termine, come i divieti di viaggiare e la criminalizzazione dei viaggi verso paesi terzi a fini terroristici, gia’ proposti dalla Commissione”. Piu’ in generale gli eurodeputati incoraggiano lo scambio di informazione ed esperienze tra i vari Stati membri.

14 Giu 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»