Tensioni Etiopia-Eritrea, Addis Abeba pronta a ‘guerra totale’. Il missionario: “La gente dice no”

Etiopia_EritreaROMA   –  L’Etiopia “puo’ condurre una guerra totale” contro l’Eritrea: lo ha detto ad Addis Abeba il ministro dell’Informazione Getachew Reda, confermando un’incursione dell’esercito nazionale nel territorio del Paese vicino. “Un conflitto dipendera’ dall’atteggiamento dell’Eritrea” ha aggiunto il responsabile governativo nel corso di una conferenza stampa: “Speriamo che d’ora in avanti l’estensione dei danni subiti la spinga a riflettere due volte”. Scontri a fuoco con l’impiego di artiglieria pesante sono stati confermati ieri da piu’ fonti, non solo ufficiali. Etiopia ed Eritrea hanno combattuto un conflitto armato tra il 1998 e il 2000 e da allora non hanno mai normalizzato i loro rapporti.

PARLA IL MISSIONARIO: ETIOPI E ERITREI NON VOGLIONO LA GUERRA – “La gente non vuole un’altra guerra, l’unica certezza e’ questa”: padre Julio Iglesias Ocana, superiore dei missionari comboniani ad Addis Abeba, risponde cosi’ a una domanda della DIRE sui combattimenti in corso da ieri al confine tra Etiopia ed Eritrea. Oggi in una conferenza stampa ad Addis Abeba il ministro dell’Informazione Reda Getachew ha perfino sostenuto che il suo Paese e’ pronto a scatenare “una guerra totale”. Una minaccia che, ancor di piu’ in assenza di ricostruzioni concordanti sulla dinamica dei fatti, spaventa da entrambi i lati del confine: nel conflitto combattuto dai due Paesi tra il 1998 e il 2000 i morti furono 80mila. Secondo padre Julio, pero’, da allora la situazione e’ cambiata.

“Il governo dell’Etiopia e’ impegnato a sostenere lo sviluppo economico- dice il missionario- e non ha interesse a una nuova destabilizzazione regionale”. Differenti motivazioni spingerebbero anche Asmara alla prudenza. “Rispetto a 15 o 20 anni fa l’esercito etiopico si e’ molto rafforzato- sottolinea padre Julio- e un conflitto risulterebbe rovinoso sia per il governo che per gli abitanti dell’Eritrea”. La speranza e’ che i combattimenti delle ultime 48 ore siano “un episodio marginale”. Tanto piu’ che le popolazioni del Corno d’Africa sono gia’ state sottoposte a prove dure, in particolare in Eritrea. “Gli uomini con meno di 50 anni non possono lasciare il Paese per il timore che sfuggano al servizio militare obbligatorio” ricorda padre Julio. Che sottolinea come, dopo il conflitto del 1998-2000, le tensioni non abbiano risparmiato i missionari: “Tutti gli stranieri, italiani compresi, hanno dovuto abbandonare Asmara; ora in Eritrea abbiamo solo confratelli e religiose locali”.

di Vincenzo Giardina, giornalista

14 Giu 2016
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