Pantani e il ruolo della camorra, già 6.000 firme contro l’archiviazione

Marco_Pantani

FORLI’ – Pantani è stato incastrato dalla camorra. Lo pensano in tanti, almeno 6.000 persone: tante infatti sono le firme che sono già state raccolte in calce all’appello lanciato da Sebastiano Gavasso contro l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Marco Pantani sul possibile intervento della Camorra nella squalifica del Pirata dal Giro d’Italia. L’inchiesta rischia di finire in un nulla di fatto per via della prescrizione che incombe: la decisione spetta al Tribunale di Forlì e l’udienza si terrà il 6 luglio.

Il destino di questa inchiesta (che va avanti da un paio d’anni) sarà deciso dal gip Monica Galassi, che potrebbe decidere di accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, oppure chiedere un supplemento d’indagine, magari alla Procura Antimafia. Ipotesi, quest’ultima, percorribile solo se dalle carte potrebbe emergere il reato di estorsione, che a differenza della corruzione- il reato finora ipotizzato- ha tempi di prescrizione assai più lunghi, ben 20 anni.

“Da circa un paio d’anni la Procura di Forlì indaga sul possibile intervento della camorra nei controlli che il 5 giugno del 1999, a Madonna di Campiglio, portarono alla squalifica di Marco Pantani da un Giro d’Italia praticamente vinto (un’indagine già svolta nel 1999 a Trento dal pm Giardina, poi archiviata)”, scrive Sebastiano Gavasso nel suo appello.

La tesi di chi crede nel complotto ipotizza che “l’esame del sangue quel giorno sarebbe stato ordinato (e contraffatto) dall’organizzazione criminale, per un giro di scommesse miliardarie contro il Pirata“. Una conferma arriverebbe in questo senso da “una recente intercettazione ambientale che ha raccolto la conversazione tra un affiliato alla camorra e sua figlia”. Da qui l’apertura di un fascicolo in Procura a Forlì. I firmatari della petizione (la potete leggere qui integralmente) chiedono “al gip Monica Galassi di non permettere che su questa inchiesta cali il velo della prescrizione” per restituire finalmente “a Marco Pantani la sua dignità di essere umano e di sportivo”.

14 Giu 2016
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