Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/6

di Diego Giorgi 
E’ dura. Hanno Hazard e De Bruyne; Witsel e Fellaini (applausi a scena aperta per l’acconciatura alla Valderrama); gli italioti Nainggolan e Mertens. E’ dura, loro sono i secondi nel ranking mondiale FIFA (che nel calcio a parole è ormai una categoria kantiana). E’ dura… fino al fischio di inizio. Agli occhi di Bonucci, a quell’inno cantato e stonato a squarcia gola da Buffon, alla carica di De Rossi anche durante le foto di rito. Giaccherini – Pellè: game, set, partita. Due pere e l’impressione che il grande Belgio, che ci faceva così paura senza aver mai vinto niente, molto probabilmente tornerà a casa mantenendo la linea: “zero tituli”.

partita europei al bar

Cercare un bar aperto nel centro di Firenze dopo le 20 è un’impresa. Il maxi schermo nella fase a gironi no, non è una soluzione accettabile. In Sant’Ambrogio un locale a gestione partenopea ha deciso di fare le cose in grande. Festoni e bandiere tricolore. Due tv, una dentro per i pochi tavolini, una che dà sulla strada. Sul lato opposto della via, birra in mano, l’Italia del calcio sta appoggiata e ammassata lungo il muro; un metro più avanti la fila di tavolini per l’aperitivo. Con lo Spritz che si mescola ai radical chic incalliti che pur di non guardare la partita- alcuni addirittura danno le spalle allo schermo- si lanciano in sperequazioni dilettico-masochiste della serie la crisi del Pd, oppure il rebus ballottaggi. Cari miei disperati anche stavolta non avete capito la lezione di Pasolini che descrisse il calcio come “l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”. 
Chissenefrega. Siamo già al fischio d’inizio. Pronti via e l’Italia disegnata da Conte parte con il piglio giusto. Non fa grandi cose, ma morde. Solo che le emozioni latitano, manca l’ultimo passaggio, ci apriamo bene ma gli esterni non pungono. I Belgi prendono pigolo (tradotto:coraggio), campo, e tra i ragazzi del muretto si sente la voce di un signore anziano, physique du rôle da ‘umarell’, abbonato Viola in curva Ferrovia: “Un siamo mica ai cinema”. Lo slang è quello tipico fiorentino. La risposta dei ragazzi in campo è perentoria: Bonucci decide di rendere omaggio a Cruijff pennellando un lancio da 40 metri. L’inserimento del Giak è da manuale, lo stop (che in questi casi è tutto, perché fa da anticamera del gol) è una poesia. Palla al palo lungo, Courtois battuto, il Giak che esulta e battendosi il petto. Conte esulta battendo denti, bocca e naso su Zaza. E’ già festa.
Giaccherini da Talla (provincia di Arezzo). Bibbienese, Cesana, Bellaria, Pavia, di nuovo a Cesena dove finisce anche fuori rosa. Poi è quel genio di mister Bisoli a puntare sul frullino. Esplode tardi ma si prende un pezzo di Juventus, un buon contratto con il Sunderland. Gioca poco e vuol fare gli Europei, così scegli Bologna e Donadoni per farsi la gamba giusta. E’ il volto della serata. Il Belgio è stordito, l’Italia preme e Pellè si divora il due a zero (da queste parte il classico ‘bove’). Come twitta Spinoza “si è mangiato un gol che avrebbe segnato persino Pellè”.
Inizia il secondo tempo nel segno dell’Italia. Peccato gli ultimi passaggi, in un paio di occasioni potremmo chiuderla. Invece no, Courtois ci mette i guantoni. Darmian si addormenta e il Belgio si divora il pareggio. Conte vorrebbe divorarsi Darmian (tempo zero ed è già in panchina). Entra De Sciglio. Dal pubblico non pagante cominciano a fioccare i consigli: serve Insigne; no meglio El Shaarawy. Il punto è che Eder è sparito dal gioco, c’è chi ipotizza abbia fatto un salto ad una cresima. I “cavalo” si sprecano. Conte decide di darci ragione. Eder un secondo prima della sostituzione stronca una ripartenza belga e si becca il giallo. Per tutti è l’unico acuto della partita. Arriva il momento di Thiago Motta e sui volti oramai appoggiati al muro cala il terrore: “questo è troppo lento, qualcuno gli sganci la roulotte”. Tosto però è tosto: un giallo dopo 5 minuti, in media. Corre e si batte, come il buon Ciro Immobile che sgancia un missile terra aria sulle manone di Courtois. Motta e Immobile, gli stessi che fanno partire l’azione del 2 a 0: palla a Candreva, alza la testa, virgola perfetta a Pellè che- con la classica ‘catramina’ a 150 chilometri orari- di collo pieno e in girata l’appoggia piano in porta. E’ il delirio. Ciao, ciao Belgio. Secondi nel ranking mondiale… un po’ come il Pallone d’Oro a Matthias Sammer, perché?

conte

Giaccherini il volto, Bonucci il migliore in campo; Buffon immenso, incita tutti, anche quando richiama e urla contro i compagni, anche quando parla con l’arbitro e gli chiede di fischiare una punizione anche per noi. Chiellini e Barzagli sono sicurezze assolute e lì in mezzo De Rossi se sta bene fa quel che vuole. Candreva ha qualità. Il resto ha l’anima operaia, che non guasta. Vedremo, intanto qualifichiamoci. Come dice Conte: “L’obiettivo per noi rimane superare il primo turno”. Come twitta ancora Spinoza: “È lo stesso del Pd”. 
14 Giugno 2016
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