Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/5 - DIRE.it

Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/5

di Matteo ‘Pedro’ Pedrini

La Nazionale Italiana ha finalmente debuttato contro il temibile Belgio costringendo quindi con la forza sessanta milioni di persone a dispensare lezioni di tattica e simposi di psicologia gestionale. Il tutto, per giunta, in angusti ambienti quali: botteghe da barbiere, abitacoli di taxi, banconi di bar.

Attenzione => Spoiler: abbiamo vinto. Ma prima liberiamoci delle altre partite del giorno.

Le partite di fotbal di lunedì 13 giugno

Gatto Panceri Iniesta (Fotomontaggio Powered By Nokia 3210)

Gatto Panceri Iniesta (Fotomontaggio Powered By Nokia 3210)

A concludere il primo turno del girone D hanno provveduto Spagna e Repubblica Ceca. Non so voi, ma queste due squadre mi danno sempre la sensazione di avere gli stessi giocatori da vent’anni. Uno dei motivi può essere attribuito al fatto che hanno effettivamente gli stessi giocatori da vent’anni. Ha vinto la Spagna 1-0 con incornata vincente allo scadere di Shakiro dopo un’azione sontuosa di Gatto Panceri Iniesta che ha intontito i difensori avversari intonando tutta “…quanto ti ho sentita mia su quel vecchio ferroso letto di corsia, ti tenevo la mano, eri sotto anestesia…”. Nella Repubblica Ceca, il centrocampista Darida (già compagno di Luigi Tenco), dopo aver inghiottito crudo il difensore Suchy, ha accusato fitte lancinanti allo stomaco ed è stato subito soccorso dal medico della squadra il quale non ha esitato un attimo a praticargli un’iniezione dell’altro centrocampista Plasil. Alla fine tutto si è risolto e medico, Darida, Suchy e Plasil sono potuti tornare in albergo a bordo dell’attaccante Milan Skoda.

Alle 18 è invece andata in scena la terz’ultima puntata del reality show svedese “Dieci tizi a caso + Ibra“. La prova settimanale consisteva nel giocare a pallone con undici irlandesi in piena crisi di identità linguistica dopo anni passati ad ascoltare Trapattoni. E’ finita 1-1 con pareggio scandinavo su autogol clamoroso ad opera degli spiriti di Comunardo Niccolai e Riccardo Ferri, insinuatisi diabolicamente nel corpo del povero difensore dei verdi Clark.

La partita di fotbal dell’Italia

Stade de Lyon, Lyon

Laboratoire Garnier Paris

BELGIO 0 – ITALIA 2

(32′ Giaccherini, 93′ Pellè)

Come previsto, se una squadra avversaria ci costringe a ricorrere all’unica cosa che sappiamo fare, cioè difendere e ripartire in contropiede, vinciamo noi. Vedrete le tribolate che daremo con Svezia e Irlanda, le quali ci obbligheranno a fare la partita.

Il Mago Galbusera Fellaini

Il Mago Galbusera Fellaini

Il Belgio è costituito da uomini fortissimi e, soprattutto, titolari inamovibili di alcune delle migliori squadre d’Europa (fra cui ricordiamo Il Mago Galbusera Fellaini, Silvano Witsel dei Cugini di Campagna, Hazard e i cugini Boe e Luke Duke). Pertanto era prevedibile che scendesse in campo per giocare come sa. O almeno tentasse di farlo.

La bravura di Conte è stata proprio questa: sbattere in faccia ai propri uomini la dura realtà: “siete scarsi marci. Fate schifo. Non c’è un tizio che sia uno in grado di creare gioco con estro e piede (Pirlo si è chiamato fuori per raggiunti limiti di età, Verratti e Marchisio si sono disintegrati arti assortiti tempo fa, ndr). Non c’è un Dieci che salti l’uomo e che si faccia dare la palla nei momenti di difficoltà ché tanto ci pensa lui a inventare una roba imponderabile. Non c’è un bomber che faccia cagare addosso gli avversari con la sola presenza in area. Guardatevi in faccia l’un l’altro: siete individualmente il punto più basso della storia della Nazionale italiana di calcio. Avete solo una chance per non coprirvi di ridicolo in mondovisione come due anni fa: prenderne atto e compensare con tutta la foga, la rabbia, il fiato, il sacrificio e i coglioni di cui disponete. Tutto. Perché altro non possedete”. Non deve essere stato troppo distante da questo il discorso con cui il nostro CT ha consentito di fare uscire dal campo Buffon con i guanti intonsi e il suo inumano dirimpettaio Courtois (eau de toilette, pour homme, al mondo, mezzo gradino sotto Neuer e due piani sopra De Gea) con due pesche in saccoccia. Per semplificare il tutto, si è portato uomini di cui si fida ciecamente, che conoscono a memoria le sue pretese folli in termini di intensità e garra: tra ex e attuali, si è portato la Juve esattamente come a USA ’94 Sacchi portò il Milan vestito d’azzurro. E va benissimo così.

Giaccherini mentre controlla il ponte di Bonucci

Giaccherini mentre controlla il ponte di Bonucci

Il pagellone

1- BUFFON: voto 6,5. Risponde bene a Naingollan nell’unico tiro belga. Per il resto del match esce a osservare qualche cantiere adiacente allo stadio. A fine partita si fa malissimo esultando. Lo raccoglie Olga, la sua badante. Nonno Laser.

15- BARZAGLI: voto 7. Del Trio Liscanno è quello che si vede meno, ma non sbaglia un solo passo. Gli farei crescere un figlio, tanto mi fido di lui. Nutrice.

19- BONUCCI: voto 8. Il suo mental coach ce l’ha fatta: dopo anni di esercizi, elettroshock e ipnosi, lo ha convinto di essere Franco Baresi feat. Sandro Nesta. Sennò non si spiega. The Mentalist.

3- CHIELLINI: voto 7,5. Il Trio Liscanno è una cosa sola, si muove in sincronia e si intende a occhi chiusi. Nel terzetto lui interpreta la parte del difensore di una volta: brutto, sporco e cattivo. Falloso quando serve. E servirà spesso. Palla E gamba.

6- CANDREVA: voto 7. Alla fine è ciucco di fatica perché ha corso per chilometri lungo la fascia come l’ultimo dei gregari, lui che ha piedi e idee. Eppure. Eppure al 93′ ha la lucidità di apparecchiare la tavola a Pellè per lo 0-2. Mezzo voto in meno per un pallone perso potenzialmente nefasto. Ma chissene. Carezza in un pugno.

18- PAROLO: voto 6. Ha il compito più palloso di tutti: tenere Fellaini sulle palle alte che costantemente i belgi gli recapitano per cominciare l’azione. Lo fa bene, ma deve essersi davvero rotto i coglioni non potendo partecipare attivamente alla rissa in corso costantemente nella nostra trequarti. L’uomo che guarda.

16- DE ROSSI: voto 6,5. Non ha estratto il femore a nessun avversario e già questo per lui vale la sufficienza. Si aggiunge ai tre dietro, verticalizza quando non può Bonucci. Nelle prossime sarà più libero di inserirsi da par suo. Sedato.

23- GIACCHERINI: voto 8,5. Il nostro nano con la maionese in testa è uno dei soldati prediletti da Conte. Inesauribile. Ma non solo: il Giak sa cosa fare con la palla tra i piedi e il gol che realizza è perfetto per tempismo nell’inserirsi, tecnica nello stoppare un lancio di Bonucci dal parcheggio e freddezza nel battere il fratello normale di Iaquinta (Courtois). Duracell Minchia Turbo Power.

4- DARMIAN: s.v. Disperso per Lione in mattinata, è stato mandato in campo al suo posto un tizio a caso preso dal pubblico. Già allertata la Sciarelli. Desaparecido.

4- TIZIO A CASO PRESO DAL PUBBLICO: s.v. non voglio infierire. Vorrei vedere voi al suo posto.

9- PELLE’: voto 7. Il generoso Graziani, il generoso Aldo Serena, il generoso, Casiraghi, il generoso Corradi e ora il generoso Pellè. Si sbatte generosamente, le prende generosamente, le dà generosamente. Segna generosamente. Generoso.

17- EDER: voto 6. Dai, poveraccio. Gli attaccanti di questa Nazionale non possono essere giudicati in quanto attaccanti. Fa più chilometri della macchina di un rappresentante, poi ovvio che non riesca neanche a ipotizzare una conclusione dignitosa. Schiavizzato.

(DE SCIGLIO voto 6;

IMMOBILE voto 6,5;

THIAGO MOTTA voto VATTENE)

14 giugno 2016
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