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Migranti. Renzi spegne gli allarmismi: “Nessuna emergenza, arrivi appena più alti del 2014”

M. Renzi

M. Renzi

ROMA – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi butta acqua sul fuoco dell’emergenza migranti e, al ‘Corriere della Sera’ spiega: “Strillare di epidemie significa procurare allarmismo ma tutti i report medici dicono che non è così. Se volessimo fare polemica, potremmo criticare il fatto che la Lega a Strasburgo ha votato contro la proposta di aiutare l’ Italia ridistribuendo le quote di immigrati: il colmo! Ma non è tempo di divisione: ieri ho chiamato Zaia e Maroni. Ho offerto e chiesto collaborazione istituzionale”.

Certo, aggiunge Renzi, “la situazione è tesa, ma i numeri sono appena più alti dello scorso anno: al 13 giugno 2014 avevamo accolto 53.827 persone. Al 13 giugno 2015 siamo a 57.167. Numeri sostanzialmente simili. Senza contare che le persone che sono ferme nelle stazioni hanno un biglietto per lasciare l’ Italia: il blocco di qualche giorno di Schengen li sta tenendo fermi qui, ma per loro non è l’Italia la destinazione“.

 “Nei prossimi giorni ci giochiamo molto dell’identità europea e la nostra voce si farà sentire forte perché è la voce di un Paese fondatore. Se il consiglio europeo sceglierà la solidarietà, bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B“.

Ma, aggiunge Renzi, “sarebbe una ferita innanzitutto per l’Europa. Vogliamo lavorare fino all’ultimo per dare una risposta europea. Per questo vedrò nei prossimi giorni Hollande e Cameron e riparlerò con Juncker e Merkel. In Europa va cambiato il principio sancito da Dublino II e votato convintamente da chi oggi protesta contro il nostro governo”.

Ancora: “La comunità internazionale è responsabile di ciò che accade in Libia in ragione dell’intervento di 4 anni fa e della scarsa attenzione successivamente dedicata al tema. Se la Libia non trova un assetto istituzionale- conclude Renzi- diventa la calamita per fanatici e terroristi e dunque ci stiamo giocando una partita di portata storica“.

14 giugno 2015
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