Toscana

No all’inceneritore, a Firenze protestano in migliaia FOTO

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FIRENZE – “Un vi si fa fare” gridato, in perfetto slang fiorentino, da chi è accorso al parco di San Donato. Così è partito il corteo per fermare la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, sulla piana fiorentina, organizzato dalle Mamme no inceneritore, l’Assemblea per la Piana contro le nocività e l’associazione Zero Waste Italy. Partenza da Novoli, periferia nord di Firenze, arrivo in piazza della Repubblica, nel cuore del centro storico del capoluogo toscano. Tanta gente, “alcune migliaia” dicono i promotori che non vogliono sbilanciarsi fin quando la manifestazione non avrà raggiunto il ‘quadrato’ conclusivo. Se lo scorso anno la stessa manifestazione arrivò nei terreni su cui sarà costruito l’impianto, quest’anno la traiettoria simbolicamente cambia verso: dalla periferia all’ombra del Duomo perché, spiegano i promotori della manifestazione, “i fiorentini devono capire che il problema riguarda tutti, visto che la cupola del Brunelleschi e il camino dell’inceneritore sono separati da appena sette chilometri di distanza”. Una manifestazione colorata, “rumorosa ma a misura di famiglie e bambini”. Così c’è chi ha fabbricato strumenti musicali con materiali riciclati, c’è il merchandising per l’autofinanziamento della protesta con le magliette della Mamme non inceneritore vendute a sei euro. Prima della partenza, è salito sul camion-palco della manifestazione Bobo Rondelli. Una performance arrivata in anticipo rispetto al programma, visto che il cantautore livornese è atteso per un concerto proprio nella sua Livorno, “ma volevo esserci lo stesso” dice. Canta “Io e te” di Enzo Jannacci, “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André e “L’inno del corpo sciolto” di Roberto Benigni.

Confermata, invece, sul palco di piazza della Repubblica la girandola di note assicurata da Bandabardò, Malasuerte Fi-Sud, Gaudats Junk Band e Bamboozled. C’è poi Gabriele, di Calenzano, che si è portato in corteo le sue quattro capre: “Sono qui con me perché credo che quel che uscirà da quei camini farà male a tutti, quindi anche a loro”. Amiche vere, che Gabriele le porta anche a correre: “E così che ho scelto i nomi”. Quindi c’è “Scantambra”, poi “Scalenta, che non tiene mai il passo”, “Ispra, la più vecchia” e “Overdose, la più piccola ma che corre come una scheggia, sembra dopata”.

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Nel corpo del corteo ci sono anche i lavoratori dell’ufficio dogana del Comune di Firenze e quelli della motorizzazione: “Protestiamo anche noi perché dal 2015 ci hanno trasferito nella Piana a 300 metri dal camino. Siamo gli uffici pubblici più vicini all’inceneritore”. Non mancano i gruppi storici dell’associazionismo fiorentino, come i No Tav e i collettivi universitari, ma c’è anche il fronte sindacale visto che sventolano le bandiere della Fiom e dell’Usb. Bandiere negate ai gruppi politici “in fondo al corteo e senza simboli se non striscioni a tema”, scandiscono dal microfono gli organizzatori. Imperativo di servizio rivolto al M5s, Si, Firenze riparte a sinistra. Che poi si lanciano in un’altra raccomandazione: “Non gettate nulla a terra, non sporchiamo, dimostriamo anche così la nostra civiltà”.

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LA RABBIA DELLE MAMME – “La molla è stata la rabbia perché non vogliamo far crescere i nostri figli, i nostri bambini all’ombra del camino dell’inceneritore”. Ora però la battaglia della Mamme no incenditore, protagoniste e promotrici della manifestazione contro l’impianto di Case Passerini, nella Piana di Firenze, si è fatta grande: “Ora sentiamo sulle nostre spalle la responsabilità civica di una lotta che investe tutto il Paese. Per questo Firenze è un simbolo in Italia e nel mondo dove le persone stanno già morendo” per le malattie legate “alle nano-particelle, la diossina, il mercurio e i metalli pesanti”. Pianeta dell’associazionismo che ha fatto di Firenze, nel lungo corteo partito dal parco di San Donato di Novoli per approdare in piazza della Repubblica, in centro storico, un fulcro partecipativo: 215 le associazioni e gruppi che hanno dato la propria adesione alla protesta organizzata dalle mamme, dall’Assemblea contro le nocività nella piana e Zero Waste Italy.  Per questo, gridano dal palco, “daremo vita ad un coordinamento nazionale: saremo su tutti i territori. Se fermiamo il progetto Firenze, spegneremo tutti gli inceneritori italiani”. E qui scatta l’applauso forte della delegazione di Acerra, che dalla terra dei fuochi hanno raggiunto il capoluogo toscano. Non sono i soli nella città di Dante: ci sono gruppi di Brescia, Civitavecchia, Terni, gruppi organizzati dalla Sicilia e dalla Puglia.

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Al fianco delle battagliere mamme c’è anche il sindaco Federico Pizzarotti eletto con il Movimento 5 stelle a primo cittadino Parma anche e soprattutto per la promessa di spegnere l’inceneritore locale. Non c’è riuscito, è riuscito ad ‘affarmarlo’ aumentando tantissimo la raccolta differenziata e oggi si dice “onorato” dell’invito alla marcia di Firenze; “ho aderito alla manifestazione di oggi a Firenze. Ho ricambiato il forte sostegno che ci hanno dato lo scorso luglio venendo a Parma a NessunDorma. Parma è contro gli inceneritori, è per un futuro a rifiuti Zero e l’ha dimostrato portando la differenziata al 75%”, rivendica il primo cittadino appena sospeso dal M5s. Oggi però non è Firenze “ma il mio cuore sarà con voi a marciare per difendere il territorio e la salute dei vostri figli. Noi stiamo con Mamme No Inceneritore”, assicura su Facebook.

di Diego Giorgi, giornalista

14 maggio 2016
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