“Carabiniere ucciso, l’assassino si è fermato solo quando il caricatore era scarico”

Così il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, racconta l’omicidio e il tentato omicidio avvenuti ieri a Cagnano Varano, in provincia di Foggia
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ROMA – “Si è fermato solo quando il caricatore si è svuotato”. Così il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, racconta – in una conferenza stampa in corso a Foggia – l’omicidio e il tentato omicidio avvenuti ieri a Cagnano Varano, in provincia di Foggia. L’omicidio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro e il grave ferimento del suo collega Pasquale Casertano.

Giuseppe Papantuono, il 65enne fermato perché considerato il killer del maresciallo Vincenzo Dio Gennaro, “dopo aver sparato si è aggrappato alla portiera dell’auto dei carabinieri ed è caduto solo dopo una curva”, ha aggiunto.

“L’episodio ferisce l’Arma, tutte le forze dell’ordine e tutto il Paese. Perché è stato ucciso un carabiniere in servizio che altro non faceva che il suo lavoro. Stento a parlare di movente perché il movente ha una consistenza. Gli elementi che abbiamo fino a qui, raccontano di inconsistenza”, ha aggiunto Vaccaro.

“La criminalità organizzata ha assunto un ruolo di protervia intollerabile verso lo Stato, che è stato ferito”.

Vaccaro ha poi sostenuto che “il gesto sconsiderato non si inserisce nella faida della mala foggiana”. Papantuono comunque“si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio. La premeditazione non è stata contestata finora, aspettiamo la sua versione”.

CARABINIERE UCCISO. VACCARO: NON CONTESTIAMO LA PREMEDITAZIONE

“Bastava fare il fermo e l’imputazione è omicidio con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di un pubblico ufficiale. Non c’è la premeditazione”. È quanto ha detto Ludovico Vaccaro, capo della procura di Foggia in una conferenza stampa organizzata a Foggia sull’omicidio del maresciallo dei carabinieri Vincenzo Di Gennaro e sul tentato omicidio del collega, Pasquale Casertano.

“Di Gennaro non aveva partecipato alla perquisizione di qualche giorno fa a casa dell’uomo fermato- ha aggiunto il magistrato- Papantuono era stato trovato in possesso di qualche grammo di droga e poi in un’altra occasione con un coltello. Resta da capire come si sia procurato la pistola con cui ha ucciso il maresciallo”.

CARABINIERE UCCISO. COLONNELLO AQUILIO: NON CEDEREMO DI UN PASSO

“Ho ricevuto molte attestazioni di vicinanza. Ho apprezzato la cittadinanza che si è stretta attorno all’Arma. Le attestazioni che abbiamo avuto dalla cittadinanza quella onesta, che poi è la grande maggioranza, ci è stata vicina”. Lo ha detto Marco Aquilio, colonnello dei carabinieri e responsabile del comando provinciale di Foggia, intervenendo nella conferenza stampa in corso a Foggia.

“Non cederemo di un passo”, promette con la voce rotta dalla commozione per poi ricordare il maresciallo morto ammazzato ieri: “Di Gennaro era un bravissimo maresciallo, sapeva fare il carabiniere a tutto tondo, sensibile, di grande esperienza. Aveva vissuto gran parte della sua esperienza lavorativa in Calabria, dieci anni fa è arrivato a Cagnano e lo ritenevamo pronto ad avere il comando di una stazione”, ha sottolineato il colonnello che poi ha spiegato delle difficoltà incontrate durante le indagini.

“Non è facile per noi mantenere la lucidità quando si subisce un lutto così forte. È una situazione in cui nessun comandante si vuole trovare ma che deve affrontare nella maniera più cristallina e lineare possibile per mettere uno sull’altro gli indizi a carico della persona”, ha dichiarato Aquilio che ha sottolineato poi “la forza dell’altro militare che, nonostante avesse un ferita provocata dal proiettile che gli ha sfiorato l’aorta, ha avuto la prontezza di aiutare il maresciallo in difficoltà”.

“Ringrazio la procura per il supporto e per il grande lavoro svolto. Ringrazio le Istituzioni, tutte le istituzioni che ci sono state vicine. E ringrazio anche voi della stampa per la sensibilità che avete avuto nello svolgere il vostro lavoro”, ha concluso il colonnello.

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14 Aprile 2019
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