Bologna. Al via la demolizione, parola fine per il Garibaldi 2

BOLOGNA – Per Calderara è la fine di un’epoca. Di una “macchia” per un territorio come la provincia di Bologna, dove il complesso del Garibaldi 2, dagli anni ’80 in poi, è stato sempre al centro della cronaca come luogo di delinquenza, spaccio, prostituzione e degrado.

“Io lo dico sempre: non c’è bisogno di andare a Scampia per vedere certe situazioni. Bastava venire a Calderara”, sottolinea il sindaco Irene Priolo, che oggi ha dato il via ai lavori per la demolizione dei blocchi 4-5-6 dello stabile e il recupero del blocco 3.

Perchè al termine di un iter durato almeno 15 anni, il destino del Garibaldi 2 sarà proprio questo: per metà rigenerato (i blocchi 1-2 sono già stati riqualificati nel 2014, il blocco 3 sarà destinato a edilizia sociale per giovani coppie) e per metà abbattuto, con fine lavori prevista in estate. Al posto degli edifici distrutti non sarà costruito più nulla: l’area sarà destinata a verde pubblico e impianti sportivi.

Un “progetto pilota di riqualificazione urbana per tutta l’Emilia-Romagna”, sottolinea Priolo, costato 15 milioni di euro di cui oltre 5,5 milioni dal Comune, 5,4 milioni dalla Regione e 3,5 milioni dal ministero. Di più.

“Può essere un esempio da seguire per le decine di Garibaldi 2 che ci sono in Italia”, afferma il prefetto di Bologna, Matteo Piantedosi, presente oggi all’avvio del cantiere insieme al governatore Stefano Bonaccini. “Si è arrivati a questa situazione perchè decenni fa furono fatti degli errori urbanistici- sottolinea Bonaccini- ma plaudo al coraggio e alla determinazione che Regione, Comune e ministero degli Interni hanno messo in campo. Un bell’esempio di come da un problema evidente, anche di ordine pubblico, si sia arrivati a una svolta che finalmente porterà Calderara a una grande opportunità e ad essere un simbolo per altri luoghi”.

La storia del Garibaldi 2 nasce alla fine degli anni ’70. Palazzoni in cemento armato, un residence a forma di vela formato da sei blocchi, uno vicino all’altro, per un totale di 194 monolocali. “Una densità abitativa enorme, che è stata fonte di degrado- sottolinea Priolo- quando all’inizio degli anni ’80 i miei genitori si trasferirono a Calderara, vennero a vedere anche il Garibaldi 2. Mia madre scappò via, non perchè fosse già un centro di degrado, ma per gli spazi stretti, asfittici e il luogo decontestualizzato. Un esempio di errore urbanistico”.

La gestione del residence era affidata alla Bologna 2 srl, con sede a Palermo, che a metà anni ’80 fallì. Ma già allora l’edificio era diventato casa anche di malviventi, spacciatori e prostitute. Nel 1985 arrivò il primo delitto (un tossicodipendente ucciso a coltellate) e così nacque la ‘leggenda’ del Bologna 2.

Il residence, con la possibilità di vendita frazionata degli alloggi, fu anche oggetto di speculazione edilizia (monolocali da 30 metri quadrati furono acquistati con mutui anche da 100.000 euro). A metà anni ’80 si trasformò in un condominio, ma la spirale di degrado e delinquenza peggiorò al punto che a fine anni ’90 un gruppo di residenti, esasperati per la situazione, diede vita all’associazione per la rinascita del Garibaldi 2, la cui popolazione era formata da italiani e da due comunità forti di pakistani e maghrebini.

Si arrivò così al primo accordo del 2003 tra Comune, Provincia, Regione e Prefettura per il recupero dello stabile, da trasformare in alloggi Erp. Nel frattempo, però, la situazione si era aggravata tra furti, sabotaggi, allacci abusivi e alcuni appartamenti incendiati. Nel 2008 partirono comunque i lavori sui blocchi 1-2, chiusi nel 2013 con la consegna di 37 alloggi Erp al posto di 62 monolocali.

Intanto, complice anche la crisi economica, il Comune di Calderara rivide in parte il progetto che inizialmente prevedeva la compartecipazione dei proprietari al recupero del condominio.

“Non c’era più la sostenibilità economica- spiega oggi Priolo- inoltre, mantenendo la stessa densità abitativa, alla lunga si sarebbero ripresentati gli stessi problemi di degrado”. Il Comune decise così di acquisire gli alloggi, tramite espropri, e di demolire i blocchi 4-5-6, nel frattempo dichiarati inagibili perchè in condizioni igienico-sanitarie insalubri.

A complicare il quadro ci si mise anche il fallimento della cooperativa che doveva occuparsi del recupero del blocco 3, costringendo il Comune a rescindere in danno il contratto e a bandire di nuovo l’appalto. Nell’agosto 2016 scattarono gli sgomberi degli alloggi da distruggere.

“E’ stata durissima, il periodo più difficile del mio mandato- dice oggi il sindaco- perchè siamo intervenuti pesantemente sulla vita delle persone. Ma la comunità di Calderara mi è stata vicino”, anche nel mese in cui gli abitanti del Garibaldi 2 misero le tende in piazza per protesta.

Con fatica, il Comune è riuscito però a creare un progetto di uscita per le famiglie con minori, mettendo a disposizione alloggi temporanei sia a Bologna (in convenzione con Acer) sia a Calderara, con un fondo per interventi sociali. Agli adulti, proprietari o locatari, è stato dato un indennizzo che è servito come aiuto per trovare una nuova sistemazione.

Oggi dunque l’ultimo capitolo. “Bisognerebbe scrivere un libro su questa storia- afferma Priolo- il Garibaldi 2 era una città invisibile, una macchia che era sempre agli onori della cronaca ma che nessuno voleva vedere. Oggi diventa una nuova opportunità per il territorio”.

14 Aprile 2018
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