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Libia, è giallo sulla morte del generale Khalifa Haftar

ROMA – E’ giallo sulla morte del generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica e uno dei protagonisti del caos in Libia.

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La notizia della morte è stata diffusa ieri pomeriggio da media libici e francesi, ma non ha trovato riscontro nelle fonti ufficiali. Anzi, secondo le Nazioni Unite, il generale nella serata di ieri ha avuto un colloquio telefonico con l’inviato speciale per la Libia, Ghassam Salamè.

Stando a quanto riportato dai media francesi, martedì scorso Haftar sarebbe stato ricoverato d’urgenza in un ospedale di Parigi per complicazioni sopraggiunte a causa di un tumore al cervello, di cui soffriva da tempo. Le sue condizioni sarebbero poi peggiorate, fino al decesso avvenuto nella giornata di ieri. Questa versione è stata confermata anche dal deputato egiziano Mustafa Bakry.     

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Come spiegano i media egiziani, vertici dell’esercito libico hanno prima smentito la notizia di un infarto all’origine del trasferimento in Francia, parlando di semplici “voci”, quindi in giornata hanno assicurato che il generale Haftar fosse prossimo al rientro.

Il timore, forse nutrito da molti in Libia, è che venendo meno “l’uomo forte” della Cirenaica, si rinfocoli il conflitto tra le varie tribù e i gruppi armati per il controllo della regione.

Sempre nella giornata di ieri, ‘Libya Express’, ha pubblicato un altro articolo nel quale sostiene che il generale Haftar avrebbe stretto un accordo con gli Stati Uniti, per la costruzione di una base della Cia a Bengazi. Il quotidiano sostiene che la recente nomina di Mike Pompeo alla guida dell’Agenzia potrebbe accelerato i tempi dell’accordo: come Haftar, Pompeo sarebbe “dichiaratamente ostile a tutte le forme di Islam politico”.

Infine il giornale definisce il generale “un vecchio asset della Cia”: quando i rapporti tra il colonnello Gheddafi e Haftar si ruppero, gli Stati Uniti dettero asilo ad Haftar, ed è da lì che avrebbe organizzato il fallito colpo di stato del 1996, prima di rientrare in Libia a seguito della caduta del Raìs nel 2011.

14 aprile 2018
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