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Siria, Gentiloni: “No all’escalation, raid non sono partiti da basi in Italia”

ROMA – L’azione di questa notte in Siria è stata “motivata all’uso di armi chimiche”. Un’azione “circoscritta, mirata a colpire” le armi chimiche, che “non può e non deve essere l’inizio di un’escalation. Questo è quanto l’Italia ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a ribadire”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni, in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.

SIRIA. GENTILONI: NESSUNA AZIONE MILITARE PARTITA DA BASI ITALIANE

Stati Uniti, Francia e Gran Bratagna “sono paesi alleat,i e con gli Usa” esiste “un’alleanza molto forte, in particolare noi forniamo supporto logistico ai nostri alleati. In questo caso particolare, pero’, noi abbiamo insistito e chiarito che questo supporto non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni militari per colpire la Siria”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni.

SIRIA. GENTILONI: ORA RIDARE CENTRALITA’ A DIALOGO E DIPLOMAZIA

“Non è troppo tardi per lavorare alla soluzione della crisi siriana. Anzi, anche quello che è successo, che deve restare circoscritto, può essere un ulteriore campanello d’allarme e uno stimolo a dare centralità al dialogo. Ne ho parlato anche in queste ore con il responsabile delle trattative per le Nazioni Unite, l’ambasciatore De Mistura”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni, in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.

“Non è momento dell’escalation, ma di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di conflitto tormentato e terribile”, aggiunge.

 

 

14 aprile 2018
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