Emergenza El Nino, Giro: "L'Italia può fare la differenza in Africa" - DIRE.it

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Emergenza El Nino, Giro: “L’Italia può fare la differenza in Africa”

ROMA  – “La cooperazione italiana allo sviluppo Africa puo’ fare la differenza”. E questo perche’ grazie alla recente riforma della legge 125 sulla Cooperazione, ora “e’ come un tridente, poiche’ coinvolge le Ong, il settore privato e infine la cultura, intesa come modo tutto nostro di fare impresa e di essere ong, assieme ad altre specificita’ che i nostri partner ci richiedono”. Ad affermarlo e’ Mario Giro, Vice Ministro agli Affari esteri e alla cooperazione internazionale, che oltre a illustrare stamani alla Farnesina il Piano nazionale di risposta all’emergenza alimentare per l’Africa – provocata dal fenomeno climatico El Nino – da 10 milioni di euro, non perde occasione di sottolineare la nuova direzione imboccata dalla cooperazione italiana grazie ai nuovi fondi e ai nuovi meccanismo legislativi introdotti dal governo Renzi. Grazie infatti alla riforma di febbraio scorso della legge 125 che, tra le altre cose, riscrive le regole del coinvolgimento delle organizzazioni della societa’ civile nell’ottenere fondi pubblici per le proprie attivita’ di cooperazione, il Maeci ha elaborato in appena 30 giorni un Piano per cinque paesi in particolare – Etiopia, Mozambico, Malawi, Swaziland e Zimbabwe – ossia quelli che, spiega ancora il Vice Ministro, “ci sono stati segnalati come piu’ colpiti dagli effetti de El Nino, e in cui l’Italia puo’ fare la differenza”. Il Piano per i cinque paesi africani prevede dieci milioni di finaziamento di cui, stando a quanto chiarisce ancora il Vice Ministro, “sei milioni andranno alle nostre Ong in loco e quattro a Agenzie Onu, tra cui Fao (Orgranizzazione per l’Alimentazione e l’agricoltura) e Pam (Programma alimentare mondiale), con interventi che riguarderanno la sicurezza alimentare e il sostegno alle attivita’ agro-pastorali. El Nino e’ un fenomeno climatico che si verifica ogni 5 o 7 anni che, determinando un forte riscaldamento delle acque oceaniche, provoca – a seconda delle zone – o siccita’ oppure piogge persistenti, violente alluvioni e cicloni. Quello di quest’anno e’ stato il piu’ forte dell’ultimo secolo, a partire da dicembre, ha riguardato 60 milioni di persone in tutto il mondo e 40 in Africa.

Per il Vice Ministro agli Affari esteri Mario Giro e’ importante sottolineare che le migrazioni non coinvolgono l’Europa, come la percezione comune induce a credere: “gli spostamenti avvengono soprattutto a livello interno, in Africa, sulla direttrice Sud-Sud”. Un altro elemento importante “che spesso si tende a dimenticare” e’ il fatto che sono anche i cambiamenti climatici e i fenomeni come El Nino all’origine delle migrazioni: “noi pensiamo sempre che i migranti fuggono da guerre o per ragioni economiche”, quando in realta’ “per un terzo riguardano profughi climatici”, di cui peraltro “si parla pochissimo”. E’ per qeusto che Giro auspica che sia messo sempre di piu’ al centro dell’agenda politica nazionale e internazionale. Per concludere, Giro evidenzia che, oltre alla rapidita’, il valore del Piano per questi cinque Paesi africani consiste nello strumento del bando alle organizzazioni in loco: “grazie alla presenza delle ong italiane sul territorio, i fondi – che prima venivano trasferiti alle Ambasciate – saranno assegnati alle realta’ impegnate sul campo”, fattore che garantisce “rapidita’ e efficacia dell’intervento”. Infine, attraverso tale “coordinamento decentrato – come sottolinea Laura Frigenti, direttore dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics) – possiamo coinvolgere tutti gli attori coinvolti in quei paesi, ottimizzandone le capacita’ e facendo rete anche con le altre agenzie internazionali con cui l’Italia ha gia’ un consolidato rapporto di collaborazione”.

LUCAS (AMB. MOZAMBICO): BENE PIANO ITALIA CONTRO EL NINO – Il nuovo Piano italiano di risposta all’emergenza alimentare per l’Africa provocata dal fenomeno climatico El Nino “e’ un’idea meravigliosa e una risposta eccellente”. Lo dice alla DIRE Maria Manuela Lucas, Ambasciatrice del Mozambico in Italia, uno dei cinque paesi coinvolti dal Piano di 10 milioni di euro insieme a Etiopia, Malawi, Swaziland e Zimbabwe, ideato dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e presentato stamani alla Farnesina. Il governo di Maputo proprio ieri ha lanciato lo stato di allerta massima per le regioni centrali e meridionali a causa della carenza di cibo generata dagli effetti del Nino, il fenomeno climatico che, causando siccita’ o alluvioni violente, distrugge settori vitali per l’economia di questi paesi come agricoltura e pastorizia. Solo due settimane fa Maputo aveva calcolato che mezzo milione di persone erano in uno stato di insicurezza alimentare , “ma ora abbiamo realizzato che si tratta di oltre un milione mezzo”, chiarisce Lucas. Ad essere in pericolo non e’ solo la popolazione del suo Paese, “ma l’intera Africa meridionale”. L’Ambasciatrice poi plaude alla rapidita’ con cui il governo di Roma ha approvato e quindi avviato questo intervento : “a volte capita che, di fronte alle emergenze, i Paesi terzi si muovano con lentezza, ma qui la risponta e’ stata molto veloce, ed e’ anche positivo il fatto che siano stati messi a disposizione tutti i canali e le risorse italiane gia’ presenti in Mozambico”. Nel suo paese – colpito anche ad forti migrazioni interne di persone che, dalle zone rurali, si spostano verso le citta’ o altre aree che garantiscano loro la sopravvivenza – a soffrire di piu’ sono “donne e bambini”, e il Piano di intervento in questo senso puo’ essere utile “tanto per l’emergenza, quanto per portare sviluppo” conclude l’Ambasciatrice Maria Manuela Lucas.

di Alessandra Fabbretti

14 aprile 2016
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